La fragilità umana, anche e soprattutto del campione. L’incidente a Tiger Woods, una notizia di agenzia precisava che non aveva assunto sostanze, in passato sì, andiamo a memoria. Il campione che rischia la vita, nel tempo libero come Michael Schumacher, in pista Ayrton Senna, perchè nel tunnel Marco Pantani. E Kobe Bryant e Gianna, lì per la verità per la colpa del pilota, molto diverso.

Fragilità e fatalità
Un incidente stradale stroncò la vita a Gigi Meroni; più o meno grave è capitato a tutti, bisogna stare attenti, si dice, no? E spesso non basta. Un incidente, una disgrazia. E poi il mondo in trepidazione, tantopiù per il covid.
I campioni sono spesso insicuri, depressi come Thorpe e Phelps, altri con o senza covid in tanti vedono i fantasmi. E certi contrasti a volte non sono casuali, certe uscite.
L’aiuto da chiedere
Ci vorrebbe un amico, a volte, o una moglie, altre volte, o un genitore o un fratello o un manager. O, meglio, uno psicoterapeuta per i momenti bui. Quando li hanno i campioni, anche noi ci sentiamo meno soli, nel nostro mal di vivere, ci consoliamo.
Fragilità e campioni

Rischiarono la vita in incidenti Roberto Bettega e Gigi Radice, la perse il grande Torino. L’ha persa Gaetano Scirea. Ci sono leggende su morti premature, l’ultima tragedia sportiva fu la Chapecoense, Brasile.
Non erano incidenti ma accidenti, i grandi professionisti dello sport che muoiono di crepacuore, per esempio, Renato Curi in campo, a Perugia, nel ’77, e Paolino Ponzo, ex Modena, in serie A, a una maratona al gelo. Neppure i giovani sono invulnerabili, vedi il 21enne ex Atalanta.
Fragilità non solo nei campioni
Serve lucidità, rispettare i limiti di velocità, magari sarebbe utile diminuire le cilindrate delle auto sportive.
Forse servirebbe una cultura diversa, i soldi facili spesso danno alla testa. I limiti e le regole, non solo sulla strada, esistono per tutti campioni compresi.










































































