“Lugano addio, cantavi mentre la mano mi tenevi…”. Bastano poche note per essere trasportati nell’atmosfera malinconica e intensa della celebre canzone “Lugano Addio”, interpretata da Ivan Graziani. I meno giovani ricordano bene questa canzone degli anni 80. Graziani cita Lugano, la più nota città del Canton Ticino, per un amore sfumato: un luogo dell’anima, scelto come scenario di un addio dolce e struggente, dove la bellezza quieta della città amplifica l’emozione del distacco.
E in effetti Lugano, vista con gli occhi del viaggiatore, sa essere proprio così: delicata, elegante, avvolgente, una città capace di imprimersi nella memoria con la stessa forza di una canzone. La tranquilla città svizzera è affacciata sulle acque calme del lago omonimo, circondata da montagne morbide e luminose: un piccolo gioiello dove cultura, natura e stile convivono in equilibrio perfetto. Il suo centro storico, con i palazzi dai portici e le piazze curate, invita alla passeggiata lenta, tra boutique, caffetterie e scorci romantici. Piazza della Riforma è il suo salotto: qui il ritmo della vita si mescola all’armonia architettonica delle facciate color pastello. La meta svizzera del Canton Ticino è la più vicina a noi italiani, facile arrivarci in treno da Milano e soggiornare non solo a Lugano, bensì a Mendrisio o Bellinzona.
La Belle Epoque a Lugano e l’avvio del turismo

Lugano deve la sua fortuna turistica all’apertura della ferrovia del San Gottardo nel 1882. Nascono così i primi alberghi, come L’International au Lac Historic Lakeside Hotel, in Via Nassa 68, e ancora gestito dalla stessa famiglia giunta alla quarta generazione con Alessandra e Roberto Schmid che ci mostra il piccolo museo allestito al primo piano dell’hotel affacciato sul lago e situato nella via più elegante dello shopping.
A pochi passi, il Parco Ciani accoglie con la sua quiete verde: uno dei parchi più belli della Svizzera, affacciato sul lago. Lì vicino, il LAC, museo Lugano Arte e Cultura, racconta il volto contemporaneo della città, con mostre, musica, teatro e una programmazione internazionale che ne fa un polo culturale di primo piano.
A Lugano c’è Il Grotto della Salute, in Via dei Sindacatori 2A a Massagno (proprio a pochi minuti dal centro di Lugano), è un grotto storico immerso sotto platani secolari. Nato nel 1893 per accogliere i pellegrini, oggi è un locale raffinato che propone cucina mediterranea e ticinese.Il ristorante è noto per il buon rapporto qualità-prezzo e per piatti casalinghi tradizionali: da provare.
Castello di Morcote: il vino che racconta il Ticino


Chi vuole osservare Lugano e il suo lago dall’alto può salire sino al Castello di Morcote. Da qui si gode un bellissimo paesaggio, una cartolina infinita. Sospesa tra cielo e lago, la Tenuta Castello di Morcote domina Vico Morcote da un promontorio scenografico dove si produce vino fin dall’epoca romana. Oggi la tenuta, guidata da Gaby Gianini, unisce tradizione e innovazione: certificata biologica dal 2017, firma vini entrati tra i migliori 100 di Svizzera. Da ricordare che qui, nel Canton Ticino, si vinifica anche il Merlot Bianco.
Nel 2021 è nata la nuova cantina, un edificio sostenibile immerso nei terrazzamenti di vigneti che abbracciano il Lago di Lugano. Qui materiali naturali, energie rinnovabili e tecnologie all’avanguardia convivono con rituali antichi, dando vita a un luogo dove il vino non si assaggia soltanto: si vive.
Una tappa da fare a Lugano

La cantina ospita eventi enogastronomici e degustazioni con vista, mentre la proposta “Green Vineyard & Wine Experience” invita a un percorso tra vigneti, storia e biodiversità. Il tour conduce al castello medievale, prosegue nella nuova cantina e si conclude con una degustazione di vini e prodotti bio locali.
Vale la pena di fermarsi al Ristorante La Sorgente: intimo ristorante incastonato nel borgo di Vico Morcote, a picco sul lago, rientra nella guida Michelin. Lo chef Francesco Sangalli privilegia ingredienti locali, spesso provenienti da piccoli produttori, e interpreta la cucina con tecniche attuali e sostenibili: fiamma viva, carbone, affumicature. Tra i piatti da provare spiccano il raviolo aperto al ragù di coniglio con fonduta di formaggio del Gottardo, e altre proposte stagionali che valorizzano verdure, carne o pesce di lago, sempre con un tocco creativo e autentico.
Polenta rossa, funghi e castagne nella Valle di Muggio


Nella verde Valle di Muggio, il Mulino di Bruzella è uno dei luoghi più affascinanti del Ticino. Costruito sette secoli fa lungo il Breggia, macinava castagne e cereali già nel Medioevo. Restaurato nel 1996, oggi è tornato a vivere grazie a Irene Petraglio del Museo Etnografico, che accoglie i visitatori e mantiene attivo il mestiere del mugnaio. Salendo sul Monte Generoso (circa 900 metri) si arriva a Scudellate sopra Mendrisio. Troviamo l’Osteria Manciana dove si gustano piatti di polenta, formaggini, funghi e ossobuco. In questi boschi c’era la diffusione dei contrabbandieri tra Italia e Svizzera. Lo spiega bene chi conosce la storia a volte triste di fame e necessità: è Claudio Zanini che è riuscito a rendere appettibile questo posto con l’avvio dell’albergo diffuso recuperando le vecchie case. Un turismo esperienziale da provare.
Tano Crivelli, l’enologo del Merlot bianco del Ticino ha studiato a Conegliano

C’è un collegamento che lega il Veneto con il Canton Ticino. E’ l’enologo Tano Crivelli della Cantina Borgovecchio. Lui è diplomato a Losanna ma ha studiato anche nell’istituto del vino di Conegliano Veneto. La distribuzione ha incontrato la produzione con l’acquisizione della cantina Fumagalli. E nel Ticino si bene il Merlot vinificato in bianco, questo dal 1983, il primo enologo fu Cesare Valsangiacomo. Bianco semplicemente perché qui c’è la moda del vino bianco!
Le sagre del vino



Nel cuore del Mendrisiotto, dove nasce gran parte del Merlot ticinese, la Sagra del Borgo celebra ogni autunno la vendemmia con una grande festa popolare. Nata come fiera contadina, oggi anima il centro di Mendrisio con cortili aperti, padiglioni gastronomici e musica dal vivo.
I mercatini di Natale a Lugano

Anche Lugano d’inverno si veste di luce. “Natale in Piazza”, dal 27 novembre 2025 al 6 gennaio 2026, è il cuore pulsante di questa magia: un cartellone ricco di eventi, atmosfere e suggestioni che avvolgono il centro storico in un abbraccio caldo e raffinato. In Piazza della Riforma, l’imponente albero illuminato domina un mercatino che profuma di cannella, vin brûlé e legni lavorati. Le casette decorate ospitano artigiani, artisti e produttori locali: un tuffo nei saperi del territorio, tra idee regalo ricercate e sapori autentici. Gli chalet gastronomici diventano piccole oasi di convivialità, dove scaldarsi con piatti tipici, musica dal vivo e dj set che animano le serate luganesi con eleganza e ritmo.
E per scoprire i segreti della città, ogni sabato dal 6 dicembre al 3 gennaio la visita guidata gratuita “Christmas is in the air” accompagna i visitatori tra vicoli, scorci nascosti e storie che rendono Lugano ancora più affascinante nel periodo delle feste.
Forse è per questo che nella canzone l’addio diventa mito: perché a Lugano è difficile dire davvero “addio”. Ogni vicolo, ogni riflesso del lago, ogni profumo che arriva dai ristorantini sul lungolago sembra invitare il visitatore a tornare, a ritrovare quello che aveva lasciato. Insomma, Lugano e il Canton Ticino restano una destinazione che non si dimentica.
Info: myswitzerland.com
















































































