Con il film “Bunker” ieri è entrato in concorso alla mostra del cinema di Venezia, il regista e drammaturgo francese Florian Zeller, al suo terzo lungometraggio dopo “The father”(2020) e The son (2024), entrambi presi da due sue precedenti piece teatrali. Con “The father” vinse il premio Oscar come miglior sceneggiatura e Anthony Hopkins l’Oscar come attore protagonista.

Bunker e i rapporti familiari
Con “Bunker” il regista per la prima volta non ha girato un film prendendo spunto da una sua opera teatrale, rimanendo però fedele al tema dei rapporti familiari. Laddove nei precedenti si parlava di un padre alle prese con la demenza senile e una figlia preoccupata della sua esuberanza nonostante la malattia incalzante e nel secondo di un difficile rapporto tra un padre e un figlio alle prese con una forte depressione, in questo nuovo “lavoro” il “mirino” di Zeller è puntato sul rapporto tra marito e moglie genitori di due bambine.
La trama di Bunker

Il film si apre inquadrando il faccione sorridente di Manuel (Javier Bardem), un architetto di fama internazionale, che racconta durante una cena il primo incontro con sua moglie Sofia (Penelope Cruz). Dirà che quando rimasero soli per la prima volta iniziò a commuoversi senza riuscire a parlare e lei gli diede un bacio su una lacrima e uno sulla bocca. Poi però iniziando a ridere dirà che le lacrime gli erano scese perché un gatto gli era salito sulle gambe (Sofia adora i gatti) e lui allergico ai gatti aveva iniziato a lacrimare. Un amore scoppiato per un malinteso.
Il ruolo di Penelope Cruz in Bunker

Questa l’apertura del film che vede per l’appunto protagonista questa coppia molto agiata, apparentemente tranquilla e affiatata. Entrambi spagnoli di Madrid, ma trasferiti a Londra dove vivono in una villa modernissima e arredata con grande gusto. Lei svolge la sua attività come editor di narrativa straniera per una importante casa editrice. Una sera si recheranno all’inaugurazione di una mostra d’arte contemporanea molto particolare e lei si soffermerà su un quadro al di fuori della mostra dove sono raffigurati un uomo e una donna a letto stretti in un abbraccio molto tenero.
Sentimenti in un Bunker

Nel frattempo lui riceverà l’offerta da parte di un miliardario della tecnologia di progettare un bunker per la sua futura sopravvivenza. Una richiesta alquanto insolita soprattutto da parte di un magnate della tecnologia e della comunicazione che all’improvviso decide di voler appartarsi e rifugiarsi, staccarsi dal mondo esterno forse per paura di una catastrofe ambientale o per le guerre in atto che potrebbero mettere in crisi il mondo intero.
Manuel inizialmente sembra intenzionato ad accettare ma Sofia è di parere opposto e questo metterà in crisi il loro rapporto creando una sorta di conflitto, in particolare quando lei gli fa presente che anche loro vivono in una specie di bunker, sempre appartati, isolati, concentrati solo ed esclusivamente sul suo lavoro di grande architetto. Entrerà in scena anche un vicino di casa che crea un buco su un muro di una parete di fronte alla loro casa, un motivo che farà esasperare ancora di più Manuel abituato ad un’assoluta intimità e al quasi rifiuto di rapportarsi con altre persone. Un vicino di casa che si rivelerà molto più importante del magnate della tecnologia.
Ma allora qual è il vero bunker quello che dovrebbe progettare o quello in cui vive?

Questo è quello che gli fa presente Sofia durante un’accesa discussione nata per una banale scena di gelosia, dettata dalla presenza di un giovane scrittore americano. Zeller in questa occasione ci parla d’amore attraverso una coppia che pare allontanarsi non per tradimenti ma per incomprensione, stanchezza di fronte a un mondo che continua a peggiorare ne è un esempio la figlia più grande che trascorre tutto il suo tempo con il telefonino. L’unica via possibile è staccare la spina, ritrovare l’intimità e immedesimarsi in silenzio nell’immagine di quel quadro che Manuel a insaputa della moglie aveva cercato di acquistare.
Regia: Florian Zeller. Cast: Penelope Cruz, Javier Bardem, Stephen Graham, Paul Dano, Patrick Schwarzenegger. Produzione:Francia, Spagna. Anno: 2026. Genere: drammatico. Durata: 2h05 minuti









Tutte le immagini e i video sono della nostra inviata all’83° edizione del Festival del Cinema di Venezia Barbara Pigazzi per https://www.enordest.it e tutte le foto e i video sono protette dal diritto d’autore- https://animicaportraits.com/










































































