Il mercato immobiliare premia l’efficienza: le abitazioni in classe A e B si vendono subito e costano il 44% in più, con mutui su misura e convenienti. Prima ancora dell’entrata in vigore della direttiva europea sulle case green, il mercato immobiliare italiano si sta muovendo in direzione di una crescente attenzione all’efficienza energetica. I dati del nuovo Real Estate Data Hub mostrano una dinamica chiara: gli immobili di classe A e B valgono in media il 44% in più rispetto a quelli con basse prestazioni, e si vendono in tempi più brevi.
Costi in salita per le case green ma si vendono velocemente

Nel primo semestre del 2025, i prezzi delle abitazioni sono aumentati del 2,4% su base nazionale, con punte del +9% a Milano e del +3% a Roma. L’analisi evidenzia come le classi A e B, che oggi rappresentano circa il 10% del mercato, abbiano registrato i valori più elevati, spinte da una domanda in crescita e da una disponibilità limitata. Le classi C e D coprono il 15% delle compravendite, mentre il 75% del patrimonio immobiliare è ancora caratterizzato dalle fasce meno efficienti (E, F e G).
Il prezzo medio delle abitazioni “green” è superiore di circa 500,00 Euro al m2 rispetto alle classi C e D e di 700,00 Euro rispetto agli immobili “brown”. Il divario di valore è accentuato anche dalla scarsa offerta di immobili efficienti e dal sempre maggiore interesse di famiglie e investitori per soluzioni sostenibili.
La situazione generale nel Veneto

Nel 2024, circa il 37% degli edifici residenziali in Veneto certificati rientra nelle classi energetiche peggiori (F e G). Al contempo, circa il 18% degli edifici certificati cade nelle classi A. Quindi, una gran parte del patrimonio abitativo necessita di efficientamento energetico.
La regione Veneto si posiziona nella classifica nazionale dell’indice “case green” con uno score di 5,8/10, sotto la media dei territori più virtuosi e, pur essendoci segnali positivi, ci sono ancora ampi margini di miglioramento.
Per quanto riguarda i finanziamenti “green”: nel Veneto circa il 14% dei mutui erogati per acquisto immobiliare era destinato a immobili ad elevata classe energetica (classe A o B) con LTV elevato.
Dal punto di vista del mercato, gli immobili classificati come “green” (classe A e B) in Italia stanno performando meglio, con valori in crescita. Ad esempio: negli ultimi 4 anni a livello nazionale +2% per immobili green, mentre quelli cosiddetti “brown” hanno perso valore. Anche nel Veneto, proporzionalmente, gli immobili efficienti hanno un vantaggio competitivo.
Il mercato immobiliare residenziale in Veneto mostra segnali di ripresa: ad esempio nel 2024 le compravendite sono state circa 63.788 transazioni, con un +1,1% rispetto all’anno precedente. Ciò a significare che il mercato è attivo, il che rende l’efficienza energetica un elemento di competitività.
Le “case green” nel Veneto

L’offerta di immobili ad altissima efficienza (classe A) risulta ancora limitata rispetto alla domanda crescente. Ad esempio, uno studio nazionale evidenzia che l’offerta di immobili in classe A è bassa e tende a scarseggiare.
Il divario di prezzo tra immobili efficienti e non efficienti in Italia è già significativo: circa +500,00 €/m² o più per immobili green rispetto a quelli in condizioni peggiori. Per il Veneto, anche se non ci sono dati locali specifici, si può ragionevolmente stimare un vantaggio di prezzo per gli immobili più efficienti.
In Veneto mancano gli incentivi

Uno studio evidenzia che in Veneto «mancano gli incentivi green» e che gli interventi medi di aggiornamento delle famiglie sono stati di circa 32.000,00 Euro per chi li ha già fatti, con una disponibilità stimata di circa 24.000, Euro per chi è interessato a farli. Ma cosa significa tutto questo per chi sta pensando di acquistare? Se si acquista un’abitazione in Veneto, puntare su immobili in classe energetica alta (A, B, magari C) può offrire un vantaggio in termini di prezzo e di futura rivalutazione.
Se si acquista un immobile di classe energetica bassa (F, G), è probabile che nel medio termine si debbano affrontare costi di efficientamento e che l’immobile possa essere meno attrattivo.
È senz’altro opportuno considerare i mutui “green” o a condizioni agevolate se si acquistano case efficienti, perché le banche considerano positivamente questi acquisti.
Tempi di vendita e sconti in trattativa

La maggiore efficienza si riflette anche sulla velocità delle transazioni: le case in classe A e B vengono mediamente vendute in 147 giorni, contro i 160 necessari per gli immobili meno performanti. Le unità in classe C e D, invece, risultano più dinamiche sul mercato, con una media di 132 giorni grazie a prezzi più accessibili. Gli sconti medi in fase di trattativa lo confermano: si passa da un -2% per le abitazioni più efficienti fino a -6% per quelle delle classi F e G. Anche in questo caso, il Nord presenta uno scenario più solido, con sconti medi sotto il 3,5%, contro il 7% del Sud e il 5,5% del Centro Italia.
Come già detto, la transizione energetica si riflette anche sul credito: nella prima metà del 2025 i mutui per immobili ad alta efficienza energetica hanno registrato tassi fissi medi del 2,19%, spesso accompagnati dall’azzeramento delle spese di istruttoria e di perizia. La rata mensile risulta in media più bassa del 15% rispetto a quella dei mutui tradizionali e questa è una differenza che, pesando su un orizzonte temporale di lungo e/o lunghissimo periodo, si traduce in un risparmio significativo per chi sceglie una casa “green”.
Una ripresa trainata dalla qualità

Nel complesso, il mercato immobiliare italiano mostra segnali di cauto ottimismo. Le compravendite sono cresciute del 9% nel primo semestre dell’anno in corso, sostenute dal calo dei tassi degli interessi dei mutui e da una domanda sempre più orientata alla qualità costruttiva e alla sostenibilità energetica.
Il progressivo adeguamento del patrimonio edilizio nazionale alla transizione ecologica comporterà un inevitabile riallineamento dei valori di mercato. Le abitazioni più performanti, oltre a garantire un minor impatto ambientale e costi energetici più contenuti, offriranno una maggiore tenuta del valore nel tempo. Per i proprietari di immobili “brown”, invece, il rischio è quello di un deprezzamento strutturale, se non accompagnato da interventi di riqualificazione.

















































































