Nel buio possiamo vedere i colori mentre tra le pozzanghere esce il sole. Basterà superare la notte e mangiare il vento per assistere ai miracoli di ogni giorno. Quante metafore nei titoli della classifica di fine agosto caratterizzata da autori che abbiamo imparato a conoscere bene, protagonisti della scena letteraria non solo di questa estate ma di molte stagioni.
Dopo il buio delle eclissi ci rifugiamo alla Lovat

Noi viandanti dell’universo reduci da due eclissi di sole e di luna abbiamo voglia di tornare tra le pareti di casa, quelle fantastiche della Libreria Lovat sempre al centro dell’attenzione letteraria grazie agli incontri con autori e autrici ospitati nelle sedi di Villorba (Treviso) e Trieste. Ecco il medagliere che ha elaborato questa settimana:
1 Tuti Ilaria – ED È UN POCO LA NOTTE E UN POCO L’ALBA – Longanesi
2 Gotto Gianluca – CI BASTERA’ MANGIARE IL VENTO – Mondadori
3 Whitaker Chris – TUTTI I COLORI DEL BUIO – Einaudi
4 Harstad Johan, MAX, MISHA E L’OFFENSIVA DI TET, Sellerio
5 Bussola Matteo – IL SOLE NELLE POZZANGHERE – Einaudi
6 Davidsson Camilla – I MIRACOLI DI OGNI GIORNO – Garzanti
7 Pavone Chris – L’ULTIMO TURNO – Feltrinelli
8 Giannone Francesca – GLI ANNI IN BIANCO E NERO – Nord
9 Carrere Emmanuel – Kolchoz – Adelphi
10 Lagioia Nicola – LA CITTA DEI VIVI – Einaudi
Sono un’appassionata dei titoli di coda e quindi inizio dalla fine per onorare la novità del momento

Al decimo posto troviamo un autore importante come Nicola Lagioia: La città dei vivi (Einaudi). Storia efferata e reale che avrà sicuramente un’eco notevole perché dal romanzo è stato tratto un film presente quest’anno alla 83a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nella Sezione Orizzonti. La regia è di Edoardo Gabbriellini. Nel cast anche il grande Valerio Mastandrea. Diamo voce al romanzo definito da El País “Colossale e perturbante”. Nicola Lagioia, già vincitore del Premio Strega con La ferocia, torna a turbare il nostro animo ricostruendo l’omicidio di Luca Varani avvenuto nel 2016 alla periferia di Roma. Una storia straziante che tutti ricordano, due ragazzi di buona famiglia seviziano per ore un giovane portandolo lentamente alla morte. Lo scrittore analizza il delitto dai primi indizi tra le ombre più oscure della città. Un viaggio nella notte di Roma tra droga e corruzione per capire le cause di tutto questo orrore. In quella che sembra quasi una discesa all’inferno, l’autore entra nelle case, interpella genitori e figli, analizza dettagliatamente vuoti e omissioni familiari cercando il punto deflagrante che dà origine al male.
Torniamo sul podio dove ci aspettano tre romanzi che a parte piccole variazioni sono sempre al vertice della classifica

Una scrittrice che ha studiato Economia, è appassionata di pittura e ha fatto anche l’illustratrice per una piccola casa editrice. Torna al primo posto Ilaria Tuti: Ed è un poco la notte e un poco l’alba (Longanesi). La scrittrice di Gemona del Friuli è molto amata dal pubblico e dalla critica. I suoi romanzi sono tradotti a livello internazionale. Ha esordito con il thriller Fiori sopra l’inferno ideando Teresa Battaglia, commissario di polizia di Udine, profiler dalla grande capacità investigativa portata sullo schermo da Elena Sofia Ricci. Questa volta ci racconta un episodio drammatico dell’estate 1944: un contingente cosacco invade il Friuli, nella Zona libera della Carnia. Storia devastante di un conflitto illuminato dall’umanità di una donna. La protagonista cerca frammenti di vita e compassione tra popoli diversi.
“Cambio casa per la 42esima volta e dopo 10 anni chiudo il mio blog. Il karma si appesantisce se ripetiamo la stessa vita”

Cosa dobbiamo aspettarci di nuovo da Gianluca Gotto dopo questo annuncio? Lo scrittore torinese, nomade digitale è sempre pieno di sorprese e quindi ci stupirà di nuovo. Per il momento è saldo ai primi posti del medagliere con: Ci basterà mangiare il vento (Mondadori). Il titolo si ispira ad una espressione malese sinonimo di uno stato d’animo leggero, un sentimento che proviamo quando facciamo piccole cose generalmente considerate inutili.
Non siamo ancora usciti dal buio e questo romanzo lo evidenzia molto bene

Sempre al centro dell’attenzione letteraria e ora in terza posizione: Tutti i colori del buio (Einaudi) di Chris Whitaker che il Washington Post ha definito il libro dell’anno. Lo scrittore inglese ci propone una vicenda angosciante ambientata tra i boschi di Monta Clare, nel Missouri. In una mattina del 1975 un adolescente scompare. Si tratta di Joseph che ha solo tredici anni quando viene rapito e tenuto prigioniero in uno scantinato per quasi un anno. Nel corso di questa prigionia una ragazza saltuariamente lo va a trovare rimanendo avvolta nell’oscurità per non farsi riconoscere. Tornato libero, il ragazzo decide di scoprire l’identità del rapitore e soprattutto quella della misteriosa ragazza, ma la ricerca aprirà la strada a eventi inquietanti e pericolosi per la sua stessa vita.
“Che ne è stato di te, Buzz Aldrin?”

È il titolo che ha portato alla notorietà Johan Harstad scrittore norvegese dalla personalità multiforme, è anche autore di teatro e libri per ragazzi, musicista e fondatore dell’associazione Lacktr che si occupa di graphic design, cortometraggi e fotografia. Padroneggia di nuovo le classifiche internazionali con il suo nuovo romanzo: Max, Mischa e l’offensiva del Tet (Sellerio). Storia con personaggi stravaganti e ricchi di sfumature. Max è un regista teatrale che lavora negli Stati Uniti ma sogna la Norvegia dove è nato. Mischa è una ragazza canadese che somiglia molto a Shelley Duvall attrice che campeggia sulla bella copertina del libro. C’è anche lo zio Ove che dopo aver lasciato Oslo è finito in Vietnam. “L’offensiva del Tet” porta alla mente il 1968 quando durante la notte del capodanno vietnamita tra il 30 e il 31 gennaio (Tết Nguyên Ðán) i vietcong attaccarono a sorpresa oltre cento città sudvietnamite tra cui Saigon segnando di fatto una svolta in quella guerra devastante che non aveva però ancora sconvolto l’intera opinione pubblica, mentre nei campus universitari montavano già le proteste contro il governo americano.
È uscito il sole dopo il buio ma è più affascinante se lo guardiamo dalle pozzanghere

Continua il successo editoriale per un autore sensibile e originale in ogni scelta letteraria, stiamo parlando dello scrittore veronese Matteo Bussola: Il sole nelle pozzanghere (Einaudi). Il protagonista di questa storia è un rigattiere. Nel suo negozio recupera oggetti usati o rotti donando loro nuova vita. Frammenti importanti di storie, affetti, condivisioni e sogni. Quasi una magia che mi fa pensare all’antica tecnica giapponese Kintsugi (riparare con l’oro) una pratica utilizzata per aggiustare oggetti rotti, che invece di nascondere le spaccature le mette in evidenza con metalli preziosi.
In classifica non soffia solo il vento del nordest, ma anche quello più fresco dei paesi nordici

Dalla Norvegia di Johan Harstad alla Svezia di Camilla Davidsson: I miracoli di ogni giorno (Garzanti). Romanzo d’esordio diventato ormai un bestseller pubblicato in tutta Europa. Una storia piena di magia che testimonia anche il potere salvifico dei libri. La protagonista dopo ore di lavoro stressante passato a servire ai tavoli trova un giorno sul tappeto di casa una lettera. Scopre che è di un anziano e affezionato cliente, un professore di letteratura che le ha lasciato in eredità un appartamento. Questa eredità mette in gioco tutte le sicurezze sulla vita e le sue vere origini. Nell’appartamento trova cataste di libri e in ogni romanzo c’è un biglietto con alcuni indizi. Segreti che la sua famiglia ufficiale, dalla quale era scappata per grandi incomprensioni, le aveva tenuto nascosti.
Sale in classifica quello che il New York Times ha definito uno dei migliori gialli dell’anno

Si tratta del romanzo L’ultimo turno (Feltrinelli) di Chris Pavone,un autore che è cresciuto a Brooklyn ma ha vissuto molto in Europa. Personalità interessante, nato nel 1968 si è laureato alla Cornell University e per circa vent’anni ha lavorato come ghostwriter e come editor. La sua narrativa nasce nei profumati caffè europei della Città di Lussemburgo, dove inizia a scrivere il primo romanzo, Gli infedeli del 2013 che diventerà un bestseller negli Stati Uniti. Il nuovo romanzo è stato favorevolmente accolto da pubblico e critica per genialità e spessore dei personaggi. Una storia piena di segreti e misteri racchiusa in un palazzo di lusso nel centro di New York.
Quando una sartoria degli anni Sessanta entra nel cuore degli avvenimenti di un Paese che cambia volto e colore e passa dal buio alla luce

Torna nel medagliere la scrittrice pugliese Francesca Giannone: Gli anni in bianco e nero (Nord). Storia di quattro ragazze nel Salento degli anni ’60 e di una sartoria. Tra contraddizioni e desiderio di libertà un mondo nuovo e tumultuoso si apre, dalle lotte operaie alle occupazioni studentesche, alle battaglie femministe. Francesca Giannone è laureata in Scienze della Comunicazione e ha studiato cinema al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Ha vinto il Premio Bancarella con La Portalettere nel 2023.
Chiudiamo in bellezza con un ritorno di grande spessore

Al nono posto della classifica dopo aver brillato per tutta la stagione letteraria ritroviamo Emmanuel Carrère: Kolchoz (Adelphi). Lo scrittore e regista francese ci regala un meraviglioso affresco della sua vita tratteggiando i ricordi d’infanzia con la vita della madre Hélène Carrère d’Encausse, scomparsa il 5 agosto 2023 a novantaquattro anni. Storica e politica, membro dell’Académie francaise con padre georgiano e madre di origine russo-tedesca. Figura culturale cosmopolita di primo piano.
Buona lettura!












































































Dott.ssa Elisabetta siamo giunti all’ultima rassegna di agosto, nonostante il caldo opprimente, l’estate è passata veloce. Guardando le classifiche delle vendite delle librerie Lovat non ho visto presenti dei classici, dei libri datati, magari accennati a scuola, da portare sotto l’ombrellone, si vede che la scrittura corrente attira maggiormente il lettore. Tra i libri che ci propone oggi anch’io trovo degno di riflessione il racconto di Nicola Lagioia: La città dei vivi, un racconto che è stato pubblicato nel 2020, ma come è accaduto per la Portalettere è stato rivalutato. Il genere noir, i gialli, sono sempre piaciuti, anche le serie televisive che ne sono ricavate attraggono lo spettatore, io penso perchè alla fine i colpevoli sono sempre scoperti e arrestati. La realtà è tremenda, cruda, oggi abbiamo i femminicidi, ma ci sono purtroppo anche morti nate dal vizio, dalle menti malate per uso di sostanze. Nicola Lagioia ha svolto un’indagine approfondita sul gravissimo fatto di cronaca romano, ha parlato o tenuta una corrispondenza con i protagonisti e ha cercato di farci comprendere come questi giovani abbiano confuso i valori che li avrebbero dovuti sostenere nella loro gioventù.