Le donne che dipingevano, nel passato, vennero chiamate pittrici soltanto a cominciare dal 1700. Per questa ragione Patrizia Castagnoli, nel suo romanzo dedicato a Giulia Lama, la chiama pitora (Calle Longa 1736. Ritratto di Giulia Lama, pitora Veneziana, Ferrara, Luciana Tufani Editrice, 2023). L’autrice ha studiato a lungo la storia e le opere di questa donna, di cui rimangono diversi dipinti, soprattutto pale d’altare conservate in diverse chiese della città, ma poche notizie sulla sua vita, nonostante fosse dedita non soltanto alla pittura, ma anche alla poesia (Luisa Bergalli, nella sua antologia della poesia femminile I componimenti poetici delle più illustri rimatrici d’ogni secolo, la annovera infatti come poeta), alla matematica, alla filosofia e al ricamo.
Chi è Giulia Lama
Nata a Venezia il il 1° ottobre 1681, nella parrocchia di S. Maria Formosa figlia primogenita di Agostino e di Valentina dell’Avese, Giulia Lama visse un’esistenza molto ritirata, senza importanti eventi che siano stati testimoniati a livello documentario. Anche per questa ragione, l’interesse che Patrizia Castagnoli ha nutrito per questa artista si è dovuto ripiegare, più che in saggio, in un romanzo dove l’immaginazione è concessa e permette di riempire certi vuoti. Un romanzo che ha avuto una lunga gestazione per ricostruire l’ambiente storico in cui la protagonista si muoveva e per restituirlo con verosimiglianza e accuratezza.
Il racconto di Giulia

Il testo alterna capitoli scritti in prima persona, evidenziati dal carattere corsivo, nei quali Giulia si racconta ed esprime i suoi pensieri, ad altri in terza persona, dove la narrazione si sviluppa soffermandosi sugli spazi pubblici culturali ed esistenziali concessi alle donne dell’epoca. La sua vita si legge quindi lungo il duplice percorso del racconto intimo e di quello vivace e a volte un po’ malinconico della quotidianità.
Vi si evoca un personaggio schivo che tuttavia fu in grado di lottare affinché la sua arte venisse riconosciuta, anche se non fu mai iscritta alla fraglia veneziana (Conti la definisce anzi “persecutée par les peintres”), e pare si mantenesse ricamando. Una pittrice a cui si possono attribuire i primi nudi maschili, perché nessuna prima di lei aveva studiato il corpo nudo degli uomini al fine di ritrarli in quadri di battaglie e di ambientazione mitologica: a questo proposito un vero e proprio divieto non c’era, tuttavia fu proprio lei a rompere questa consuetudine che impediva alle donne di far posare degli uomini nudi.
Le sue opere

Giulia Lama non si mosse mai da Venezia ed è qui che si possono ammirare le sue opere: I quattro Evangelisti nella chiesa di San Marziale, l’Assunzione della Vergine nella Chiesa di Santa Maria Assunta a Malamocco, Cristo Crocifisso e gli Apostoli nella Chiesa di San Vidal e la Vergine con il Bambino, San Pietro, S. Magno Vescovo e la personificazione di Venezia nella Chiesa di Santa Maria Formosa, non molto distante da Calle Longa, dove ella abitava. Non volle nemmeno andare a Roma quando l’Arcadia l’annoverò come poeta.
Il racconto di Patrizia Castagnoli

Patrizia Castagnoli racconta le fatiche e le difficoltà che Giulia ha dovuto soffrire nella sua Venezia, dove le donne, seppur relativamente libere (godevano infatti di una certa libertà, potevano riunirsi senza accompagnatori nei caffè, uscire la sera, e non soltanto nel periodo di Carnevale) rimanevano comunque all’ombra di padri e mariti.
Il romanzo dà molto spazio non soltanto alle donne che usavano pennelli e colori, come Rosalba Carriera, che fu amica di Giulia, e Elisabetta Lazzarini, fra quelle più note, ma anche le letterate come Luisa Bergalli, le musiciste e le cantanti.
Chi è Patrizia Castagnoli

Patrizia Castagnoli, nata a Cesena, ha vissuto in Svizzera, Germania e in diverse città italiane. Attualmente risiede a Padova e ad Atene. Ha svolto diverse attività in ambito culturale, linguistico e professionale, coltivando una grande passione per la pittura e per la cultura greca. Ha redatto il catalogo della mostra, “Gabriella e le altre”, su alcune pittrici veneziane del primo ‘900, e contribuito alla redazione del catalogo della mostra “Il gusto della visione”, artiste contemporanee in EXPO 2016.
Collabora con riviste e curatrici di mostre, in particolare su temi legati alla creatività delle donne. Ha pubblicato con Il Ponte Vecchio i libri Il Bar della Meglia (2006), ricordi della sua infanzia in Romagna, e La schiena di Venere (2011), racconti su pittrici e pittori del passato. Inoltre, per Luciana Tufani Editrice, pubblica E oltre. Sulle tracce di Ernesta Oltremonti, pittrice (2017), sul potere dell’arte come forza creatrice di stimoli e Calle Longa 1736 (2023).
Patrizia Castagnoli, Calle Longa 1736. Ritratto di Giulia Lama pitora veneziana, Ferrara, Luciana Tufani Editrice, 2023.







































































