Nel cuore pulsante del centro storico di Chioggia, fra calli, canali e tradizioni marinare, si trova la Trattoria La Nassa, un angolo di gusto e accoglienza gestito con passione da Claudio Penzo e Matteo Miazzo. Due amici, quasi coetanei sulla cinquantina, uniti da un’amicizia sincera e da una visione comune: offrire una cucina autentica, chioggiotta, con un tocco di modernità. Il locale è composto da due sale — una al piano terra, l’altra al primo piano — oltre a un piacevole spazio esterno che, nelle belle giornate, diventa il luogo ideale per gustare un piatto di pesce al sole della laguna.
Claudio Penzo, ci racconti di lei

Sono un chioggiotto doc, sono responsabile di sala e accolgo con i miei collaboratori i clienti della trattoria. Le racconto la mia storia. Appena finita la terza media iniziai subito a lavorare nella ristorazione, acquisendo esperienza. Poi presi in gestione , nel 2000, la Trattoria Stella d’Oro in Canal Lombardo, oggi non esiste più. Con Matteo siamo amici sin da ragazzi e proprio in quegli anni, in Corso del Popolo, lo incontravo spesso. Ogni volta gli chiedevo: Come va?. Non mi sembrava tanto entusiasta. Poi un giorno gli dissi: Vuoi venire a lavorare con me? E così è iniziata la nostra avventura.
Quindi Matteo iniziò a lavorare come cuoco nel suo locale…

Si’, lavorò sempre come cuoco alla Trattoria Stella d’Oro. Da lì non ci lasciammo più. Avevamo tuttavia un sogno: quello di prendere nel centro storico di Chioggia un locale tutto nostro. Fu così che ci mettemmo in società e nel 2019 aprimmo La Nassa. L’apertura fu un successo, ma nel 2020 arrivò la pandemia. Fu una vera mazzata. Ma non ci siamo arresi. Abbiamo tenuto duro, puntando sempre sulla qualità e sull’accoglienza. Oggi siamo felici: i clienti ci scelgono perché sanno di trovare pesce fresco, piatti autentici e un servizio caloroso.
Claudio Penzo, cosa significa “Nassa” ?

L’idea di dare questo nome al nostro ristorante ci è venuta quando stavamo passeggiando in Corso del Popolo io, Matteo e mia moglie Stefania. Cercavamo un nome per la trattoria. Fu Stefania a proporre ‘La Nassa’, quel tradizionale strumento usato dai pescatori per catturare il pesce: un nome perfetto per una città marinara come la nostra, diventato il nostro logo.
Matteo Miazzo, lei è il capo-cuoco della Nassa…

Sì, ho 48 anni, sono nato a Piove di Sacco, ma la mia formazione è saldamente legata al territorio. Ho frequentato l’Alberghiero quando era all’Isola Verde, sotto la direzione del prof. Boscarato (oggi Istituto Alberghiero Enaip nell’Isola dell’Unione ndr). Ho fatto esperienze in diverse cucine, fino a quando ho iniziato a lavorare da Claudio. Sono sposato e la mia vita la dedico qui, in cucina, con la passione che mi contraddistingue da sempre nel preparare ottimi piatti del nostro territorio marinaro, vedendo poi la gente soddisfatta che ritorna. Amo stare tra i fornelli, creare, proporre. Questo è il mio mondo.
Claudio Penzo, mi dica i punti di forza per venire nel vostro locale La Nassa…

Un locale semplice, ma bello e raffinato, ospitiamo anche gruppi da 90 persone. Poi la cucina: buona, nostrana, autentica. E la qualità dei nostri prodotti. Ne sanno qualcosa i nostri clienti, alcuni dei quali molto esigenti e intenditori, come il mio cliente e amico di nome Luciano: lui di pesce se ne intende! Tra i punti di forza de La Nassa ci sono anche le persone. Abbiamo dei bravi collaboratori, oltre a qualche nostro familiare che dedica alcune ore nel ristorante. Come mia moglie Stefania, molto brava nei dolci tradizionali e i suoi zaleti con farina di mais, uvetta e pinoli sono un omaggio alla tradizione veneziana e mia figlia Giulia (che si vuole dedicare all’infermieristica) ma nelle ore di punta viene a darci una mano. In sala, insieme ad altri collaboratori, lavora Riccardo Perini, giovane e talentuoso cameriere che lavora con me da 15 anni: formato all’Alberghiero dell’Isola dell’Unione, è noto per il suo originale tiramisù al radicchio di Chioggia IGP, arancia e lime, premiato anche in un concorso
Claudio Penzo, e fuori dal lavoro?

Amo andare in bicicletta: tre volte a settimana, 40-50 km in bici alla mattina presto. È il mio modo per rilassarmi. Poi ritorno qui in ristorante.
Per http://www.enordest.it il cuoco Matteo propone la ricetta dei tagliolini con tartare di tonno fresco, basilico, lime e pomodorini: un piatto che racconta il mare, la freschezza e la cura nei dettagli.
Tagliolini con tartare di tonno fresco, basilico, lime e pomodorini

Ingredienti: 3hg datterini gialli, 1 spicchio d’aglio, olio e.v.o. , pepe, crema di basilico, 100 g di tagliolini, tardare di tonno, sale q.b., lime, foglie di basilico
Preparazione. In una casseruola soffriggiamo un trito di uno spicco d’aglio. Aggiungiamo 5 datterini gialli, già pelati, tagliati a metà e lasciamoli appassire per 5/6 minuti, aggiungendo – se necessario – un mestolo di acqua di cottura salata e upo’ di pepe. Una volta appassiti aggiungiamo la crema di basilico (non pesto) per dare freschezza al piatto e il sugo è già pronto. Una volta cotti e scolati, immergiamo nella casseruola, saltiamoli e quando si forma la crema mettiamo il tutto in un piatto di portata. Sopra al tagliolino impiattato adagiamo la tardare di tonno (tritata con olio, sale, pepe) una grattugiata di lime e una foglia di basilico.
Il vino in abbinamento

Claudio propone un fresco vino rosato: il Rosa dei Frati 2024 di Ca’dei Frati, famosa cantina della famiglia Dal Cero di Sirmione.Un vino fresco e floreale che ben si addice al piatto proposto. Il rosato di 12,5 gradi assume delicati profumi di frutta di bosco, rosa e violetta, un buon boccato, una giusta mineralità e salinità.







































































