In uno scenario in cui geopolitica, digitalizzazione e intermodalità sono fattori strettamente connessi che incidono direttamente sulla competitività delle imprese, il Veneto può giocare un ruolo strategico di primo piano grazie alla sua vocazione manifatturiera, alla centralità della logistica e alla forte apertura internazionale del proprio sistema produttivo. La capacità competitiva dei nodi infrastrutturali del Veneto e dell’Alto Adriatico nel raccogliere le sfide e le opportunità emergenti dal nuovo contesto internazionale, è emersa dal seminario “Porti, interporti e corridoi. Venezia e l’Alto Adriatico come porta dei traffici verso l’Est”, tenutosi il 28 maggio scorso all’Arsenale di Venezia e organizzato da Venice Sustainability Foundation, in collaborazione con Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale – Porti di Venezia e Chioggia e VE.LA S.p.A, nell’ambito del Salone Nautico.
Panaro (SRM): “per il 52% delle aziende riduzione dell’export verso gli USA, il 43% risente l’impatto delle tensioni geopolitiche”

“La capacità di integrare infrastrutture, innovazione e filiere industriali sarà determinante per rafforzare la competitività del territorio nei nuovi equilibri economici globali – evidenzia Alessandro Panaro, direttore di Head Maritime & Energy SRM -. Oggi il 52% delle aziende dichiara di aver subito una riduzione dell’export verso gli USA a seguito delle misure protezionistiche introdotte dal Paese, mentre il 43% ha risentito dell’impatto delle tensioni geopolitiche. È il segnale di uno scenario in cui la resilienza delle supply chain diventa sempre più centrale nelle strategie industriali e logistiche. Parallelamente cresce la spinta verso innovazione e tecnologia.”
Logistica; in aumento gli investimenti per digitale e IA, si punta anche a soluzioni intermodali nella tratta porto-azienda
Per Panaro diventano cruciali gli investimenti in innovazione: “Il 62% delle imprese prevede di aumentare gli investimenti in digitalizzazione nei prossimi 5 anni e le aziende che utilizzano o stanno valutando strumenti di IA sono passate dal 19% del 2024 al 51% del 2025 – aggiunge -. L’IA non viene più percepita soltanto come supporto all’efficienza produttiva, ma come leva strategica per marketing, innovazione, gestione dei rischi e ottimizzazione della supply chain. Anche l’intermodalità rappresenta una sfida. Sebbene oggi solo l’11% delle imprese utilizzi prevalentemente soluzioni intermodali nella tratta porto-azienda, il 21% prevede di aumentarne l’utilizzo nei prossimi due anni, a conferma di una crescente attenzione verso modelli logistici più efficienti e sostenibili.”
Consorzio ZAI Interporto Quadrante Europa si conferma ai vertici della logistica europea

Il Quadrante Europa di Verona conferma il proprio ruolo di infrastruttura strategica per la logistica nazionale ed europea. Per il quinquennio 2025-2030, l’interporto veronese si conferma secondo Freight Village in Europa nella classifica redatta dalla Deutsche GVZ-Gesellschaft. Un riconoscimento che consolida una tradizione di eccellenza iniziata con il primo posto nel 2015 e confermata nel 2020.
Boaretti (Consorzio ZAI): “strategici il nuovo terminal e la Marangona, polo logistico produttivo e innovativo”
“Questo risultato certifica il valore di un modello di sviluppo fondato su infrastrutture, servizi e visione strategica – dichiara Nicola Boaretti, direttore Consorzio ZAI Interporto Quadrante Europa -. Nel 2025 abbiamo movimentato 14.710 treni: numeri che confermano la centralità di Verona nei grandi corridoi merci internazionali. Tra i progetti strategici figura il nuovo terminal ferroviario da 750 metri, pensato per accogliere treni più lunghi e pesanti anche in vista dell’apertura del Tunnel di Base del Brennero. A questo si affianca lo sviluppo della Marangona, un’area di circa 1,5 milioni di metri quadrati destinata a diventare un polo logistico, produttivo e innovativo della città di Verona.”
Interporto di Padova, il più avanzato d’Italia per l’automazione del grande terminal intermodale

Interporto Padova è oggi non solo uno dei principali interporti italiani, ma certamente il più avanzato da un punto di vista tecnologico, grazie all’automazione del suo grande Terminal Intermodale sia per l’entrata e l’uscita di camion e treni, sia per il carico e lo scarico dei container e dei semirimorchi dai carri ferroviari. Situato all’incrocio di due dei principali corridoi della rete TEN-T – il Mediterraneo, che attraversa la Pianura Padana, e il Baltico-Adriatico, che da Danzica giunge fino a Ravenna -, è strategico per i collegamenti sia con i porti del Tirreno che con i terminal terrestri del centro ed Est Europa.
Logistica; Tosetto (Interporto di Padova): “Ogni anno movimentati 8000 treni, grazie al Terminal Tolti dalla strada 420mila mezzi pesanti”
“Oggi sono circa 8000 i treni che hanno come origine o destinazione l’Interporto di Padova, con una movimentazione annua di oltre 380 mila TEU: container, ma sempre più anche semirimorchi da e per Germania, Belgio Olanda e Polonia, al servizio delle esportazioni delle aziende del Nord Est verso l’Europa – sottolinea Roberto Tosetto, direttore, Interporto di Padova -. Grazie al Terminal Intermodale sono circa 420 mila i mezzi pesanti che vengono tolti dalle strade ogni anno. Un contributo importante alla sostenibilità rafforzato dall’installazione di due grandi impianti fotovoltaici utilizzati anche per l’alimentazione delle sei grandi gru elettriche a portale del terminal e, per quanto riguarda la logistica dell’ultimo miglio, dal servizio di distribuzione urbana delle merci con mezzi ecologici (alimentati a metano ed elettricità) Cityporto attivo dal lontano 2004. Nell’area interportuale sono insediate circa 200 aziende della logistica con circa 3000 addetti: una vera città della logistica.”
Bassano (Gruppo SAVE): “Marco Polo terzo scalo italiano per merce gestita; nel 2025 12 milioni di passeggeri”

“Con 12 milioni di passeggeri nel 2025, l’aeroporto Marco Polo di Venezia, terzo scalo intercontinentale nazionale gestito da Gruppo SAVE, costituisce una delle principali porte d’accesso a Venezia e all’intero Nord Est – conclude Davide Bassano, direttore Sostenibilità Gruppo SAVE -. La crescita del traffico è accompagnata da uno sviluppo infrastrutturale pianificato attraverso Masterplan pluriennali, che individuano le necessità in prospettiva futura, progettandone le soluzioni. Attualmente è in corso d’approvazione il Masterplan al 2037, che a tale data prevede 21 milioni di passeggeri, ed è stato progettato in un’ottica di sostenibilità che persegue la massima circolarità dei processi, azioni multi-approccio volte alla decarbonizzazione, interventi che favoriscono la biodiversità, sviluppo dell’intermodalità. Quest’ultimo obiettivo, in particolare, è intrinseco al Polo Aeroportuale del Nord Est costituito dal Gruppo SAVE che, oltre a Venezia, comprende gli aeroporti di Treviso, Verona e Brescia.
L’intermodalità poggia sull’integrazione con altre modalità di trasporto come quello ferroviario (stazione ferroviaria in aeroporto) e sullo sviluppo dell’ Advanced Air Mobility con droni. In questo obiettivo rientra anche il progetto Cross- Connect, finanziato dall’Unione Europea, che l’aeroporto di Venezia, i porti di Venezia e Chioggia, insieme alle realtà omologhe di Brindisi, Dubrovnik, e Pola stanno finalizzando, per una gestione integrata dei bagagli dei passeggeri croceristi. Il Marco Polo è inoltre il terzo scalo italiano per volumi di merce gestita. L’attività è svolta in particolare utilizzando le stive dei voli passeggeri (belly cargo), e attraverso Courier dedicati, che dai loro hub europei distribuiscono la merce in tutto il mondo.”































