“Come far rivivere il centro e la periferia”. A Reggio Emilia chiamano un economista veneto-friulano, ma serve davvero? Si buttano tonnellate di soldi pubblici per iniziative di fatto elettorali. Le interruzioni rituali ai colloqui di Vanni Zagnoli, basta guardare l’ultimo video, in cui eravamo a raccontare la vita e le opere del professor Stefano Micelli, quando è arrivata una bellina, una segretaria, una managerina, in mancanza dell’ufficio stampa, e lì è scattata la brusca intromissione: “Deve venire a fare un’intervista”.
Un’intervista “paradosso”

Con chi, che non c’erano giornalisti? Il mito Telereggio, con l’ex maestra Manuela Catellani, è apparsa solo prima del dibattito, con due domande a vari relatori, con il cameraman Raffaele Terenziani, che poi ha effettuato qualche immagine d’ambiente.
L’unico giornalista presente, l’unico a fare l’integralità degli eventi – ieri peraltro è stato registrato, chissà quando verrà diffuso -, trattato come sempre a pesci in faccia, per preservare la privacy di grandi e piccoli personaggi. Il nulla ben vestito, spesso, di chi fa il filtro, ma anche di gente pagata con i nostri soldi. Non è tanto il caso di questo economista friulano che ha studiato a Venezia, dove poi ha lavorato, come a Padova e a Udine, sempre in università, ma il discorso è generale.
Anzichè celebrare, autocelebrare, ingaggiare, converrebbe spendere meglio, centellinare i soldi pubblici.
Le richieste per far rivivere centro e periferia
Da anni chiediamo attenzione sulle strade private a uso pubblico, zeppe di buche, come la nostra via Berneri, a ponte Modolena, sulla via Emilia verso Parma. “Non ci sono soldi per le strade pubbliche, figurarsi per le altre”.
Ci sono, invece, in un anno milioni e milioni di euro buttati per organizzare tavole rotonde, eventi di cultura anche splendidi ma dalla minima audience.
Ancora, per rilanciare una città, va bene coinvolgere quanta più gente possibile, intesa come associazioni, anche per coinvolgerle ai fini elettorali, ma non è detto che serva un economista, un super esperto che suggerisce di realizzare coworking, ovvero luoghi che fungano da begli uffici collettivi, per chi non si può permettere – come chi scrive – un ufficio in centro storico, appunto. Ma tanto vale lavorare da casa.
Centro e periferia importanti, ma almeno un po’ di cortesia

Ah, finita l’intervista con Emily Corradini, la esplosiva social media manager del comune di Reggio nell’Emilia, è intervenuto Massimo Magnani per portarci via Stefano Micelli: “Deve venire a cena”.

















































































