C’è un modo per capire “Da Santo a Santo” prima ancora di conoscerne i numeri: pensare a un padre appassionato di bicicletta, che percorreva diecimila chilometri l’anno, e a un figlio che ha trasformato quell’amore in un gesto che si rinnova ogni estate. Dall’1 al 6 giugno torna la maratona ciclistica solidale promossa dalla Fondazione Giovanni Celeghin, giunta alla sua tredicesima edizione, con un percorso di circa 1.400 chilometri in sei tappe da Reggio Calabria a Padova.
Celeghin protagonista

Il protagonista è ancora lui: Fabio Celeghin, fratello di Annalisa e vicepresidente della Fondazione, che percorrerà in solitaria tutta la penisola con una media di 230 chilometri al giorno e circa 31 km/h di andatura. Un allenamento durissimo, mesi di preparazione, e una motivazione che non ha bisogno di spiegazioni. «Corro con il pensiero di fare del bene a degli sconosciuti», ha detto Fabio durante la conferenza stampa di presentazione. «È questo il bello della beneficienza: si sa quale sarà il percorso dei malati, e soprattutto si conoscono la sofferenza e le difficoltà dei loro familiari.» In tredici edizioni Fabio ha toccato in bicicletta quasi tutte le regioni italiane: quest’anno parte per la prima volta dalla Calabria, e nell’ideale mappa dei chilometri percorsi mancano ormai solo la Sicilia e la Valle d’Aosta.
Da Santo a Santo. Da San Giorgio a Reggio Calabria a Sant’Antonio da Padova


Il nome dell’evento racconta già tutto: si parte da Reggio Calabria, città di San Giorgio, il primo giugno, e si arriva a Padova, città di Sant’Antonio, il 6 giugno, passando per Cosenza, Potenza, Bari, Vasto e Pesaro. Una traiettoria che sale lungo la penisola cucendo comunità e storie diverse lungo un unico filo di solidarietà. L’ultimo tratto, da Monselice in poi, non sarà solitario: amici, sostenitori e chiunque voglia condividere la strada potrà affiancare Fabio fino all’arrivo nel sagrato della Basilica.
Le parole di Annalista Celeghin

La Fondazione Giovanni Celeghin nasce nel 2012 per ricordare Giovanni Celeghin, imprenditore scomparso nel 2011 a causa di un glioblastoma multiforme, uno dei tumori cerebrali più aggressivi e ancora poco conosciuti. In dodici edizioni, la maratona ciclistica ha contribuito a raccogliere complessivamente 4,5 milioni di euro per sostenere 24 progetti di ricerca in tutta Italia, di cui quasi 2 milioni generati direttamente dall’evento in bicicletta. «Lo scopo è portare in giro il nome della Fondazione e raccogliere fondi per la ricerca», spiega la presidente Annalisa Celeghin. «Tutto questo è possibile grazie alle aziende partner che credono nel progetto.»
Da Santo a Santo: la beneficenza

I fondi vengono assegnati ogni anno attraverso un bando valutato da un comitato scientifico presieduto dal professor Giorgio Palù, oncologo e virologo di fama internazionale. Università e ospedali di Milano, Roma, Napoli, Genova, Padova e Oxford sono tra i centri che hanno ricevuto sostegno negli anni, insieme a borse di studio, servizi di supporto psicologico per pazienti e caregiver e dotazioni per strutture ospedaliere. L’obiettivo per il 2026 è superare i 215.000 euro raccolti nell’edizione precedente.
Anche il Comune di Padova fa la sua parte

A testimoniare il valore dell’iniziativa è anche Diego Bonavina, assessore allo sport del Comune di Padova, che accompagna l’evento da nove anni: «Lo sport è il mezzo per dare qualcosa in più, per fare del bene. Le tappe sono durissime, con il caldo afoso e la fatica fisica, ma ogni pedalata di Fabio servirà ad alleviare un po’ il dolore di chi soffre per un tumore al cervello.»
Informazioni

Chiunque voglia partecipare può farlo con una donazione a partire da 3 euro sul sito ufficiale https://dasantoasanto.it, oppure direttamente nei punti vendita partner Caddy’s, Naïma Beauty Star e L’Isola dei Tesori per tutto il mese di giugno. Ogni chilometro donato è un passo concreto verso una ricerca che, anno dopo anno, prova a trasformare la speranza in cura.
































