Storie di cittadini biodiversi. Ogni volta che si verifica un incidente stradale gravissimo i cronisti di “nera” scrivono nei loro pezzi che “le strade uccidono”, e nei titoli “Strade killer”, con relativo elenco di persone ammazzate. Naturalmente, tutti sappiamo che le strade sono innocenti, e le colpe gravano sulle spalle dei guidatori.
Cittadini biodiversi davanti agli “alberi killer”

Leggendo i quotidiani (con repliche televisive) ci viene il sospetto che, forse, qualche giovane giornalista comincerà a parlare – anzi a scrivere – di “alberi killer”, protagonisti di incidenti spesso gravi. In effetti sono frequenti i crolli improvvisi di piante decorative, cioè di città, che sfondano muri, automobili, travolgono persone ignare, le quali scoprono con sorpresa la pericolosità degli “amici vegetali”. Dunque, certi alberi possono diventare un problema, una minaccia alla sicurezza. Si parla di piante che crollano anche in assenza di vento, portatrici di un male a volte non ignorato ma trascurato. Una volta a terra, mostrano le loro ferite. Scavati dentro, ma anche cresciuti in un terreno inadatto alla loro “corporatura”.
Cittadini biodiversi e il rispetto per gli alberi

Queste belle e sensibili creature che condividono il pianeta con la nostra specie (e con il resto del creato, dice il saggio) non sono vittime di una tempesta ma, piuttosto, di scarsa o superficiale attenzione da chi ha il compito di prendersene cura. Ci vuole cultura, civile empatia, considerando che loro, gli alberi delle nostre città, vivono in un habitat innaturale, tra cemento e asfalto. Questi pensieri sono stati provocati da un episodio di cronaca: la fotografia di un albero crollato addosso a più persone nel centro di Milano, con feriti e disagio per la comunità: il Corriere della Sera ha dato il massimo risalto alla notizia, cioè la prima pagina. Non sarebbe accaduto, probabilmente, in passato, ma oggi – e finalmente! – alla sensibilità civica si accompagna quella ecologica.
Il sogno dei Cittadini biodiversi

Del resto, proprio a Milano, il grande direttore d’orchestra Claudio Abbado aveva sognato la creazione di un manto verde, un polmone arboreo di un milione di piante, una vera Utopia verde che non serviva per abbellire la metropoli, ma per la vita. L’albero caduto, pertanto, va considerato come simbolo di una perdita importante per il corpo urbano di cui gli alberi, mi permetto di dire, sono cittadini diversamente attivi della città che li ospita. Belli e preziosi nella loro biodiversità.
Cittadini biodiversi e rispetto

Questa comune cittadinanza comporta da parte nostra una rispettosa attenzione alla popolazione vegetale, che si traduce, nei casi di pericolo, in allarme popolare lanciato verso le “competenti autorità”. Infatti, i vigili urbani erano stati informati dai passanti che quell’albero aveva assunto una inclinazione sospetta, ma com’era accaduto a Venezia qualche anno fa, chi di dovere non era intervenuto sollecitamente. Qualcuno negli anni si è sforzato di farci capire che noi e gli alberi siamo creature viventi, seppure con caratteristiche diverse, ma unite dallo stesso destino, e viviamo nella “casa comune” chiamata Terra.
Un libro per i Cittadini biodiversi

C’è un libro intitolato Biodiversi edito da Giunti e Slow Food nel 2015. Gli autori sono Stefano Mancuso e Carlo Petrini, due appassionati divulgatori. Potremmo dire che ogni albero che cade è un fratello in natura che perdiamo. Dice il poeta: questa fratellanza esiste perché siamo simili. Anche noi abbiamo radici, tronchi e rami che portano frutti.
La grande febbre

Non ricordo l’autore, ma la sua frase sì, che presto se ne andrà insieme all’estate dei record: “Il mondo ha la febbre alta”. Io la scriverei con una leggera modifica: “Il mondo a pezzi ha il febbrone”, e sono certo che i miei lettori la penseranno come me perché, detto in metafora, siamo come pinguini ammassati su frammenti di iceberg alla deriva nell’oceano: massima instabilità e orizzonte chiuso sul domani. Il mondo, dice il saggio, è guidato da uomini potenti e miopi.
Una febbre portata da noi

Pensieri troppo elevati? Non direi: il mondo non è solo geografia: siamo noi che lo abitiamo, anzi, lo usiamo. Sono secoli che ne sfruttiamo il suolo, le acque e, oggi più che mai l’aria, anzi, alla maniera di Francesco, sorella aria che è sottoposta a uno stress ulteriore, nel senso che, oltre agli scarichi industriali e automobilistici subisce l’attacco della guerra: milioni di bombe, gas tossici e incendi distruttivi delle costruzioni civili e industriali intossicano come mai era accaduto l’ambiente in cui viviamo. Un male di cui siamo autori e vittime.
La febbre della guerra

La guerra è sporca, fisicamente per le ferite che procura all’umanità, alla terra, e moralmente, per il sudiciume che inquina le nostre anime. Questo fattore guerra, che incide pesantemente sull’inquinamento del pianeta, non mi sembra adeguatamente considerato dai mezzi di comunicazione. I danni catastrofici all’ordine del giorno sono ridotti a soli numeri, quando è evidente che tali danni influenzano il nostro presente ma raggiungeranno anche le generazioni future.
Febbre e Vento

Intanto il vento, come ho scritto di recente, sta unificando, per assurdo, i vari pezzi di questo mondo nel peggior modo possibile, inquinando l’intera l’atmosfera del globo. Ma c’è anche un vento di follia che sconvolge le nostre menti, dai bambini ai vegliardi. Povero Homo sapiens, quel vento maligno sembra aver preso anche te.
Profumo di spose

(poesia)
Passi smemorati mi hanno fermato
davanti a una chiesa in festa.
Profumo terrestre di sposa
legava parole di un inno
al concerto delle campane
che spalancavano il mattino:
“Nell’alto dei Cieli” con il brusio
di conchiglia della piazza.
Non erano stormi di rondini
ma palpiti misteriosi di cuori.
Quasi una magia… quella sera
una sposa ha sorriso al futuro
e un’altra ha gioito nel ricordo.
Così oggi nel vecchio cuore
una bionda e una bruna
portano emozione e ricordo.
Quella sera, i cinque rintocchi
della torre antica hanno aperto
la via al dio alato, Amore,
e il tempo si è incantato.
Anonimo 26













































































