Viene dal mare il filamento pregiato che costituisce una delle materie prime del merletto ad ago veneziano. Dal 5 al 7 marzo, un laboratorio dimostrativo allestito alla Scuola Grande di San Teodoro, in zona San Salvador, nel cuore di Venezia, presenta le opere, create dalle ricamatrici dell’associazione Settemani, con il “Bisso”, filato pregiato chiamato anche “seta del mare”, ricavato dai filamenti della Pinna Nobilis, il più grande mollusco del Mediterraneo. L’arte millenaria di estrarre e lavorare questa fibra è custodita a Sant’Antioco da Chiara Vigo, una delle ultime maestre al mondo, che si batte per la salvaguardia del mollusco, ora in via di estinzione, e di questa antica tradizione, che rischia di scomparire.
“La pinna nobilis ed il suo bisso”, la nuova opera delle merlettaie della “Settemani”


“Le merlettaie della nostra scuola amatoriale hanno elaborato in merletto ad ago la Pinna Nobilis e il suo “Bisso” – spiega Annabella Doni, fondatrice dell’associazione Settemani con Adriana Fonda e Rosa Annostini. – L’opera, realizzata da più ricamatrici, verrà esposta alla Scuola Grande di San Teodoro, a San Salvador a Venezia, all’interno del laboratorio dimostrativo con vari manufatti creati in questi anni”. All’inaugurazione parteciperanno anche la maestra del “Bisso” Chiara Vigo e il ricercatore del CNR ISMAR Mario Sigovini.
Il merletto ad ago veneziano, tra competenze, conoscenze, abilità e solidarietà
Il merletto ad ago veneziano è un “lavoro di squadra” ancora oggi attivo nella città di Venezia, isole e provincia. A tramandare questa rara arte veneziana del saper fare, del saper essere con competenza e abilità, del saper svolgere un’attività nella quale si racchiude la capacità di lavorare in squadra in modo solidale, sono le merlettaie maestre del “merletto veneziano ad ago”.
“Settemani”, l’associazione nata nel 1994: dal saper fare il merletto ad ago alla solidarietà

“Settemani è il gruppo di donne veneziane, che, da marzo 1994, portano avanti questa rara tradizione del “saper fare il merletto ad ago” – riprende Annabella, che fa parte anche della Scuola Grande San Teodoro. – C’è chi si è avvicinata a questa arte perché si trovava in un momento particolare della sua vita: la depressione. Ed è in questa arte che ha trovato la forza di andare avanti, potendo contare su nuove amiche che condividono lo stesso interesse, con il piacere di stare insieme e la dedizione ad una forma d’arte divenuta poi una passione. Nel rispetto delle diverse personalità di ognuna, tutte insieme ancora, dopo più di vent’anni, realizziamo lavori unici e di squadra con un’attenzione particolare agli aspetti sociali e alla solidarietà.”
Nel 2025 donata al museo di Burano l’opera con il logo della giornata mondiale delle malattie rare


Ne è testimonianza la collaborazione avviata da anni con l’associazione nazionale Rete Malattie Rare Odv, di cui fa parte anche la merlettaia veneziana Renza Barbon. “L’anno scorso le ricamatrici della “Settemani” hanno realizzato un’opera, in merletto ad ago veneziano, che riproduceva fedelmente il logo, simbolo della giornata mondiale delle malattie rare – racconta Renza Barbon, esperta dell’associazione RMR Odv. – Il processo culturale ed artistico che racchiudere l’arte del ricamo infatti presenta forti analogie con il processo di presa in carico e cura atteso dalle persone affette da malattie rare e complesse. Il processo di realizzazione del merletto veneziano (detto “ad ago”) richiede una sequenza di azioni con specifiche competenze ed abilità interconnesse e in sequenze preordinate che danno vita all’idea creativa. Questi stessi elementi risultano basilari perdefinire percorsi di presa in carico in situazione di grave complessità.”
La presidente di RMR Odv: “Il merletto simbolo del valore del lavoro di squadra”

“La realizzazione di un solo merletto è inoltre sempre un’opera a più mani poiché richiede il lavoro di diverse merlettaie e allo stesso modo la presa in carico globale della persona avviene, grazie ad una rete in cui sono coinvolti operatori con diverse competenze e professionalità – sottolinea Riccarda Scaringella, presidente di RMR Odv. – Si possono quindi ben mettere a confronto due processi organizzativi: le fasi produttive del merletto veneziano (detto “buranello ad ago”) e le fasi organizzative del Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) della persona con malattia rara.”
Storia delle merlettaie della “Settemani”, dalle arabe fenici alla tovaglia votiva per la Basilica di San Marco


La “Settemani” nasce nel 1994, quando Annabella Doni, Adriana Fonda e Rosetta Annostini, fondano a Venezia una scuola amatoriale di merletto ad ago tipico dell’isola di Burano. Nel 1996 le ricamatrici realizzano l’opera “Arabe Fenici” quale contributo per la ricostruzione del teatro la Fenice, consegnata all’allora sindaco Massimo Cacciari e ricevono l’Osella d’Oro” per l’artigianato dal “comitato della Sensa”.Dal 2014 ad oggi le ricamatrici partecipano alla Biennale di San Sepolcro con la realizzazione di loro opere; inoltre espongono anche alla Scuola Grande di San Teodoro.
Le opere

Nel 2019 realizzano in merletto l’opera incisa su cristallo del Maestro veneziano Gianmaria Potenza per la rassegna “Scienza/Arte&Sogni/Voleri”: una metafora a favore della sensibilizzazione sulla complessità della presa in carico delle persone affette da malattie rare.
2021 ricamano una tovaglia votiva per l’altare di San Marco e la donano alla omonima Basilica: l’opera ritrae i quattro evangelisti raffigurati sui pennacchi della Cupola dell’Emmanuele.
Nel 2024 realizzano in merletto l’immagine di Papa Francesco, quando, in piena pandemia, il pontefice pregò, da solo, sul sagrato di San Pietro, affinché finisse la pandemia.
Nel 2025 infine realizzano in merletto il logo della Giornata Mondiale delle Malattie Rare donando l’opera al museo del Merletto di Burano a Venezia.
















































































Bellissimo servizio complimenti alla giornalista
Per cortesia, dove posso trovare il merletto con l’immagine di Papa Francesco citata? Assicuro che è per interesse personale e non verrà pubblicata sui social. Grazie
Venga a vedere il laboratorio dimostrativo dal 5 al 7 marzo a Venezia presso la Scuola Grande di San Teodoro. oppure scriva a info@retemalattierare.it
Renza Barbon