C’è una strana malinconia nel perdere contro un amico. E al Renzo Barbera, sotto una pioggia che non ha smesso un secondo, il Padova l’ha vissuta tutta intera, quella malinconia. Sconfitto 2-1 da un Palermo che per un’ora buona non si è visto quasi mai, poi si è aggrappato a un ragazzo di vent’anni con le mani da chirurgo e i piedi da fuoriclasse: Dominic Vavassori. Tenetelo a mente per il futuro. Il Padova lo ha conosciuto nel peggiore dei modi. Questa non era una partita qualunque, e i tifosi presenti sugli spalti lo sapevano bene prima ancora che i capitani si stringessero la mano al centro del campo. Il gemellaggio tra le curve di Palermo e Padova è una storia che comincia nell’estate del 1983, quando cinque ultras biancoscudati si recarono in vacanza al mare in Sicilia e incontrarono i sostenitori rosanero dei Commandos Aquile. Quello che doveva essere un semplice incontro estivo si trasformò in qualcosa di più grande, qualcosa di difficile da spiegare a chi non ha mai vissuto certe amicizie da curva. Il legame venne suggellato il 20 novembre di quello stesso anno, all’Appiani, durante una partita di campionato finita 0-0, e da allora non si è mai interrotto.
Il legame con il Palermo

Oltre quarant’anni di storia condivisa, di generazioni che si passano il testimone, di trasferte insieme anche quando le due squadre militavano in categorie lontanissime. Un’amicizia così profonda e sentita che nella stagione 2018-2019 il Padova realizzò una terza maglia nera con inserti rosa, omaggio esplicito e orgoglioso al legame con la Sicilia. Oggi è l’unico gemellaggio rimasto in piedi per gli ultras rosanero, e ogni incrocio sul campo diventa l’occasione per rinnovarlo davanti a tutti. Sul campo, però, bisognava giocare. E vincere. E lì, purtroppo, l’amicizia non conta.
Padova subito padrone, Pastina fa esplodere la curva ospiti
Il Padova scende al Barbera senza la minima intenzione di fare la comparsa. Il 3-5-2 di Calabro è compatto e aggressivo, la squadra fa un pressing alto e costringe la retroguardia rosanero a ballare fin dal primo minuto. Al 4′ è già Bani a salvare tutto su Zuelli, che aveva trovato lo spazio per calciare a botta sicura. Il Barbera trattiene il fiato. La curva ospiti, bagnata e felice, esulta. Al 7′ arriva il gol. Moro lavora bene sulla destra, serve in area con intelligenza e Pastina si avventa sul pallone con il tempismo dei difensori che sanno fare male quando meno te lo aspetti: palla alle spalle di Fortin, fredda e precisa. Il VAR ci mette qualche minuto, poi convalida. Padova in vantaggio, con personalità e pieno merito. Il Palermo non costruisce nulla, la linea biancoscudata chiude ogni varco con ordine e il Padova sfiora anche il raddoppio. Moro, però, al 17′ si fa recuperare da Augello quando sembrava già oltre la difesa. Quel pallone, guardandolo adesso, pesa quanto una sconfitta.
Vavassori si accende, il primo tempo finisce in parità
Passata la mezz’ora il Palermo comincia a carburare, e lo fa attraverso un Vavassori che inizia a fare le prove generali di quello che diventerà il suo pomeriggio. Un diagonale respinto da Sorrentino, il tiro a giro di Palumbo deviato, la testa di Pohjanpalo che non trova lo specchio. Il Padova regge, fatica, ma regge. Il Barbera spinge. Al 44′ però il colpo arriva. Johnsen con un passaggio filtrante dalla sinistra innesca Vavassori che apre il piede e fulmina Sorrentino nell’angolo basso. Uno a uno allo scadere, con il Padova che si maledice per non aver chiuso i conti quando ne aveva la forza. All’intervallo Inzaghi ribalta la difesa: dentro Cassandro per Pierozzi e Magnani per Bani. Calabro stringe i denti e prepara la ripresa.
La ripresa, il tacco di Vavassori, il rosso di Carissoni
Il secondo tempo si apre con un Padova che tiene il campo e prova a costruire. Sorrentino para di istinto in più di un’occasione, tenendo vive le speranze venete. La partita sembra in equilibrio, il Palermo gestisce senza forzare. Calabro prova a cambiarla inserendo Di Mariano per Seghetti, poi Carissoni per Cocchi, infine all’83’ Bortolussi e Galazzi per Giunti e Zuelli. L’assalto finale non arriva. Perché al minuto 82 ancora Johnsen pesca ancora Vavassori con un filtrante dalla sinistra, lui di tacco porta la sfera sul sinistro, aggira Pastina con una giocata che non si insegna in nessun campo di allenamento, e fulmina Sorrentino per la seconda volta. Un gol da fuoriclasse, di quelli che restano in testa per settimane. Barbera in delirio. Padova al tappeto. Nel finale Carissoni stende Vavassori lanciato in contropiede e si prende il rosso diretto al 91′. Chiusura amara su una serata partita dolce, ma diventata amara. Il Padova esce dal Barbera sconfitto, ma non ridimensionato: ha tenuto testa alla capolista per settantacinque minuti, ha segnato con personalità, ha difeso con metodo. La sconfitta brucia, ma non lascia ferite profonde.
Il dopo partita
La classifica resta positiva e incoraggiante: sette punti in cinque partite, un posto nella parte alta della graduatoria e la consapevolezza solida che questa squadra sa stare in campo anche contro le grandi, anche al Barbera sotto la pioggia. La pausa di tre settimane per gli impegni delle nazionali arriva nel momento giusto, utile per ricaricare le batterie, riordinare le idee e rimettere a posto qualche dettaglio tattico. Alla ripresa all’Euganeo arriverà la Carrarese di Cioffi, squadra che ha iniziato il campionato nel peggior modo possibile: un’occasione da non sprecare, da approcciare con la stessa fame e la stessa intensità mostrate oggi in Sicilia. Per ora Lovato e compagni tornano a casa. Con la sconfitta, sì. Ma anche con il ricordo di un pomeriggio in cui il Padova ha dimostrato di poter impensierire chiunque. Anche la capolista. Sotto la pioggia di Palermo. Anche tra tifoserie gemellate.
Le pagelle della gara: Vavassori MVP, Sorrentino e l’ex Fortin sugli scudi
Palermo (4-2-3-1): Fortin 6,5; Pierozzi 5,5 (46′ Cassandro 6), Bani 5,5 (46′ Magnani 6,5), Ceccaroni 6, Augello 6,5; Segre 5,5 (76′ Gomes s.v.), Ranocchia 6 (65′ Estevez 6); Vavassori 7,5, Palumbo 6,5, Johnsen 7; Pohjanpalo 5,5 (82′ Gabrielloni s.v.). All. Inzaghi 7.
Padova (3-5-2): Sorrentino 6,5; Dellavalle 6, Lovato 6, Pastina 6,5; Capelli 6, Giunti 6,5 (83′ Bortolussi s.v.), Zuelli 6 (83′ Galazzi s.v.), Fusi 5,5, Cocchi 6,5 (74′ Carissoni 4,5); Seghetti 5,5 (55′ Di Mariano 5,5), Moro 5,5 (74′ Lasagna 5,5). All. Calabro 6,5.
Arbitro: Di Bello (Brindisi) 6. Ammoniti: Cocchi, Ranocchia. Espulso: Carissoni (91′).













































































