L’idea è di quelle che possono lasciare il segno e disegnare un futuro diverso e migliore per tutto lo sport veneziano. Venezia è una città dello sport che merita una valorizzazione diversa: ha storia, tradizione, come pochissime realtà al mondo sa di remi di ogni tipo, di vela, di nuoto e pallanuoto. E di calcio, di rugby, di atletica, persino di sci anche se può sembrare strano.
C’è stato un tempo in cui il basket al più alto livello si giocava nella Misericordia progettata dal Sansovino: canestri tra opere d’arte. E il Venezia è stato di nuovo promosso in serie A giocando nel campo di calcio più originale del mondo, il solo nel quale il pallone quasi sembra si calci sino all’acqua. Ma c’è il problema di attirare giovani, di portarli allo sport, di usare lo sport non soltanto come fabbrica di risultati a ogni costo, anzi come crescita, come sviluppo, come creazione di nuovi protagonisti della società.
Un’Accademia che nasce da Stefano Gorghetto
L’idea è di Stefano Gorghetto, veneziano, 72 anni, cestista di talento, per dieci campionati in A con la Reyer della quale è stato il più giovane capitano. Ottanta presenze nelle varie Nazionali, vicecampione europeo Under 17. Uno che si è battuto con i vecchi compagni di squadra per acquisire i diritto sportivi della fallita Costantino Reyer permettendo la continuità sportiva tra la società destinata a scomparire e quella rifondata. Oggi la Reyer è tra le squadre protagoniste del basket non soltanto italiano.
Chi è e la sua esperienza nello sport

Laurea in filosofia, specializzato in psicoterapia, esperienze con la Usl e con la Regione, ha deciso di unire i suoi sforzi con quelli di medici, sportivi e soprattutto col professor Bruno De Michelis che vanta la lunga esperienza col Milan Lab che ha permesso per anni a campioni come Gullit, Van Basten, Baresi, Gattuso, Maldini, Ancelotti di dominare in Europa e nel mondo. Da questa esperienza è nato il Venetian Lab.
Il progetto
Il progetto innovativo è chiamato Accademia Olistica Veneziana dello Sport (AOVS) che ha lo scopo di concepire lo sport non solo come semplice attività fisica e performativa, ma come strumento affidato alle scienze sociali per offrire risposte qualificate ai problemi di oggi.
Lo sport sull’esempio di Milan e Chelsea

Nel campo scientifico-performativo Venetian Lab replica le metodologie scientifiche sviluppate da De Michelis per il Milan e per il Chelsea nel calcio e nell’hockey sul ghiaccio in Canada. Si vuole portare ad eccellenza le prestazioni di chi fa sport e permettere di elevare la qualità della vita proteggendo la salute con una qualificata prevenzione.
Si affronteranno anche i problemi legati all’integrazione, quelli relativi alla disabilità e al bullismo

Ci sarà il dialogo col mondo femminile per far diventare realtà la parità di genere. Si vuole ridare ai bambini adeguati spazi pubblici. Insomma, un percorso che unisce sport e cultura e che ha bisogno di una azione della politica che possa assicurare la sopravvivenza e non solo delle piccole società sportive che sono l’anima di una città dello sport. In questa direzione anche la proposta di creare a Venezia un museo dello sport che possa raccontare una storia piena di campioni, di titoli, di storie.
Il dibattito

La proposta è stata fatta nel corso di un convegno tenutosi a Venezia nella Galleria Bartoux, ex cinema Accademia, davanti a un gruppo qualificato di sportivi e medici e docenti universitari. Molti gli ex cestisti della Reyer degli Anni Settanta; anche campioni che hanno da poco smesso come Denis Marconato colonna della Benetton e della Nazionale. A chiudere i lavori l’intervento di Ugo Bergamo ex sindaco di Venezia, ex parlamentare, ed ora promotore della lista “Venezia è Tua” che si presenta alle elezioni comunali nella coalizione del centrosinistra. Gorghetto col suo progetto dell’Accademia Olistica ha aderito alla lista di Bergamo.
Foto di Matteo Rioda






























