A un solo anno di distanza dalla nascita di un nuovo personaggio, l’avvocato Contrada, Tullio Avoledo ha dato alle stampe, per i tipi di Neri Pozza, un nuovo romanzo con al centro di una vicenda gialla questo protagonista. Dopo le figure, potenti e carismatiche, di Sergio Stokar e Marco Ferrari, gli affezionati lettori di questo prolifico scrittore che non delude mai le loro aspettative, potranno ancora appassionarsi nel seguire un’avventura rocambolesca dalle implicazioni sociali e umane profondamente radicate nella nostra contemporaneità.
Il ritorno di Contrada

Già nella prima indagine (Come si uccide un gentiluomo, Vicenza, Neri Pozza, 2025), Vittorio Contrada – detto anche “Controvento” dagli amici e “Squalo vegano” dai nemici – si è rivelato sensibile ai temi ambientali che l’hanno visto spendersi per la salvaguardia del fiume Tagliamento dalla speculazione internazionale sulle acque, insieme ai suoi collaboratori, la socia Gloria Almariva e il tuttofare Andrea Benati, detto Ciuffo. (Recensione qui https://www.enordest.it/2025/02/02/tullio-avoledo-e-la-prima-indagine-dellavvocato-contrada/).
Contrada alle prese con uno strano caso

Questo nuovo romanzo, invece, si apre con un incarico all’apparenza banale: ritrovare Snoppy, un cagnolino che è stato rapito. Incarico che Contrada non avrebbe mai accettato se non gli fosse stato proposto da una compagna di liceo, Claudia Senaghi, della quale è stato innamorato e che riemerge dal passato con immutato fascino.
Ritorno di fiamma
«Intanto l’aveva colpito che la sua voce non fosse cambiata, in vent’anni. Che l’avesse riconosciuta subito. L’immagine che aveva davanti agli occhi mentre le parlava era quella di lei ragazza, fiera Giovanna d’Arco mentre guidava un corteo o organizzava un’occupazione. Vederla muoversi fra le cariche della polizia e i lacrimogeni era bello, ti faceva battere il cuore come quando si lanciava in un ballo. Vittorio alle manifestazioni ci andava solo per lei.» (p. 27).
Che cambiamento

Ma Claudia ha abbandonato il suo spirito barricadero della gioventù per sposare un ricco imprenditore green, Eugenio Morlacchi, che ha accolto anche la figlia Ada, nata da una precedente relazione. Una ventenne inquieta, perseguitata da stolker attraverso messaggi telefonici minacciosi che, per il momento, si materializzano soltanto nella sparizione del suo cagnolino.
Contrada si mette al lavoro

Nonostante le perplessità, la squadra di Contrada si mette al lavoro e ben presto emergono problemi ben più gravi, come il coinvolgimento di Ada in un’attività da pornostar on line, sul sito FYP (For Your Pleasure). Il quadro della storia è dunque molto più complesso di quanto sembri e altre questioni, ben più pericolose e torbide, emergeranno nel corso delle indagini.
Le ricerche in giro per l’Italia

La trama si svolge tra Milano, Venezia, Budapest e la Sardegna in un’architettura narrativa complessa che si muove su tre livelli. Il primo a emergere è il conflitto generazionale tra Ada, la madre e il patrigno, complicato dalla identità digitale della ragazza che si vende in rete. C’è poi il riemergere del passato incarnato dalla figura molto enigmatica di Claudia, la necessità di fare i conti con gli ideali che hanno segnato una generazione e che sono stati clamorosamente traditi e sconfessati in nome del denaro, anche con l’ipocrisia di trarre profitti da sedicenti attività ecologiste. Il terzo livello, più sottile, è l’esplorazione della complessità etica del nostro presente: il labile confine tra vittima e carnefice.
La bravura di Avoledo

Avoledo è molto abile nello sviluppare trame di fiction avvincenti che tuttavia si basano su dati e pericoli reali, su questioni poco conosciute dal grande pubblico, come ad esempio l’impatto ambientale relativo al traffico del tonno rosso – altrimenti noto come bluefin, pinna blu – e delle criptovalute. Temi cruciali che entrano con prepotenza nell’indagine e che daranno una svolta narrativa importante e ricca di colpi di scena.
Tanti i temi toccati

Prendendo spunto da un’inchiesta dal giornalista friulano Marzio Mian, Avoledo descrive lo scempio nel Mediterraneo perpetrato dal depauperamento di fauna ittica, soprattutto pesce azzurro da dare in pasto ai tonni, per nutrire i super ricchi mondiali che si cibano di tonno rosso da 9 mila euro al chilo. «Stiamo tutti diventando più poveri salvo una ristretta oligarchia – afferma Avoledo in un’intervista – Qui non ci sono cattivi nel senso classico del termine, ci sono eco-criminali sotto false coperture».
Avoledo e il suo pensiero sui bitcoin

E ci ricorda anche che investire in «bitcoin richiede quantità enormi di energia elettrica, e comporta emissioni altrettanto enormi di CO2. » E di quanto quindi questa sia «una moneta inquinante […] e distrugga l’ambiente. Motivo in più per chiedersi se non l’abbia inventata un alieno ostile. O se non sia l’arma definitiva per distruggere l’economia capitalista del pianeta. In Cina è proibita dal 2017. Solo in El Salvador è diventata moneta legale.» (p. 356).
Ma anche le implicazioni personali non mancano

Contrada si trova a fare i conti con il padre – che nel primo romanzo ha avuto un ruolo cruciale e drammatico – e confrontarsi con la madre ormai avvolta nella nebbia dell’Alzheimere ricoverata in una struttura per anziani. Gloria Almariva deve invece prendere atto di una profonda crisi con la compagna Alina, conosciuta in Friuli durante l’indagine precedente.
Nessuna paura

Avoledo, come sempre, non teme di affrontare e raccontare con profondità e partecipazione le debolezze umane, le contraddizioni di cui siamo tutti, chi più chi meno, vittime. Ma non si sottrae nemmeno alla necessità di smascherare le bassezze, le meschinità, le ipocrisie e i crimini dei nuovi potenti, quelli che tengono in pugno le nostre vite e piegano ogni cosa al loro profitto, senza remore né rimorsi.
Contrada si scopre più dolce di quanto credeva lui stesso
Anche in questo romanzo ritroviamo la felicità narrativa e l’agile prosa, spesso venata di ironia, di Avoledo, condotta con mano sicura attraverso dialoghi scoppiettanti, suggestioni musicali e citazioni letterarie scelte con cura, ambientazioni dettagliatissime ed evocative che non sono mai di contorno ma restituiscono un mondo.
Il finale, che scioglierà ogni mistero, è folgorante, ma lo lasciamo, naturalmente, alla scoperta dei lettori. Una cosa, però, la vogliamo dire: le ultime pagine sono intrise di una dolcezza commovente, che mette in scena un valzer davvero struggente, mentre fuori fiocca una neve purificatrice.
La presentazione

Il romanzo sarà presentato sabato 21 febbraio, alle ore 17 a Mestre, all’M9 – Museo del ‘900, sala M9Lab, per la rassegna “Incontri in M9”. Ne parlerò con l’autore. Letture di Gabriella Strizzolo di Voci di Carta.
L’autore

Tullio Avoledo è nato a Valvasone (Pordenone) nel 1957. Ha esordito nel 2003 con il fortunatissimo L’elenco telefonico di Atlantide (Sironi e poi Einaudi) e ha pubblicato altri quindici romanzi per Sironi, Einaudi, Chiarelettere e Marsilio. Ha vinto il Premio Scerbanenco 2020 con Nero come la notte (Marsilio 2020) e ha partecipato al “Metro 2033 Universe”, una narrazione collettiva internazionale sul mondo post catastrofe nucleare immaginato dallo scrittore russo Dmitrij Gluchovskij. I suoi titoli sono stati tradotti in varie lingue.
Tullio Avoledo, Ultimo valzer di una ragazza perbene. Un’indagine dell’avvocato Contrada, Vicenza, Neri Pozza, 2026.















































































