Il papà lo voleva farmacista. Lui diventerà invece un centrocampista, una mezzala di punta dotata di una certa fantasia. A Monza conseguirà la maturità scientifica, non facile all’epoca per chi aveva iniziato già a giocare a calcio. Coniugare studio e sport ti impegnava non poco (la suola del secolo ventesimo non regalava promozioni come oggi!). E fu così che Alessandro Scanziani sostenne sì quattro esami alla facoltà di Farmacia dell’Università di Milano, ma venne totalmente assorbito dal pallone. E lo fece per 17 anni. Inizi a Meda, poi Livorno in serie C. Due anni a Como uno in serie B con promozione istantanea nella massima serie. L’anno dopo retrocessione, non era la squadra lariana di oggi quella dei “Paperon” Hartono. Dopo la città sul lago, si resta in Lombardia e a poca distanza: Milano sponda nerazzurra.
Scanziani, un bel salto. Anche se qualcosa non filò liscio….
“All’Inter mi portò l’ex ds Giancarlo Beltrami che già mi aveva portato a Como. Trovai come allenatore Eugenio Bersellini che mi aveva avuto nella Primavera del Como. Capii che era dura sostenere esami dopo pesanti allenamenti. Alla sera andavo a letto stanchissimo. Chi aveva voglia di sfogliare i libri?
Due anni con la maglia nerazzurra. La conquista di una Coppa Italia in finale contro il Napoli a Roma estate 1978. Un altro anno a Milano e poi partenza verso Ascoli. Cosa non funzionò?
“Forse non piacevo a Bersellini. Ho segnato anche qualche gol. L’allenatore già mi conosceva ai tempi di Como. Mi fece giocare in tutti i ruoli, tranne che in porta. Avrei voluto giocare da centrocampista ero un numero otto all’epoca. Io dovevo correre e riuscire qualche volta a finalizzare”.
Nelle Marche ritrova un altro ex allenatore, GB Fabbri. Qui la musica cambiò.


“Fabbri lo avevo avuto a Livorno. Mi stimava molto, per me è stato un maestro. Mi diceva: “Se ti chiamassi Scanzianoscky saresti il più forte straniero che c’è in Italia”. So che scherzava. Quell’anno arrivammo quarti in classifica. Bella squadra, con Adelio Moro eccezionale capitano, Pietro Anastasi, Simone Boldini, Gianfranco Bellotto , Pino Greco”.
Scanziani, anche in terra marchigiana …non mancò qualche delusione…

“Dopo Fabbri arrivò Carletto Mazzone, anche con lui non ci fu feeling. In ritiro andavo a messa e mi alzavo presto alla domenica. Lui non era d’accordo e venne a prendermi in chiesa perché dovevamo andare tutti a camminare al mattino”.
Si torna in serie B dopo cinque anni consecutivi nella massima serie. Sampdoria, che con l’arrivo del presidente Paolo Mantovani ha grandi ambizioni. E così sarà…

“Inizialmente non ero felice di tornare tra i cadetti. Ma la gioia arrivò subito con la promozione in serie A. Fui anche uno dei capocannonieri di quella squadra con 10 gol. Ho adorato un presidente come Mantovani, persona eccezionale, uomo stupendo”.
Due anni dopo quella Samp venne rinforzata e arrivò il primo trofeo della storia della squadra ligure, la conquista della Coppa Italia …correva l’anno 1984/85

“Arrivò Roberto Mancini. Era senza patente, giovanissimo un fenomeno. Ottima squadra Mantovani costruì una compagine con il ds Claudio Nassi competitiva al massimo. Vittoria della coppa Italia con doppio successo contro il Milan. Mi ritrovai Ivano Bordon, Evaristo Beccalossi. Giampiero Bellotto . Ritrovai Bersellini ….”
Scanziani come reagì?

“Mi voleva il Napoli. Chiamai Mantovani e spiegai i miei problemi con Bersellini. Il presidente mi richiamò e disse: “tutto ok”. Feci gol nella prima giornata di in coppa Italia. Alla prima di campionato l’allenatore non voleva schierarmi. Gli risposi: “io gioco e lei scelga gli altri dieci”. E così fu! Mi avesse mai detto una volta “guarda che hai giocato male”!
Da Genova al Genoa. Si resta nel capoluogo ligure sponda rossoblù.

“ Campionato 1985-86 Nassi mi voleva a Firenze, Ma non si concretizzò perché il ds se ne andò. Ma a Firenze chi arrivò? Bersellini. Vado a casa e mi chiama un amico che mi vuole il Genoa. Avevo 33 anni, andava bene così”.
Dopo il Genoa un anno ad Arezzo, quindi a 36 anni (tanti per l’epoca) la decisione di appendere le scarpe al chiodo. Dal 1994 al 2010 ha intrapreso la carriera di allenatore in squadre lombarde ed emiliane. Dopo il ritiro Scanziani ha anche fatto politica (come consigliere comunale a Verano Brianza), ed è stato a più riprese commentatore di partite per Mediaset. Nell’estate 2011 è stato commentatore per le amichevoli estive su Sportitalia.

















































































