Durigon è senatore della Lega, è stato proclamato presidente della lega volley. E’ di Latina, vive a Roma. A Latina Durigon è nato, nel 1971, anche se il suo cognome tradisce le origini venete: i suoi nonni sono braccianti arrivati nell’Agro pontino ai tempi delle bonifiche fasciste. Il volley torna indietro, un politico come presidente. Non ce n’è bisogno, se Massimo Righi fa un passo indietro per alleggerire gli impegni c’erano decine di dirigenti potenzialmente in corsa per il ruolo. Paola de Micheli, piacentina, è stata l’ultima politica in plancia. Gli anni del basket con Sergio d’Antoni, Gianni de Michelis, Gerry Scotti. Persino un’attrice, Cristiana Capotondi, vicepresidente della Lega pro, nel calcio. Con certe figure lo sport non è una cosa seria.
E, se le indiscrezioni raccolte dovessero trovare conferma, la partita potrebbe non essere finita qui. Vediamo perché
Dalla superlega per 7 anni senza retrocessioni al playout a 4 squadre: finisce in serie A2 soltanto l’ultima degli spareggi, nessuna direttamente. Dovrebbe prendere esempio il calcio. Ma tutti gli sport dovrebbero adottare questa formula.
L’Opa del carroccio sotto rete?
Che l’approdo di Claudio Durigon fosse nell’aria, era noto da settimane. La novità ipotizzata dal Fatto è che l’opa del Carroccio sul volley potrebbe non finire qui: Massimo Garavaglia, già ministro del Turismo, potrebbe avere un ruolo nella Lega Pallavolo Serie A Femminile. Nello specifico, dai due le società di volley si aspettano una mano per strappare qualche provvedimento di favore. Mentre il sottosegretario ha sul suo tavolo il dossier per estendere la flat tax per le partite Iva agli atleti, Garavaglia potrebbe lavorare alla defiscalizzazione delle sponsorizzazioni sportive, tema caro anche al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
Le altre nomine

Speculazioni a parte, intanto l’Assemblea ha definito anche altri tasselli della governance della Lega. Per acclamazione è stato eletto Carlo Ghirardi (Consoli Sferc Brescia) come nuovo consigliere della Serie A2 Credem Banca, subentrando a Fabio Mechini. I club hanno inoltre preso atto del bilancio preconsuntivo 2025/26 e approvato all’unanimità il bilancio preventivo per la stagione 2026/27.
Il nuovo ruolo di Massimo Righi

Con il passaggio di testimone a Claudio Durigon, Massimo Righi , che è stato l’ottavo presidente della Lega Pallavolo Serie A, in carica dal 2004, lascia la presidenza dopo sei anni, mantenendo però un ruolo centrale nella governance del Consorzio come presidente del Consiglio di amministrazione. Classe 1961, bolognese, laureato in Giurisprudenza, ha iniziato la sua carriera nello sport prima sul campo da basket, poi come libero professionista presso lo Studio Legale Martinelli-Rogolino di Bologna, specializzandosi in Diritto Sportivo e Tributario. Docente in numerosi corsi, convegni e master sportivi, dal 2018 è anche Segretario Generale della Volleyball Leagues Association.
Con Durigon il volley torna indietro, un politico come presidente

Non ce n’è bisogno, se Massimo Righi fa un passo indietro per alleggerire gli impegni c’erano decine di dirigenti potenzialmente in corsa per il ruolo. Paola de Micheli, piacentina, è stata l’ultima politica in plancia. Gli anni del basket con Sergio d’Antoni, Gianni de Michelis, Gerry Scotti. Persino un’attrice, Cristiana Capotondi, vicepresidente della Lega pro, nel calcio. Con certe figure lo sport non è una cosa serie.
I cambiamenti di Durigon
Dalla superlega per 7 anni senza retrocessioni al playout a 4 squadre: finisce in serie A2 soltanto l’ultima degli spareggi, nessuna direttamente. Dovrebbe prendere esempio il calcio. Ma tutti gli sport dovrebbero adottare questa formula.
E un ringraziamento va ai primattori della lega, alla comunicazione Francesco Mazziotti e Giacomo Guizzardi, alla direzione artistica Marco Caronna, fratello minore del medico Nicola, parmense, tifoso juventino ed ex polemista a Teleducato Parma.
Al proposito, di recente l’ex ct del volley Mauro Berruto, torinese, onorevole del pd con delega allo sport, ha tenuto una conferenza stampa di racconto proprio della piaga, di 8 politici con le mani in pasta tra federazione e leghe. Non sapevamo di tutti questi personaggi. Chi scrive è di centro destra ma non fa sconti, tantomeno al governo. Mauro, invece, è un pasionario della sinistra e firma di Avvenire, il quotidiano dei vescovi, da anni











































































