E’ morto il giornalista e editore Annibale Toffolo, aveva 75 anni, è stato il fondatore della rivista di enogastronomia, turismo e cultura “Taste Vin” (inizialmente nata come “Vin Veneto”). Diplomato alla Scuola d’Arte di Venezia, Toffolo iniziò la carriera come pubblicitario. Nel 1974 partì l’idea di iniziare l’avventura con Bepo Maffioli scrittore, attore, regista e grande esperto di enogastronomia. “Guarda che se partiamo male io ti mollo” disse il Bepo ad Annibale 51 anni fa. Nacque così la rivista della quale Toffolo è stato il responsabile e l’editore per oltre mezzo secolo.
Il binomio Annibale Toffolo – Maffioli


Maffioli scrittore, attore, regista, un luminare dell’enogastronomia a livello nazionale, all’inizio era un po’ scettico. Ma il progetto dopo il decollo prese piede a livello nazionale e oggi “Taste Vin” è una delle riviste più quotate nel meraviglioso mondo del mangiare bene e bere meglio. Un’autentica guida per aziende vinicole, ristoranti, grandi alberghi e istituzioni. Da anni Taste Vin è presente alla prestigiosa vetrina internazionale del Vinitaly. Ma ha fatto tappa anche a “Prowein” a Dusseldorf e ad “Anuga” la Fiera mondiale del food and beverage di Colonia.
Il giornale di Annibale Toffolo

Il magazine non si è fermato ai confini regionali. Con il premio “Fogher d’oro Internazionale” è stata promossa la cucina veneta e della Marca anche oltre confine. Grande successo hanno avuto concorsi gastronomici di successo come “Superbe” con l’obiettivo di valorizzare i prodotti tipici e mostre legate al mondo del vino. Mezzo secolo fa Toffolo fu tra gli ideatori di un altro importante appuntamento culinario che si svolge puntualmente durante la stagione autunnale il “Cocofungo”. L’anno scorso in occasione dei 50 anni di “Taste Vin” aveva organizzato una celebrazione alla fiera internazionale del Vinitaly alla quale aveva partecipato il presidente della Regione Luca Zaia che lo aveva premiato. In più occasioni aveva curato le pubblicazioni del Vinitay e della Mostra nazionale dei vini di Pramaggiore. Nel 1992 aveva portato la cucina di Marca a Praga all’Hotel Ambassador su iniziativa del Governo della Repubblica Ceca. Fino a pochi anni fa aveva aperto una redazione a Napoli perché la rivista dava spazio anche alle regioni del centro e sud Italia.
Le dichiarazioni di Annibale Toffolo

“Dobbiamo muoverci tra numerose difficoltà, per l’editoria e la carta stampata in genere non è un gran momento – aveva dichiarato Toffolo – ma sono convinto che alla fine la qualità premia. E questo tipo di comunicazione è ancora molto apprezzato”. Senza dimenticare che Toffolo è stato editore di numerose opere riguardanti l’enogastronomia nel corso dei secoli, lo sport e la cultura legati al cibo. La notizia della morte dell’editore si è diffusa. Non sono mancati le attestazioni di cordoglio da ogni parte del mondo.
I ricordi

Valerio Nadal presidente Condifesa TVB ricorda Annibale Toffolo: “Un professionista valido. Seguiva il mondo del vino e della vite anche per quanto riguarda i convegni e le iniziative del nostro Consorzio. L’ho sentito poche settimane fa era un uomo pieno di idee”.

Anche Alberto Nadal amministratore unico Fiere di Santa Lucia di Piave ha ricordato l’editore trevigiano: “Seguiva e ben comprendeva l’importanza dell’agricoltura nell’economia. Ha seguito per anni la nostra Fiera sempre con passione e soprattutto competenza”. “Chi era Annibale? Un grande”. Non ha dubbi Manlio della Frattina che gestisce una storica azienda produttrice di vini a Pravisdomini e prosegue: “persona semplice e competente. Quella rivista è un patrimonio da valorizzare e non disperdere Taste Vin ha sempre arricchito il territorio e promosso l’enogastronomia, cultura e turismo”.

Non sono mancati i ricordi del mondo dello sport, Annibale era un grande appassionato della palla ovale. Dino Visentin detto “Cicin” ex mediano di mischia del Metalcrom Rugby grande amico di Toffolo: “di lui ho un ricordo unico. Era una persona speciale, non posso aggiungere altro”.
I funerali si terranno martedì 7 ottobre alle ore 15 nel Duomo di Treviso.
Lorenzo Baldoni ha raccolto gli ultimi ricordi di Annibale Toffolo

Lorenzo Baldoni giornalista, che scrive sulla rivista dal 1990, lo aveva incontrato da poco a Treviso in piazza dei Signori sempre con i suoi amici “dea piasa”: “Stavamo organizzando un convegno su Bepo Maffioli a 40 anni dalla morte e a 100 dalla nascita al Castello di Roncade. Già Claudio Ciani Bassetti imprenditore e titolare del Castello ci aveva dato l’ok. Non riesco a credere ci abbia lasciati”. E Claudio Ciani Bassetti ha annunciato che “il Castello ospiterà una giornata di ricordo dedicata ad Annibale”.
Come è nata l’amicizia con Maffioli?

“Quando nei primissimi anni ’70 approdai in Veneto, Beppo Maffioli era un personaggio nel mondo dell’enogastronomia veneta, trevigiana in primis. E non solo. Di questa sua vocazione mi parlarono due persone che ancor oggi affollano i miei ricordi di vita vissuta in terra veneta: l’allora capo della redazione di Treviso del Gazzettino, Carlo Mocci, e l’allora segretario generale della Fiera di Padova, Livio Sirio Stecca. Entrambi erano estimatori della passione di Maffioli per la cultura veneta della tavola e della tipicità dei suoi piatti che tradusse, poi, per i tipi della Muzzio Editore, in numerosi volumi di cucina. Ricordo la tenacia di Maffioli, fedele espressione del suo segno zodiacale – il Toro – simbolo di fuoco e sinonimo di persona testarda, priva di disponibilità al confronto, diffidente verso chi non conosce bene e i cambiamenti. Fu il vero motore di un successo che progressivamente baciò questa avventura editoriale. Tra le cose sorprendenti anche la prima identificazione storica, nel 1981, del Tiramisu”.
Dall’amicizia a una rivista che ha 50 anni?

“Il Bepo era un personaggio eclettico, fu attore, autore e registra teatrale, conduttore radiofonico e ideatore di originali programmi e pièce teatrali di grande spessore culturale. Ma prima di tutto è stato interprete e cofondatore della prima realtà giornalistica, veneta, proiettata ad esaltare piatti e vini regionali.Era una rivista che si impose anche, oltre che per i contenuti, per le suo originali copertine, riproduzione di quadri di artisti affermati. Le copertine erano volute e selezionate da me che mi ero formato culturalmente all’Accademia d’Arte di Venezia. Pensavo che si potesse dare quel tocco di originalità in più tanto da farne un “oggetto” da collezione. Maffioli era sempre d’accordo, del resto aveva pure una cultura artistica notevole. Peraltro la rivista in quel periodo si stava confrontando con un altro grande testimone della gastronomia veneta – “Il Vino” di Isi Benini – ma lo spessore professionale di Maffioli e dei suoi più stretti collaboratori fecero di Vin Veneto un originale strumento esemplare di una cultura che non doveva tramontare”.








































































