Proseguono gli “Incontri d’autore in M9” al Museo del ‘900 a Mestre, in collaborazione con Annalisa Bruni e Voci di Carta. Domenica 14 dicembre, alle ore 17, come sempre nella sala M9LAB, sarà presentato il volume: Edoardo Pittalis, I fondatori del NordEst, Pordenone, Edizioni Biblioteca dell’Immagine, 2025. Introduzione di Annalisa Bruni. L’ autore ne parla con Adriano Favaro. Letture di Cristina Pistorello (Voci di Carta).
L’autore

La collana “Ritratti” ideata da Edizioni Biblioteca dell’Immagine a novembre ha pubblicato il suo secondo titolo, che va ad arricchire l’ampia bibliografia di Edoardo Pittalis. Si tratta del libro I fondatori del Nordest, che di ritratti ne contiene ben ventisette, suddivisi in tre sezioni: la prima, e non poteva essere diversamente, è dedicata agli imprenditori: Giuseppe Volpi, Gaetano Marzotto, Lino Zanussi, Pietro Pittaro. La seconda agli sportivi, tra i tanti spiccano Primo Carnera, Nereo Rocco e Maci Battaglini. La terza agli uomini di chiesa, tra i quali ben tre Papi, Pio X, Giovanni XXIII, Giovanni Paolo I.
Un modo originale per raccontare quello che subito dopo la Grande Guerra veniva chiamato “le Tre Venezie” e che divenne poi Il “Nordest”, un fenomeno, soprattutto economico, ma non solo, che trasformò una terra povera, una terra di emigranti che veniva denominata “la Calabria del Nord” in una terra che attirava e accoglieva immigrati. Una terra contadina «che soffriva e si batteva per i diritti dei senza niente sui quali i latifondisti avevano potere di vita e di morte». Senza contare, poi, coloro che «avevano pure meno di niente, i “bisnenti”, due volte niente.» (p. 7).
Edoardo Pittalis in questo libro affronta questa “rivoluzione storica” ripercorrendo le storie e le biografie di uomini che considera i fondatori di questa realtà. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare come è nata l’idea e come lo ha costruito.
Perché raccontare il Nordest attraverso delle biografie?

“Perché sono gli uomini che fanno la storia e la fanno con la loro grandezza e con le loro debolezze, col genio e la fortuna, ma anche con la sfortuna che qualche volta può essere tale da meritare il ricordo e la gloria. Ci sono voluti personaggi di statura notevole per trasformare quello che era il Nordest all’alba del Novecento in quello che il Nordest è diventato oggi. Visionari, coraggiosi, spregiudicati, capaci di costruire anche per un tempo in cui loro avevano la certezza che non ci sarebbero stati. Capaci di costruire guardando lontano, uscendo dai confini del loro tempo e dai vizio della loro stagione.
A guardarsi attorno quello che hanno costruito non è stato superato in nessun campo. Era interessante seguirne la storia e raccontarla, erano tutti personaggi affascinanti, pieni, capaci in alcuni casi di annullarsi per lasciare una traccia. Moderni nella loro visione molto più di tanti protagonisti di oggi. Quanti sono oggi quelli dei quali vale la pena raccontare la storia per raccontare quella di una regione o di un Paese?”.
Come ha scelto i personaggi che secondo lei sono stati protagonisti della nascita di quello che ora viene chiamato il Nordest?

“È stata una scelta istintiva e personale. Più che una scelta storica. Quelli che mi piacevano di più, che avevano qualcosa di diverso da altri, mi ha colpito spesso più il lato umano che quello di imprenditori o di pugili o di calciatori o di piccoli frati destinati al martirio o alla santità. Non è una graduatoria di merito, ma la ricerca della traccia lasciata nel bene e nel male. È la loro storia diventata anche la storia di tutti noi e di un pezzo sempre più importante d’Italia chiamato Nordest”.
Nella prima sezione del libro troviamo quattro imprenditori, nella seconda tredici sportivi, nella terza dieci uomini di fede, tra cui tre papi.

Se per quanto riguarda l’impresa è facile capire il legame con l’”invenzione” del fenomeno che ha portato le Tre Venezie, di tradizione contadina, a trasformarsi nel “Nordest” industriale, mi sembra interessante chiederle che ruolo hanno avuto gli sportivi e i religiosi in questo processo storico tanto innovativo.

“Un popolo è fatto di persone che nascono e muoiono, amano e si disperano, hanno emozioni, gioie e dolori. Insomma, sono persone normali che nella vita di tutti i giorni lavorano e anche provano a divertirsi, ridono e piangono, giocano a carte e bevono, vanno in chiesa e pregano. Il popolo del Nordest ha attraversato un secolo passando da un’economia all’altra, sopravvivendo a due guerre mondiali, una combattuta interamente tra le montagne e i fiumi del Nordest. Ha passato monarchia e dittatura, ha conquistato la democrazia. Ha visto la tv e il miracolo economico, la grande fabbrica e la piccola officina. Vissuto lo sport come espressione popolare. Ha i suoi campioni di quando era il ciclismo lo sport più popolare, ha amato il calcio che nel dopoguerra ha prevalso sulle altre passioni, ha fatto di uno sport importato quello più vicino all’animo veneto. Una volta ho letto un titolo: “Il Veneto ha un cuore ovale”.
Era la più bella dichiarazione d’amore di una terra per uno sport. Naturale che gli eroi dello sport fossero tra i fondatori di una regione, E che lo fossero gli uomini di fede in un popolo che ha mantenuto un’anima cattolica, la stessa che ha dato forza nella costruzione di una classe prima contadina e poi operaia sempre attenta ai valori cristiani della solidarietà. La stessa che ha dato forza all’opposizione alla dittatura, opposizione nella quale hanno svolto un ruolo attivo e spesso drammatico moltissimi religiosi. Non è un caso, poi, che il Novecento abbia dato solo dal patriarcato di Venezia tre pontefici alla Chiesa e qualcuno di loro persino rivoluzionario nel disegnare il futuro della Chiesa”.
Nella quarta di copertina del volume che ne sintetizza il contenuto è scritto «Uomini e donne che hanno costruito l’impresa, la cultura, lo sport, la politica…». Immagino quindi che sia prevista la pubblicazione di un secondo o più “seguiti”, che si occuperanno di raccogliere le biografie di figure femminili, intellettuali e politici rappresentativi del fenomeno “Nordest”. Ha già in cantiere altri volumi?

“Sicuramente le donne saranno protagoniste del secondo volume. Penso al ruolo politico di Lina Merlin e Tina Anselmi, a quello nello spettacolo di donne come la Duse, Alida Valli, Toti dal Monte. Penso a Tina Merlin nel giornalismo, la voce che aveva previsto la tragedia del Vajont ma nessuno voleva ascoltarla. Ma anche le donne dello sport, dalla Simeoni alla Calligaris e alla Pellegrini. Un mondo completo e ben popolato”.
Ultimamente un film, “Le città di pianura” diretto da Francesco Sossai, ha ottenuto un clamoroso quanto inatteso successo nelle sale. Una storia – nonostante il clima goliardico impresso dai protagonisti – che si svolge in un Veneto depresso, dove i “capannoni” sono dismessi, le imprese chiudono, il miracolo economico è ormai solo un ricordo. Cosa ne pensa, lei, di questa immagine sconfortante ma probabilmente realistica del Nordest dei nostri giorni?

“Che ci sia stata l’esplosione dei capannoni e poi quella dei capannoni abbandonati è indubbio, basta fare un giro per rendersene conto. Sono i monumenti funebri di un’euforia ingiustificata e di un momento sfruttato al massimo del profitto. Penso ai danni della delocalizzazione e ai guasti di quel pezzo di sistema bancario che si vantava di rappresentare il Nordest. Ci sono state crisi economiche mondiali e poi il Covid a spegnere quell’euforia, ma il Nordest ha retto e lo dimostra tutti i giorni. Certo non tutto è stato disegnato a dovere, qualche pezzo è crollato e parlare di miracolo economico in un mondo che si è allargato e che non ha più confini nazionali ha molto meno senso di ieri.
Ma i pericoli per il Nordest non vengono da un’economia rassegnata, perché non è così, hanno altre radici. Il film fa bene a graffiare con la satira che è una di quelle cose che chi comanda, a tutti i livelli, stenta ad accettare. Il Nordest non è in crisi, ma certo ha bisogno di qualcuno che ridisegni il futuro. Ecco a cosa servivano e servono i Fondatori”.
Edoardo Pittalis, I fondatori del Nordest, Pordenone, Edizioni Biblioteca dell’Immagine, 2025.
















































































