20 anni di arte contemporanea, di sperimentazione, di dialogo tra linguaggi e generazioni. Con la nuova edizione 2025-2026, Palinsesti, la storica rassegna organizzata dal Comune di San Vito al Tagliamento – Assessorato alla Vitalità – raggiunge un traguardo importante, confermandosi uno degli appuntamenti più longevi e significativi del panorama culturale regionale.
Un compleanno che è anche un punto di partenza, come sottolinea l’assessore alla Vitalità Andrea Bruscia: “Vent’anni sono un traguardo straordinario – afferma – soprattutto se pensiamo che, sommando i quattordici anni del progetto Hicetnunc, arriviamo a oltre trent’anni di arte contemporanea a San Vito. Palinsesti non è solo una mostra: è un laboratorio di pensiero, un luogo di formazione e di crescita civile, capace di stimolare lo spirito critico e di difendere la libertà dell’immaginazione contro ogni forma di sopraffazione”.
Sotto la direzione scientifica di Luca Pietro Nicoletti, docente e storico dell’arte, la rassegna si articola anche quest’anno in un ricco calendario di mostre, workshop, incontri, conferenze e visite guidate, coinvolgendo l’Università di Udine e l’Accademia di Belle Arti di Venezia. “Abbiamo voluto concentrare l’attenzione sull’opera On Paper – spiega Nicoletti – per esplorare le molteplici possibilità espressive della carta, dalla pittura alla stampa d’arte, fino alla fotografia.”
Palinsesti; un viaggio tra segni e superfici

Il percorso espositivo prende avvio dall’Antico Ospedale di Santa Maria dei Battuti, dove la mostra Pittura a stampa. Incisioni di grande formato dalla Stamperia d’Arte Albicocco, a cura di Alberto Vidissoni, celebra il lavoro di Corrado e Gianluca Albicocco, maestri incisori che da oltre trent’anni collaborano con alcuni dei più importanti artisti italiani e internazionali.
L’esposizione non vuole essere una semplice retrospettiva, ma una riflessione sul linguaggio stesso della stampa d’arte: dagli archetipi dell’incisione alle sperimentazioni contemporanee, dove il segno si trasforma in gesto pittorico e il colore diventa materia viva.
In questo percorso la carta si fa superficie vibrante, spazio di libertà e di tensione creativa, tra graffi, macchie e stratificazioni che evocano una vera e propria “sinfonia del nero”.
Le nuove generazioni e la leggerezza dell’immagine

Alle Antiche Carceri, la mostra Figure evanescenti. Opere su carta degli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, a cura di Francesca Battistutta e Mavi Modolo, presenta i lavori di sette giovani artisti del corso di Grafica d’Arte.
L’esposizione è un viaggio nelle tecniche e nei linguaggi contemporanei: dalle xilografie e calcografie tradizionali alle tecniche miste ibride, dal disegno alla pittura, sempre con la carta come elemento comune e vitale.
Un progetto che racconta la leggerezza e la fragilità dell’immagine, ma anche la sua capacità di trattenere la memoria e il segno del tempo.
Il paesaggio come memoria: la personale di Alessandro Ruzzier

All’Essiccatoio Bozzoli, Palinsesti dedica la tradizionale ricognizione annuale sulla collezione Punto Fermo con una mostra personale del fotografo triestino Alessandro Ruzzier, curata da Giada Centazzo e Antonio Garlatti: Non sempre il posto vicino al finestrino è quello migliore. A dieci anni dalla sua prima partecipazione alla rassegna, Ruzzier torna a San Vito con un progetto site-specific che riflette sulla percezione del territorio e del paesaggio.
Se nel 2015, con la serie Custodia, l’artista aveva immortalato i luoghi più prossimi al centro storico, oggi il suo sguardo si spinge oltre, esplorando le frazioni di Ligugnana e Rosa, fino a risalire la foce del fiume Tagliamento per oltre quarantatré chilometri.
Il suo lavoro si inserisce nel solco della Scuola italiana di paesaggio, movimento nato negli anni Ottanta, che indaga il rapporto tra uomo e ambiente, tra memoria e mutamento.
Le fotografie di Ruzzier – sospese tra documentazione e poesia – cercano una nuova relazione emotiva con il paesaggio, restituendogli la voce silenziosa delle sue trasformazioni.
Non a caso alcune immagini della serie Custodia sono attualmente esposte alla Kunsthalle di Darmstadt, nella mostra internazionale No Place Like Home, curata da Ralph Goertz, dedicata agli influssi della fotografia italiana su quella europea dagli anni ’80 a oggi.
Palinsesti; un laboratorio che guarda avanti


Durante la presentazione ufficiale, svoltasi all’Antico Teatro Sociale “G. G. Arrigoni”, il filosofo Simone Furlani (Università di Udine), ha illustrato il nuovo catalogo di Palinsesti articolato in tre quaderni dedicati alle esposizioni in corso.
L’obiettivo di Palinsesti

Un documento che, come la rassegna stessa, testimonia la vitalità e la capacità di San Vito al Tagliamento di essere crocevia di idee e di linguaggi, luogo di scambio tra passato e futuro. Con la sua pluralità di voci, Palinsesti si conferma un osservatorio sensibile sull’arte contemporanea, capace di unire ricerca, formazione e partecipazione pubblica.
Un progetto che negli anni ha costruito un’identità solida e riconoscibile, mantenendo però quello spirito di sperimentazione e apertura che ne ha fatto un unicum nel panorama italiano.
Le mostre di Palinsesti resteranno aperte fino all’11 gennaio 2026. Orari e informazioni: www.comune.san-vito-al-tagliamento.pn.it
















































































