Questo racconto è il riassunto della traduzione di un messaggio lanciato dalla Luna verso un pianeta, un Regno innominato che si trova in un punto ignoto del cosmo: si tratta di un documento eccezionale redatto in una lingua aliena che gli 007 inglesi hanno potuto tradurre grazie all’Intelligenza Artificiale. Il messaggio originale è destinato a una autorità chiamata in vari modi, il primo dei quali è Casa dei Viventi, e chi lo ha scritto è a tutti gli effetti un robot superdotato del quale non abbiamo l’immagine.
Ecco, dunque ecco dunque una sintesi del suo rapporto.
Un viaggio nel cosmo verso il Pianeta Azzurro

Missione compiuta: il Pianeta Azzurro non è una leggenda dello spazio, noi lo abbiamo raggiunto e ne inviamo alle Vostre Eccellenze le prime immagini ravvicinate. Solo queste, per il momento, ma ne documentano la straordinaria bellezza. Come da ordini supremi, Io Automa Comandante della missione ho cominciato a rilevare se il mondo nuovo comporti rischi per la nostra stirpe. Per questo, noi Macchine Sensibili procediamo secondo la Vostra saggezza e prudenza. Infatti, non dimentico che il cosmo nella sua vastità nasconde misteri, pericoli, ed è percorso da correnti potenzialmente distruttive.
Il mitico Pianeta Azzurro è dunque sotto osservazione

La nostra astronave è nascosta sulla linea crepuscolare della Luna, il grande satellite che rivolge sempre lo stesso emisfero al pianeta, mentre i nostri esploratori continuano le loro puntuali rilevazioni favoriti dal fatto che si mimetizzano in mezzo ad una vera e propria nuvola di satelliti artificiali locali che sono scientifici, civili, metereologici e, questo Vi dispiacerà, militari. Infatti, questo mondo è tecnologizzato, al punto da essere ricoperto da una massa quasi impenetrabile di tecno – spioni.
La verità sul Pianeta Azzurro

Sì, o Signori del nostro mondo, il terzo pianeta di questo sistema solare non è il fiabesco pianeta vergine dove la Vostra stirpe sublime sognava di fondare una colonia. Qui tutte le terre, le acque e perfino il cielo blu sono popolati da una stirpe di bipedi che fra loro si chiamano terrestri: tutto occupato, anzi, devo dire subito che le varie popolazioni, per quanto registrato fino ad oggi, passano da un (intraducibile) all’altro confusamente come se volessero impadronirsi di quei territori, che secondo la geografia, non gli appartengono. Sono sciami disordinati di creature che altri loro simili tentano di fermare. avvengono scontri molto duri.
Un Pianeta che non è davvero azzurro

A questo proposito devo comunicarVi una situazione oggettiva che elimina del tutto qualsiasi possibilità, da parte nostra, di farci vedere dai nativi come ambasciatori della nostra civiltà. Dal poco che abbiamo capito, qui, Signori, imperversa la guerra e non c’è un solo continente in pace. Ovunque abbiamo fotografato città che bruciano, popolazioni massacrate, territori resi sterili dai veleni dei bombardamenti. Davanti a devastazioni su larga scala, confesso che avrei preferito sbarcare su un mondo deserto.
Chi comanda il Pianeta Azzurro

Come riferito sommariamente nel mio precedente (parola intraducibile) il favoloso Pianeta Azzurro è un mondo popolato in ogni sua parte (ci sono anche creature inferiori in terra, in acqua e in cielo) ed è dominato da una razza feroce, della quale si è occupato l’Automa Storico dell’equipaggio. Ecco il punto delle sue riflessioni: questi padroni del pianeta si stanno spartendo le terre e i mari alla conquista di minerali necessari al potenziamento della loro industria che si traduce in potere: un potere armato.
Il messaggio al Pianeta

Chiedo alle Loro Entità, come capo missione, quale sia da parte della nostra astronave, l’azione migliore da mettere in programma. Come Automa di Comando sono legato alla disciplina. Confesso che subisco il fascino di questa perla luminosa dell’eterno spazio di cui ogni senziente è figlio. La nostra Automa filosofa della spedizione, ha suggerito una sua teoria sulla popolazione di questo mondo azzurro: sarebbe arrivata al culmine della sua evoluzione, dove le armi sostituiscono la forza muscolare che li aveva portati alla conquista del pianeta.
Così oggi il cerchio si chiude perché combaciano la violenza primitiva e quella tecnologica

La sua conclusione è questa: sembra inevitabile che si arrivi al tutti contro tutti e sarebbero le ultime convulsioni di una civiltà. Io, Onorevoli Alati, non sono un pensatore, per me una teoria vale quanto un’altra. Però, i fatti sono questi che registriamo dalla nostra postazione segreta sulla Luna del Pianeta Azzurro: questo mondo vibrante di colori e di bellezze per noi straordinarie, forse unico nel cosmo, è devastato, avvelenato, ferito profondamente e comunque non fa per noi e non ci accoglierà mai.
Un Pianeta ormai al collasso

Visto da noi esploratori cosmici, appare come un organismo esausto, sovraccarico di Potenze fameliche e minacciato di distruzione da parte dei suoi stessi abitanti i cui governi possiedono Bombe che possono disintegrarlo dopo averne annientato ogni forma vita. Questo rapporto, purtroppo, deluderà le attese delle Vostre Sublimità: ripeto che il bellissimo fra i mondi incontrati nel nostro viaggio è inadatto alla nostra pacifica e laboriosa società in espansione. Ora, la Vostra sovrana intelligenza mi darà gli ordini più confacenti alla situazione descritta in dettaglio nella documentazione allegata. Per parte mia, se posso esprimere un parere, direi così: lasciamo che i tecno – selvaggi di questo mondo completino la loro “evoluzione” mentre noi potremmo tornare a navigare nell’immenso.
Sottovoce

Dice: “Domani, al mio arrivo in piazza vorrei che la prima donna musulmana che incontro mi guardasse negli occhi e dicesse “Buon giorno” senza fermarsi, con naturalezza. Sarebbe una piccola rivoluzione culturale. O no?
Bello, sicuramente, gli risponde un amico, ma forse sarebbe più semplice se cominciassi tu. Qualcuno deve fare il primo passo. O no?
A proposito di cultura, anzi di culture, ecco quello che mi ha detto un’amica: “Al supermercato ho visto una donna velata con accanto un figlio, un maschietto di sette, otto anni che le traduceva in arabo le etichette delle merci. Una scenetta che dà qualche pensiero. O no?











































































Non c’è commento. Rimango muta ed esterrefatta. Altrocchè alieni.