Dai grandi volumi al botox più leggero, fino al confine con la chirurgia: cosa sta cambiando. Ne abbiamo parlato con il dottor Antonio Amabile, chirurgo plastico e specializzato in medicina estetica. Lo abbiamo incontrato presso il Nova Poliambulatori nella nuova sede di Santa Maria di Sala.
La medicina estetica

La medicina estetica sta cambiando pelle, letteralmente. Dopo anni in cui l’obiettivo sembrava essere aggiungere volume ovunque, la tendenza ora va nella direzione opposta: togliere, alleggerire, rigenerare. Un confronto che ha affrontato alcuni temi attuali della chirurgia e medicina estetica e abbiamo registrato in una video-intervista – che pubblichiamo sul nostro canale YouTube e sulla pagina di www.enordest.it e che ci ha permesso di mettere a fuoco tre punti chiave che riguardano il settore dell’estetica.
È la fine della medicina estetica dell’era del solo riempimento?

“Per molto tempo filler ha significato riempire: zigomo, labbro, solco naso-labiale. Oggi la letteratura e la pratica clinica più attenta spingono su un altro concetto: la qualità del tessuto prima della quantità”.
Si parla di biorivitalizzazione: cosa significa?

“ Non è un singolo prodotto, è una strategia. Si usano acido ialuronico non cross-linkato a bassissima densità, i cosiddetti skin booster, che non danno volume ma idratano in profondità; polinucleotidi altamente purificati che aiutano i fibroblasti a lavorare meglio e migliorano il microcircolo; biostimolatori, che non riempiono ma inducono la pelle a produrre nuovo collagene. L’obiettivo non è trasformare un viso, ma far sì che la pelle che c’è ,funzioni meglio, sia più elastica, più luminosa, più compatta. Quando la pelle è stata rigenerata, la necessità di riempire crolla. È un approccio di manutenzione e prevenzione, non di costruzione”.
Perché in estetica si parla di botox leggero?

“Anche la tossina botulinica ha cambiato filosofia. L’effetto fronte di cera, sopracciglia immobili, è oggi considerato un errore di tecnica, non uno standard. L’approccio più attuale è quello del botox full-face a basso dosaggio. Invece di concentrare alte dosi in tre punti, si distribuiscono micro-dosi per riequilibrare l’azione tra muscoli che tirano su e muscoli che tirano giù il volto. Si lavora meno sulla fronte centrale e più sui depressori: le fibre laterali dell’orbicolare che chiudono lo sguardo, le bande collo, i muscoli che abbassano l’angolo della bocca. Il risultato non è un viso bloccato, è un viso più riposato che conserva la sua naturale espressività. Dura comunque mesi, ma non si vede che c’è, si percepisce solo che lo sguardo è più aperto”.
Quando basta la medicina estetica e quando serve la chirurgia?


“È il confine più delicato e più importante da spiegare. Medicina estetica e chirurgia plastica non sono alternative, sono strumenti diversi. La medicina estetica lavora su texture, idratazione, rughe di espressione, lassità iniziale. La chirurgia interviene quando c’è un eccesso strutturale che nessuna puntura può correggere: una ptosi palpebrale con pelle in eccesso che pesa sull’occhio, una lassità importante del collo e dell’ovale, uno svuotamento con caduta dei tessuti che ha perso il suo sistema di sostegno legamentoso.In quei casi insistere con filler e fili è sproporzionato. Così come è sproporzionato proporre un lifting quando il problema è solo una pelle spenta e disidratata. Il valore di un professionista che fa entrambe le cose sta proprio nel saper dire: qui è troppo presto per operare, lavoriamo sulla qualità, e qui invece la medicina non basta più”.
Tutti questi temi sono approfonditi nella video-intervista al dott. Amabile che pubblichiamo oggi su www.enordest.it e sul nostro canale YouTube https://www.youtube.com/@enordest. Nell’intervista trovate le domande e le risposte integrali.
Contenuti a solo scopo divulgativo.








































































