La seicentesca Villa Contarini di Monselice si trova a pochi passi dal centro storico, sulla sponda sinistra del canale Bisatto. Costituiva la residenza estiva dei nobili veneziani come i Contarini, con stucchi veneziani, lampadari di Murano, specchi e archi nel piano nobile; inizialmente attorno alla villa sorgeva un vasto parco, svago e divertimento per i signori d’allora. Nel corso dei secoli ci hanno vissuto i Contarini, venduta poi al deputato Giovanni Carlo Avancini e dal 1928 di proprietà della famiglia Businaro; ora ci sono i fratelli Franco e Marco Businaro che stanno portando avanti la conduzione del prezioso palazzo, dal 1993 adibito a ristorante e pizzeria. Il ristorante Villa Contarini è ora aperto a tutti, con una cucina tradizionale e con buoni prezzi. Le sale “nobili”, sono adibite a pranzi di gruppo, banchetti e riunioni. Un successo continuo di questo ristorante dove lo chef Alessandro Verlich, 37 anni, ci lavora dal 2018, dando un’impronta di buona e “democratica” cucina.
Alessandro Verlich, come è nata questa sua passione per la cucina?

La passione l’ho avuta sin da quando ero un ragazzino. Osservavo chi cucinava e cercavo di comprendere i segreti per una ottima cottura o per la realizzazione di una ricetta che fosse vincente al palato. Sono nato a Este, sono un “autoctono” . Ho frequentato l’istituto alberghiero di Abano Terme, al termine di ogni anno scolastico – ma anche in tutti i periodi che potevo permettermi – ho lavorato nelle varie cucine del padovano.
Ora lei si trova a essere il capo-brigata del ristorante Villa Contarini…

Ci lavoro dal 2018, la passione e l’amore per la cucina è continuo. In questo ristorante i clienti e gli ospiti trovano una cucina del territorio, semplice e al tempo stesso genuina. Mi trovo bene e sono attorniato in cucina da bravi collaboratori.
Alessandro Verlich, con chi condivide le sue passioni? E quali sono i suoi hobby?
Mi piace, quando il tempo me lo permette, andare in palestra. Ho una fidanzata, si chiama Alessandra. Con lei mi piace condividere anche i sapori della cucina, Alessandra fa tuttavia un altro lavoro.
Un hobby che mi piace seguire è quello di coltivare il mio orto dove abito, a Solesino. C’è un po’ di tutto: dalle zucchine, alle melanzane, ai pomodori, al radicchio, compresa la qualità “rosa di Gorizia”.
Ci spiega questa “rosa di Gorizia”?

E’ il radicchio più pregiato e costoso (costa circa 30 euro al kg, ndr) dal bellissimo colore intenso e una forma a bocciolo che ricorda, proprio come dice il nome, una rosa preziosa ed elegante. Il suo sapore è deciso ma delicato, piacevolmente amarognolo e con una nota di nocciola, con una consistenza croccante. E’ riconosciuto come prodotto agroalimentare tradizionale del Friuli Venezia Giulia, è presidio Slow Food a Gorizia. Io riesco a coltivarlo nel mio orto a gennaio-febbraio, il clima influisce molto. Con la rosa di Gorizia ci posso fare anche lo spezzatino, senza pomodoro, un sapore straordinario.
In sala è presente il direttore di sala, Elio Nagy, che da’ i giusti consigli a chi desidera degustare un buon piatto. Nello stesso tempo è presente anche Franco Businaro, che volentieri si dedica a sfornare delle buone pizze…
Per i lettori di www.enordest.it Alessandro Verlich ci propone la ricetta delle tagliatelle con il radicchio Rosa di Gorizia e noci. Un piatto particolarmente interessante dove il protagonista è questo radicchio, non sempre facile a trovarsi. Si può sostituire con il classico radicchio di Treviso, il sapore sarà leggermente diverso, più sul dolciastro, tuttavia da provare!
Tagliatelle con il radicchio Rosa di Gorizia e noci

Ingredienti (per 4 persone). 4 radicchi Rosa di Gorizia, 1 scalogno, 250g di tagliatelle fresche, 30g di noci, prezzemolo, 1 spruzzata di brandy, olio evo, sale e pepe qb.
Preparazione
Prepariamo il soffritto adagiando in un tegame dell’olio extra vergine di oliva e lo scalogno tagliato a fettine. Prendiamo il radicchio tagliato fine e lo poniamo nel soffritto, aggiustandolo con il sale e aggiungendo del pope. Diamo poi una spruzzata di brandy che poi sfumerà. Nel frattempo in una pentola a parte cuciniamo la pasta. Una volta cotta ci mettiamo il condimento e, prima di impiattare, aggiungiamo solo in questo momento le noci frantumate percjè, oltre al contrasto di gusto, ci deve essere un contrasto di consistenza. Impiattiamo e aggiungiamo come decorazione una Rosa di Gorizia per abbellire il piatto.
Il vino in abbinamento

Abbiamo effettuato l’abbinamento a queste tagliatelle con la Rosa di Gorizia con un buon Teroldego Rotaliano DOC della cantina Cavit di Trento. Lo propone il direttore di sala del ristorante Villa Contarini Elio Nagy. E’ un vino deciso, sapido e di elegante equilibrio derivante dall’omonimo vitigno coltivato nella piana Rotaliana. Un rosso di 12,5 gradi, gradevole e bene abbinato a questo piatto.







































































