L’infanzia durante la guerra sulla Riviera del Brenta, l’adolescenza nell’incanto delle Dolomiti, l’Isola degli Armeni a Venezia nel cuore, centro pulsante della memoria armena in Europa, la vita adulta tra Padova e New York, Venezia e l’Isola degli Armeni. La scrittrice best-seller Antonia Arslan, 88 anni, voce del popolo armeno nel mondo, si racconta come mai aveva fatto prima, nel docufilm «Antonia Arslan», produzione Eriadorfilm.
Un viaggio alla scoperta della storia

Arslan, padovana di origine armena, per la prima volta apre la sua casa e il suo cuore: un ritratto inedito tra vita, famiglia, impegno sociale e letterario, radici e memoria. Un viaggio intimo e collettivo. Fotografie d’epoca, racconti, aneddoti, retroscena, accompagnano la lunga intervista in cui per la prima volta Antonia Arslan si svela, dall’infanzia fino a oggi.
La dolorosa storia del popolo armeno

Dal nonno armeno Yerwant Arslanian, il patriarca, e la scoperta, da bambina, di ciò che era accaduto al popolo delle sue radici con il genocidio degli armeni, all’impegno come voce del popolo armeno, l’attività di professoressa di letteratura italiana all’Università di Padova, i tanti romanzi, le centinaia di conferenze in tutto il mondo. Sullo sfondo, il ricordo doloroso del genocidio del 1915-1923, mai riconosciuto dagli oppressori turchi.
Un docufilm che prende vita dai tanti romanzi della scrittrice





Antonia Arslan come scrittrice ha raccontato la diaspora del popolo armeno in tanti romanzi, tra cui il più famoso “La masseria della allodole” (Rizzoli), best-seller mondiale in cui narra il massacro dei suoi antenati Arslanian, nella casa di famiglia sulle colline dell’Anatolia, libro che quest’anno copie 22 anni. Una galleria di fotografie d’epoca, racconti, retroscena inediti accompagnano la lunga intervista in cui per la prima volta Antonia Arslan si racconta come persona. Un docufilm dal linguaggio lirico, commovente, che si muove tra il palazzo di Antonia Arslan a Padova, Venezia, la laguna, ville, monasteri, montagne.
Quattro “assi” per raccontare la storia di Antonia Arslan




Le riprese del film sono state concluse in questi giorni. La regia è di Giulia Belluco, che è anche produttrice con Eriadorfilm. Soggetto e testi di Francesca Visentin, con la collaborazione di Matteo Strukul e Silvia Gorgi. Il film sarà presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2027.
Una grande troupe per raccontare la vita di Antonia Arslan

Il docufilm “Antonia Arslan” è realizzato con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e sostenuto da Regione del Veneto. E con la collaborazione di Masseria Cuturi 1881, GB Hotels, Arte Arredo Andriollo, La Fiera delle Parole, Casa di Cristallo. Il film è un progetto culturale che, attraverso l’associazione Casa di Cristallo, sostiene l’ospedale Redemptoris Mater di Ashotk in Armenia, nella provincia di Shirak, a 2040 metri di altezza sui monti, punto di riferimento di circa 13 mila persone. A gestire questo miracolo tra steppa e montagne, circondato solo da qualche villaggio di pastori, è il vicentino padre Mario Cuccarollo, religioso camilliano, da oltre 35 anni in Armenia. Fortemente voluto da papa Giovanni Paolo II nel 1988 dopo il terremoto che devastò l’Armenia, l’ospedale di Ashotsk è oggi l’unica struttura sanitaria per l’intera regione.
Chi è davvero Antonia Arslan

ANTONIA ARSLAN, a lungo professoressa di letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Padova, è autrice di molti saggi e romanzi. Attraverso l’opera del poeta armeno Daniel Varujan, che per prima ha tradotto e fatto conoscere in Europa, ha dato voce alla sua identità armena. Nel 2004 ha scritto il suo primo romanzo “La masseria delle allodole” (Rizzoli), diventato bestseller mondiale, finalista al Premio Campiello, che ha vinto, fra gli altri, il Premio Giuseppe Berto e il Premio Stresa. È diventato un film per il cinema con la regia dei fratelli Taviani, candidato a 3 David di Donatello. Sono seguiti molti altri romanzi, tra cui “La strada di Smirne”, “Ishtar 2”, “Cronache del mio risveglio”, “Il rumore delle perle di legno”, tutti per Rizzoli e “Lettera a una ragazza in Turchia” (Rizzoli), “La bellezza sia con te” (Rizzoli). Ha vinto il Premio Matilde Serao nella sezione Letteratura.














































































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