Venerdì 13 marzo M9 – Museo del ’900 ha inaugurato “M9 Contemporaneo”, il nuovo contenitore dedicato alle espressioni artistiche del nostro tempo. Non si tratta di uno spazio fisico circoscritto, ma un progetto diffuso che accoglierà in una cornice unitaria mostre e iniziative capaci di far dialogare la memoria del secolo scorso con le urgenze del presente.
L’inaugurazione del nuovo contenitore




Erano presenti Serena Bertolucci (Direttore di M9), Carlo Boffi Farsetti (Vice Presidente della Fondazione di Venezia), Leo Lecci (Università di Genova), Giovanni Cecchinato (fotografo), Andrea Rumor (Consigliere dell’Ordine degli Architetti di Venezia. Giorgia Pea, consigliera delegata alle attività culturali del Comune di Venezia ha portato i saluti dell’Amministrazione comunale.
I percorsi espositivi

Due sono i percorsi espositivi complementari a cui è stato affidato il debutto di M9 Contemporaneo e saranno visitabili dal 13 marzo al 12 aprile 2026.
Cosa si trova nel nuovo contenitore

All’interno della sala M9 Orizzonti al primo piano, si trova la personale dell’artista veneziano Michelangelo Penso, dal titolo Risonanze invisibili, a cura di Leo Lecci, professore di Storia dell’Arte Contemporanea all’Università di Genova. L’esposizione è realizzata in collaborazione con la Galleria Alberta Pane e presenta tre grandiose installazioni site specific che si propongono di trasformare la ricerca scientifica in un’esperienza poetica e sensoriale.
La personale di Penso

Portando alla luce ciò che è invisibile all’occhio nudo, Penso ha voluti esplorare l’universo dell’infinitamente piccolo — dalla microbiologia alle molecole di DNA – attraverso tre istallazioni. La prima, Cronòtopo, è un’opera basata sul concetto fisico di spazio a quattro dimensioni ispirata all’estetica dell’osservatorio gravitazionale VIRGO. L’installazione è composta da pile di campane di vetro e strisce di gomma e rappresenta gli otto pianeti del sistema solare: il visitatore, con il proprio peso, innesca sensori che attivano suoni e luci LED, rendendo udibili le frequenze orbitali.
La seconda e terza parte


La seconda, Magnetic Nanoparticles Genesis, nata dalla collaborazione con l’IIT (Istituto Italiano di Tecnologia), traduce in esperienza multisensoriale le ricerche mediche sulle nanoparticelle magnetiche. Infine, Sirtuine, traspone in forma macroscopica le proteine responsabili della riparazione del DNA; l’opera, che è già stata esposta al Palais de Tokyo di Parigi, è una complessa struttura di cerchi metallici e fibre sintetiche viola che simula i processi di protezione cellulare.
Il commento di Leo Lecci sul nuovo contenitore

«La scultura di Penso non chiede tanto di essere contemplata quanto attraversata come dispositivo», afferma Leo Lecci, «espone il corpo a scale che lo decentrano e a campi di forza che lo includono, a forme che non si lasciano ricondurre né all’organicismo né alla geometria pura. Le sue opere non si limitano a spiegare l’invisibile, ma me organizzano l’urto sullo spazio e sul corpo.».
Il contenitore aperto anche alla fotografia

Il secondo progetto, allestito nello spazio “M9 Passaggi” nel corridoio al secondo piano, ospita la mostra “La serena inquietudine del territorio”, dal sottotitolo “Into the Land”. Si tratta di una rassegna fotografica sorta dal progetto nato nel 2016 come laboratorio virtuale su iniziativa del fotografo Giovanni Cecchinato, evolutosi in un laboratorio interdisciplinare che ha riunito fotografi, scrittori, architetti e giornalisti impegnati in una ricerca costante sul paesaggio. L’esposizione è realizzata con il patrocinio dell’Ordine degli Architetti di Venezia PPC e con la collaborazione dell’architetto Alessandro Angeli e presenta opere estratte da progetti fotografici più ampi che esplorano i mutamenti del paesaggio veneto contemporaneo.
La narrazione oscilla tra l’interpretazione poetica e la tensione documentaria

In alcuni casi il lavoro si inserisce nel solco della tradizione dei “New Topographics” di matrice americana, ponendo al centro dell’indagine il rapporto tra intervento umano e ambiente con uno sguardo analitico e rigoroso; in altri prevale lo sguardo autoriale e artistico capace di trasfigurare il paesaggio osservato. Attraverso questa coralità di linguaggi e sensibilità, la mostra indaga le trasformazioni silenziose e le tensioni di una geografia in perenne mutamento, offrendo un contributo profondo alla comprensione della nostra identità territoriale.
La direttrice e il nuovo contenitore all’M9

«M9 è un museo che, per vocazione, interroga il passato per offrire chiavi di lettura sul presente», ha dichiarato Serena Bertolucci, Direttrice di M9 – Museo del ’900. «M9 Contemporaneo nasce dalla necessità di formalizzare questa tensione costante, guardando ai linguaggi odierni dell’arte quali estensione naturale del racconto del Novecento che portiamo avanti nella esposizione permanente. Attraverso questo nuovo progetto, M9 rafforza il suo ruolo di osservatorio sul presente, dove la storia si intreccia con la sensibilità contemporanea per aiutarci a decifrare le complessità del mondo in cui viviamo.».
Informazioni

L’ingresso alle mostre di M9 Contemporaneo è incluso nel biglietto per l’esposizione permanente del Museo, o acquistabile singolarmente al costo di 5 euro.







































































