Si è conclusa con una straordinaria serata dedicata a Chopin e con l’intensa, quasi sovrumana, interpretazione di Leonora Armellini, la nona edizione del Festival Pianistico Internazionale Bartolomeo Cristofori, promosso dall’Associazione Bartolomeo Cristofori. Un’edizione che ha confermato la crescita della manifestazione sul piano artistico, culturale e territoriale, rafforzando il progetto di fare di Padova, città natale di Bartolomeo Cristofori, un punto di riferimento sempre più riconoscibile nel panorama internazionale della cultura pianistica.
Il Festival

Dal 3 maggio, con il Cristofori Day, fino al concerto conclusivo del 28 settembre, il Festival ha proposto oltre 30 appuntamenti tra concerti, recital, incontri, progetti interdisciplinari, attività formative e iniziative diffuse tra Padova e il Veneto. Un programma costruito attorno al tema della “Rinascita”, filo conduttore di un’edizione dedicata al rapporto tra memoria e futuro, patrimonio e contemporaneità, tradizione e innovazione. La risposta del pubblico è stata particolarmente significativa: sale gremite e i concerti con gli interpreti di maggiore richiamo sempre sold out, hanno accompagnato un’edizione caratterizzata da una partecipazione attenta, calorosa e fortemente coinvolta. Anche la stampa e la critica musicale hanno seguito con continuità il Festival, sottolineando la qualità della proposta artistica e la capacità della manifestazione di costruire un alto dialogo tra grande repertorio e ricerca.
L’inaugurazione

A inaugurare il Festival è stato il pianista in residenza Lucas Debargue, protagonista al Teatro Verdi insieme all’Orchestra di Padova e del Veneto diretta da Giuseppe Mengoli, con il Secondo Concerto di Rachmaninov e la Quinta Sinfonia di Čajkovskij. La serata ha segnato anche il conferimento da parte dell’Associazione Bartolomeo Cristofori della seconda edizione del Cristofori d’Oro a Thomas Adès, compositore, pianista e direttore d’orchestra tra le figure più originali della scena musicale internazionale.
La vocazione del Cristofori si è confermata inoltre attraverso i progetti che mettono la musica in relazione con la comunità e con altri ambiti della cultura. “Musica senza barriere”, giunto alla seconda edizione, ha portato il pianoforte all’interno degli istituti penitenziari del Veneto; i progetti sociali, i BartoloKids, i BartoloTalk, i BartoloTour, gli aperitivi letterari e gli appuntamenti dedicati alla ricerca hanno ampliato ulteriormente la dimensione del Festival, trasformandolo in una piattaforma di incontro tra musica, scienza, arte, formazione e inclusione.
Il Progetto PA.FI.RO

Di rilievo il progetto PA.FI.RO. che ha inaugurato un nuovo percorso di collaborazione tra Padova, Firenze e Roma, unite dalla figura di Bartolomeo Cristofori: Padova, la città natale, Firenze con l’Accademia dedicata a Cristofori e Roma con il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali che conserva uno dei pianoforti costruiti dall’inventore padovano. Un progetto che guarda alla valorizzazione del patrimonio storico come punto di partenza per nuove forme di collaborazione culturale e istituzionale.
Il Festival chiuso da Chopin

A chiudere idealmente il percorso è stato ancora una volta il progetto Chopin, affidato a Leonora Armellini che con il concerto del 28 settembre ha raggiunto la sua nona tappa. Nella Sala dei Giganti di Palazzo Liviano, la pianista padovana ha affrontato un nuovo vertiginoso capitolo dell’integrale pianistica chopiniana.
Nicola Guerini e il Festival Pianistico Internazionale Bartolomeo Cristofori

«Si è conclusa la nona edizione del Festival Pianistico Internazionale Bartolomeo Cristofori, confermando la solidità di una visione che vuole mettere in relazione cultura, territorio e comunità per una dimensione sempre più internazionale – dichiara il Presidente dell’Associazione Bartolomeo Cristofori, il Maestro Nicola Guerini – Il tema della “Rinascita” ha rappresentato il principio ispiratore di un’edizione dedicata al dialogo tra patrimonio e contemporaneità, tradizione e innovazione. La presenza di artisti internazionali, tra cui il pianista in residenza Lucas Debargue, di studiosi, nuove commissioni e prime esecuzioni, insieme ai progetti formativi e di inclusione come “Musica senza barriere”, ha ulteriormente consolidato la vocazione multidisciplinare del Festival.
Il progetto PA.FI.RO. ha inaugurato un nuovo dialogo tra Padova, Firenze e Roma nel segno dell’eredità di Bartolomeo Cristofori, sviluppando nuove forme di collaborazione culturale e istituzionale. Con il conferimento della seconda edizione del Cristofori d’Oro a Thomas Adès abbiamo inoltre rinnovato il nostro impegno nel valorizzare personalità di assoluto rilievo della cultura musicale internazionale. Ma questa edizione ci lascia soprattutto la forza di una risposta straordinaria del pubblico, che ha riempito le sale e seguito con partecipazione ed entusiasmo il Festival, e l’attenzione di una stampa e di una critica musicale che hanno accompagnato il nostro percorso. A tutti loro va il nostro grazie. Un ringraziamento doveroso va alle istituzioni, ai mecenati, ai partner, agli artisti, ai collaboratori e a tutto lo staff che rendono possibile il Festival e un ringraziamento speciale va al pubblico, la cui partecipazione sempre più numerosa dà significato e continuità a questo progetto».
Il Festival con lo sguardo al decimo anniversario
Con lo sguardo già rivolto al decimo anniversario, il Festival Cristofori prosegue così il proprio cammino con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il legame tra Padova e la grande cultura pianistica internazionale, trasformando l’eredità di Bartolomeo Cristofori in un progetto contemporaneo, inclusivo e sempre più internazionale.










































































