Gestisco due ristoranti: uno in Mestre di fronte al Casinò di Ca’ Noghera, l’altro in zona Cavallino Treporti. Prima di tutto esprimo la solidarietà a tutte le categorie colpite da questo dpcm; personalmente non so se mi rimangono forze per continuare le mie gestioni. Nessuno protegge chi lavora
Nessuno a tutelarci
Non sono assolutamente d’accordo con le chiusure imposte da chi non può capire come si è svolto il nostro lavoro durante questi ultimi mesi. Abbiamo consumato chili e chili di disinfettanti, abbiamo lavorato ore e ore con la mascherina, anche quando le temperature superavano i 35°.

Abbiamo speso soldi per sanificazioni e disinfettazioni, siamo stati molto attenti ai distanziamenti tra i clienti e questo ha comportato una forte riduzione dei posti a sedere. Abbiamo fatto alla lettera tutto quello che ci è stato chiesto, spesso anche di più. E di colpo la nuova mazzata. Sembra quasi che si cerchi un capro espiatorio da condannare.
Il paradosso
Un’altra cosa assurda e comica è che i bar e ristoranti devono chiudere mentre gli hotel possono servire cibi caldi! Questo la dice lunga sull’operato dei tecnici. Spezzo una lancia in favore delle palestre, massacrate senza motivo. Per non parlare di trasporto pubblico né tantomeno di trasporto scolastico.
Nessuno vigila su chi lavora bene
Ci sarebbero troppe cose da dire e ci sono troppe cose che non abbiamo capito e che nessuno finora ci ha spiegato o è riuscito a spiegare. Sia chiaro, non discutiamo sul problema della salute, sulla necessità di tutelare la salute di tutti e con i mezzi necessari. Ma uno Stato attento deve anche tutelare chi lavora con serietà, chi rischia in situazioni difficili. Chi è stato chiamato a sacrifici e ha risposto.
Una risposta

Un discorso semplice il nostro, la risposta dovrà essere altrettanto semplice, ma soprattutto chiara. La stiamo ancora spettando.







































































