Malgrado una produttività di eccellenza in alcune aree del Veneto Orientale, i costi di produzione per la coltivazione delle bietole aumentano costantemente e il prezzo del saccarosio è in calo. L’analisi è di Carlo Pasti, agronomo esperto, che nella sua azienda La Frassina, in località Marango di Caorle, coltiva ben 100 ettari di barbabietole ed è socio della cooperativa di produttori COPROB.
Raccolto 2025, in azienda Frassina prodotte 11 tonnellate di saccarosio per ettaro (3 tonnellate in più del dato medio)

“A differenza dell’anno precedente, nel veneziano siamo riusciti a seminare abbastanza bene, seppur anche qui con qualche ritardo a causa della piovosità della scorsa primavera – spiega Carlo Pasti -. La scorsa stagione è poi proseguita abbastanza bene, senza punte di temperatura eccessive (tranne il periodo fine giugno primi luglio). Anche la campagna di raccolta non ha avuto intoppi e la provincia di Venezia ha avuto una produttività in alcuni casi di eccellenza. Nella mia azienda, la Frassina, siamo riusciti a produrre mediamente più di 11 tonn di saccarosio per ettaro, con punte di 14 tonn con le varietà più performanti, contro una media di stabilimento che si attesta intorno alle 8,87 tonnellate. Questo significa che il territorio della Venezia orientale è un bacino di sicuro interesse per l’approvvigionamento degli zuccherifici. Permane tristemente il problema dell’elevato costo del trasporto.”
Costi di produzione di 2500/2800 euro a ettaro pari ai guadagni incassati dalle vendite

“I conti sono presto fatti – continua Carlo Pasti -. Da un’indagine interna tra i soci coltivatori, risulta che i costi di produzione annuali si attestano attorno ai 2500/2800 euro per ettaro, che è più o meno il guadagno che si ricava dalla vendita delle barbabietole: in queste condizioni è evidente che l’agricoltore non può farcela. O riusciamo ad aumentare la produzione per ettaro oppure la coltura verrà abbandonata! C’è poco da star sereni. Bisognerà fare interventi importanti anche nello zuccherificio di Pontelongo (nel padovano) per abbassare i costi industriali e permettere di liquidare le bietole a prezzi più interessanti per i produttori. Anche la politica dovrebbe fare la sua parte finanziando il mantenimento della filiera zucchero italiana: senza l’aiuto politico difficilmente riusciremo a proseguire.”
COPROB, cooperativa di produttori unica filiera del saccarosio 100% italiana

Lo zucchero che finisce sulle nostre tavole, per il 70 per cento, viene dall’estero. L’Italia infatti produce ormai soltanto una percentuale estremamente bassa pari a poco più del 10% del fabbisogno nazionale. In questo contesto molto difficile il Veneto e l’Emilia Romagna si distinguono, grazie a COPROB, cooperativa di produttori che hanno scelto di puntare al valore aggiunto dello zucchero italiano.
COPROB è l’unica filiera di zucchero 100 per cento italiano con una produzione potenziale di 280.000 tonnellate/anno, ma negli ultimi anni il dato è più basso per la scarsa propensione degli agricoltori a coltivare bietola.
Il presidente di Confagricoltura Venezia: “saccarosio italiano, servono sostegni al reddito dei produttori di bietole”

“Il settore bieticolo che, per anni, ha rivestito un ruolo importante per l’agricoltura veneta e veneziana sta vivendo un momento di estrema crisi – sottolinea il presidente di Confagricoltura Venezia, Stefano Tromboni -. Le difficoltà di coltivazione legate ai cambiamenti climatici che, spesso, rendono difficoltose le semine, le fitopatie e gli attacchi di parassiti in generale assommati ad una redditività bassa stanno disincentivando gli agricoltori in maniera importante.
Per questo motivo e per salvaguardare un settore che è importante anche per le rotazioni colturali imposte dalla Pac, Confagricoltura si sta muovendo con tutti gli organismi deputati per ricercareforme di sostegno al reddito che possano dare agli agricoltori il giusto ristoro economico. Siamo sempre più convinti che la produzione dello zucchero debba essere garantita in Italia e che un settore così importante non possa essere lasciato in balia di equilibri internazionali di mercato che, molto spesso, non tengono conto delle vocazioni e delle potenzialità produttive dei territori.”
Nuove malattie e necessità di fitofarmaci appropriati, l’estate scorsa perdite per il saccarosio anche del 50% a causa di un bruco vorace

Gli scenari sono sempre più complessi anche a causa dei cambiamenti climatici che favoriscono la comparsa di nuove malattie. “Alcuni insetti ci sono da sempre – riprende Pasti – ma la loro popolazione veniva controllata con fitofarmaci oggi non più utilizzabili e non sostituiti da dispositivi altrettanto efficaci. Questo è un problema che non riguarda solo l’Italia, ma anche altri paesi europei. Assistiamo anche a fenomeni molto gravi: alla fine della scorsa estate si è registrato un attacco da parte di un bruco particolarmente vorace (il lepidottero Spodoptera Exigua).
Non ci sono dati chiari, poiché gli attacchi del bruco si sono verificati a macchia di leopardo. Posso dire che dove il bruco ha colpito il calo di produzione si è avvicinato al 50%, perché dopo l’attacco le bietole hanno finito di produrre zucchero e sono semplicemente “sopravvissute”! Il cambiamento climatico sta influendo pesantemente sulle condizioni delle colture nei nostri campi, e purtroppo le armi a nostra disposizione per porvi rimedio sono osteggiate dalla popolazione e dalla politica: una ricerca fatta bene sul miglioramento genetico con le Tecnologie di Evoluzione Assistita (TEA).
TEA (tecnologie di evoluzione assistita), approvate le sperimentazioni in campo

Le Tecnologie di Evoluzione Assistita (TEA) sono tecniche innovative che mirano a migliorare la resistenza delle piante a malattie, stress climatici e parassiti. Queste tecniche, che includono editing genomico e cisgenesi, permettono di intervenire in modo specifico e preciso sul genoma delle piante senza ricorrere alla transgenesi. Le TEA sono considerate un’opzione strategica per l’agricoltura italiana, in particolare per affrontare le sfide legate ai cambiamenti climatici e alla siccità. Le TEA sono state approvate in Italia per sperimentazioni in campo, consentendo di testare queste tecnologie in condizioni reali. Questo approccio è stato accolto con entusiasmo nel settore della ricerca e dell’agroalimentare, che li considera un’apertura a un’agricoltura più moderna e sostenibile.
I vantaggi di TEA per la produzione del saccarosio

“Le TEA offrono vantaggi significativi, come la capacità di produrre piante più resistenti e nutritive, riducendo il ricorso ai fitofarmaci e migliorando la resilienza alle avversità – conclude Carlo Pasti -. Queste tecnologie rappresentano una rivoluzione per l’agricoltura, contribuendo a garantire un approvvigionamento alimentare sufficiente e di qualità, senza compromettere gli obiettivi di sostenibilità ambientale. mi sembra fondamentale per dare risposta rapida alla necessità di produrre, ma la strada è ancora molto in salita.”
















































































