Nel cuore di Roma, capitale culturale e crocevia internazionale delle arti, la Strati d’Arte Gallery ospita la mostra personale di Arabella Vallone, confermando il ruolo della città come luogo privilegiato di dialogo tra linguaggi artistici contemporanei. L’esposizione, intitolata Un tesoro non ancora saccheggiato, si inserisce nel calendario culturale romano con un progetto espositivo che unisce dimensione intimista e ricerca espressiva contemporanea.
La mostra

La mostra è allestita presso la sede romana della galleria, in Via Sicilia 133, ed è aperta al pubblico dal 10 al 24 febbraio 2026. In questo contesto, Roma non è solo cornice geografica, ma parte integrante della narrazione artistica: città storicamente legata al cinema, al teatro e alle arti visive, rappresenta uno spazio simbolico coerente con il percorso personale e familiare dell’artista.
L’artista: musica, pittura e ricerca sul suono

Arabella Vallone è musicista, pittrice e autrice, oltre che ideatrice di un metodo originale di apprendimento del canto che integra dimensione vocale e benessere psicofisico, approccio che negli anni ha ottenuto riconoscimenti e diffusione tra performer e professionisti della voce. La sua ricerca nasce in un ambiente artistico e culturale di altissimo livello. È figlia dell’attore Raf Vallone e dell’attrice Elena Varzi, figure centrali del cinema italiano del Novecento.
Un tesoro non ancora saccheggiato nasce anche dal background ricevuto dal padre

Raf Vallone, attore teatrale e cinematografico di fama internazionale, ha lavorato in produzioni italiane e internazionali ed è stato protagonista di opere che hanno segnato la storia del cinema europeo. Questo background culturale ha influenzato profondamente la formazione dell’artista, portandola a sviluppare una visione multidisciplinare che unisce espressione sonora e visiva.
Dalla musica alla pittura: un percorso espressivo unitario

Parallelamente alla musica, Vallone ha coltivato fin dall’adolescenza la pittura come linguaggio necessario e spontaneo. La sua pratica artistica nasce in modo intimo, attraverso opere realizzate per contesti personali, per evolversi poi in un percorso più strutturato con ritratti e soggetti figurativi realizzati anche su commissione. La sua poetica si muove tra introspezione psicologica e dimensione simbolica, con una particolare attenzione all’universo femminile e alle sue stratificazioni emotive.
Il significato della mostra

Il titolo Un tesoro non ancora saccheggiato deriva da una definizione affettiva attribuitale dal padre, diventata nel tempo una chiave interpretativa della sua ricerca artistica: esplorare territori emotivi ancora inespressi. Dopo la scomparsa del padre, la pittura assume per l’artista una dimensione terapeutica e trasformativa, diventando spazio di elaborazione interiore dove immaginazione e memoria convivono in equilibrio.
Il percorso espositivo della mostra Un tesoro non ancora saccheggiato

La mostra presenta alcune delle opere più rappresentative della produzione recente dell’artista, caratterizzate da un uso espressivo del colore e da una costruzione scenica quasi teatrale. Tra i lavori più significativi emergono: “Yellow Sofa”, opera selezionata in contesti espositivi di rilievo, caratterizzata da una composizione luminosa e da una narrazione visiva centrata sulla dimensione emotiva e relazionale femminile. “Donna sfregiata”, presentata in contesti espositivi contemporanei, affronta il tema della violenza di genere attraverso una sintesi tra dolore narrativo ed eleganza formale e “Donna al bar”, grande tela che indaga la solitudine urbana e la dimensione introspettiva del quotidiano.
Roma come luogo simbolico dell’esposizione

L’esposizione romana assume un valore particolare anche per la vocazione internazionale della galleria, spazio concepito come laboratorio di sperimentazione artistica e comunicazione universale attraverso il linguaggio visivo. In questo senso, la mostra si inserisce nel panorama culturale della capitale come esempio di dialogo tra arti visive, musica e ricerca identitaria contemporanea.
Un tesoro non ancora saccheggiato e un’artista multimediale e contemporanea

Un tesoro non ancora saccheggiato restituisce il ritratto di un’artista autentica e multidisciplinare, capace di attraversare musica e pittura con la stessa intensità espressiva. Il risultato è un’esperienza visiva che invita lo spettatore a entrare in uno spazio emotivo sospeso, dove l’arte diventa strumento di protezione, rivelazione e consapevolezza.






























