C’è un profumo che, entrando nel centro di Galzignano Terme, guida i passi come una bussola golosa. È quello della Pasticceria Bacelle, regno di Lino Bacelle, 68 anni, una vita spesa tra farina, zucchero e passione. Un nome che, tra i Colli Euganei, è sinonimo di qualità, creatività e dedizione assoluta all’arte dolciaria. Un creativo di dolcezze che ha trasmesso al figlio Nicolò questa passione dell’arte pasticcera, e forse a tanti altri. Ne sono testimoni i suoi tanti clienti che riempiono ogni giorno la sua bottega.
Lino Bacelle, quando comincia la sua storia di pasticcere?

Sono nato a Luvigliano, frazione di Torreglia e la mia storia inizia proprio là. Avevo 12 anni quando il destino bussò alla porta, anzi… alla vetrina di una pasticceria. Era il 29 maggio 1970, compleanno di mia sorella Antonella. Entrai nell’allora Pasticceria Euganea per comprare alcune paste e notai un cartello: “Cercasi apprendista”. Ho avuto sin da piccolissimo la passione per i dolci e non ci pensai due volte. Chiesi al titolare se potesse assumermi come garzone. Il 12 giugno 1970, finiti gli esami di terza media, era un sabato, ricordo con precisione, dal martedì successivo iniziai a lavorare.
Le sue esperienze di pasticcere dove le ha acquisite?

Ho imparato guardando e lavorando. Da quel momento non mi fermai più. Autodidatta ero curioso e instancabile. Le mie esperienze lavorative le ho avute tra Torreglia, Abano, Padova e Treponti. Era una corsa continua ad apprendere. Fino al 13 marzo 1980, quando lasciai il lavoro da dipendente. Avevo due scelte: restare o partire per Miami con due amici. Loro partirono e oggi hanno due ristoranti in America. Io rimasi. Ad aprile 1980 aprii la mia pasticceria nel centro di Galzignano.
Insomma Lino, una scelta di cuore. Così continuò la sua crescita professionale
Si, è stata una crescita costante: la pasticceria, il laboratorio a poche centinaia di metri dal negozio, poi nel 2022 la nuova apertura a Torreglia in via Mirabello. Nella mia vita ho avuto un momento triste, quello di seguire mia moglie nelle cure. Per il resto ho avuto tanti riconoscimenti nel lavoro, apparizioni televisive, eventi organizzati tra territorio e città di Padova. Forse non basta mezz’ora nel raccontarle tutto quanto…
Lei ha inventato il Dolce Riccio, il dolce simbolo del Parco Regionale dei Colli Euganei

E’ stata un’intuizione destinata a diventare simbolo: il “Dolce Riccio”, emblema del Parco Regionale dei Colli Euganei. L’idea nacque durante un viaggio con Antonio Mazzetti, cultore dei Colli Euganei. E’ stato lui a dirmi: “Perché non inventi un dolce simbolo del Parco? Chiamalo Dolce Riccio”. Io raccolsi la sfida e creai un dolce secco a base di farina di castagne che oggi rappresenta un’identità.
Lei è anche un uomo generoso e sensibile…

Nella mia vita ho fatto molte cose. Ma voglio ricordare di essere stato tra i soci fondatori che contribuirono alla costituzione e crescita dell’Ospedale Pediatrico di Padova insieme ai colleghi Andrea Voltolina e Giampietro Panizzolo. Un impegno che va oltre il laboratorio e di cui sono contento di averlo portato avanti.
I suoi prossimi obiettivi?

Oggi il mio obiettivo è valorizzare Galzignano con la Festa delle Ciliegie che celebriamo il 2 giugno. La ciliegia di Galzignano è da poco stata riconosciuta come prodotto De.Co. Denominazione Comunale (promossa dal sindaco Riccardo Masin ndr). Galzignano può essere il paese delle ciliegie come Arquà Petrarca è il paese delle giuggiole. L’idea è quella di valorizzare la Festa delle Ciliegie e promuovere il dolce e tutte le tipicità che possono essere prodotte da questo buon frutto. Ho in mente qualche ottima idea, per il momento non la scriva. Ma ci tengo per il territorio.
Chi è accanto a lei?

Nella pasticceria Bacelle lavorano 12 persone. C’è mio figlio Nicolò, 38 anni, pasticcere esperto, lavora in laboratorio con me. Poi ho bravi collaboratori fidati: Alessandro, che segue la clientela e la nuora Denise, la compagna di Nicolò, molto brava nel lavoro, che mi ha dato anche una grande gioia: i nipotini Luca, 5 anni, e Marco, appena 4 mesi. Ci portiamo avanti alla terza generazione….
La ricetta di Lino

Per i lettori di www.enordest.it, Lino propone la ricetta delle frittelle con zabaione al moscato: una crema montata con tuorli, zucchero e moscato dolce, soffice e profumata, da abbinare a frittelle leggere e dorate. Perché, come dice lui, “il Carnevale senza frittelle non è festa”. E da Bacelle, ogni dolce racconta una storia lunga più di cinquant’anni.
Frittelle allo zabaione al Moscato dei Colli Euganei

Ingredienti. Per le frittelle: 500 ml di latte intero, 60 g di burro, 70 g di zucchero, 15 g di sale, 400 g di farina W 230, 11 uova, 500 ml di olio di arachide per la frittura. Per lo zabaione al Moscato: 500 ml di Moscato dei Colli Euganei, 2 uova intere, 100 g di zucchero, 65 g di amido di mais.
Preparazione
Per le frittelle. In una casseruola capiente portiamo a ebollizione il latte con il burro, lo zucchero e il sale. Quando il composto inizia a bollire, versiamo in un solo colpo la farina setacciata e mescoliamo energicamente con un cucchiaio di legno, mantenendo la fiamma moderata. Lavoriamo l’impasto finché si stacca dalle pareti formando una massa compatta e liscia. Togliamo dal fuoco e lasciamo intiepidire qualche minuto. A parte sbattiamo bene le uova. Uniamole poco alla volta all’impasto, mescolando continuamente fino a ottenere una pasta cremosa, omogenea e sostenuta. Scaldiamo l’olio di arachide a circa 170–175°C. Con due cucchiai formiamo dei tocchetti di impasto e immergiamoli nell’olio caldo. Friggiamo fino a quando le frittelle raggiungono un bel colore biondo dorato, girandole se necessario per una cottura uniforme. Scoliamole con una schiumarola e adagiarle su carta assorbente. Lasciamo raffreddare.
Per lo zabaione al Moscato. In un tegame mescoliamo le uova con lo zucchero e l’amido di mais, lavorando con una frusta fino a ottenere un composto liscio e privo di grumi. A parte portare a ebollizione il Moscato dei Colli Euganei. Versiamo lentamente il vino caldo nel composto di uova, mescolando energicamente. Rimettiamo sul fuoco e continuiamo a mescolare fino a raggiungere l’ebollizione e la giusta densità. Lo zabaione dovrà risultare cremoso e vellutato. Lasciamo raffreddare, coprendo con pellicola a contatto. Con una sac-à-poche pratichiamo un piccolo foro alla base di ogni frittella e farciamo generosamente con lo zabaione al Moscato. Buon Carnevale!
















































































