Tutta la sua carriera calcistica si è “consumata” sulla sua amata isola. A parte tre chiamate da tre distinte società calcistiche rigorosamente tutte città marinare: Genova sia sponda rossoblu’ che sampdoriana e Napoli. La sua è stata una carriera, per così dire “casa e bottega”, visto che da casa sua, Selargius, allo stadio dove ha giocato una vita c’erano pochi minuti di strada. Luigi Piras conosciuto come Gigi a parte a Torres da ragazzino per soli tre mesi e poi a La Palma (quartiere cagliaritano che portò grazie ai suoi gol in serie C2 a fine carriera) da Cagliari mai si è mosso. E tra serie A e B, più le Coppe è il secondo marcatore di sempre con 104 gol dopo un altro “Gigi”, che non ha bisogno di presentazioni: parliamo chiaramente di Riva. Era una seconda punta, quelli che all’epoca avevano il numero 11 sulle magliette.
Piras, ma è vero che ancora minorenne a causa di un suo gol spettacolare si beccò un rimprovero da Rombo di Tuono?

“Al mio primo ritiro a 17 anni con Edmondo Fabbri allenatore, durante la partita del giovedì. Il mister schiera due formazioni: Domenghini, Riva e il sottoscritto, nell’altra Maraschi Gori e Nenè .Ad un certo punto dalla sinistra Domenghini crossa e io faccio gol ad Albertosi al volo di destro all’incrocio dei pali. Sento una voce con l’accento lombardo che mi dice “ue ragazzo da lì si crossa” . E replico: “Scusa Gigi l’ho colpita male”. Però lui era molto gentile regalava a noi ragazzi perfino gli scarpini della Valsport “
Non può evitare di raccontarci il “suo”Riva

Ho giocato quattro anni con lui e con buona parte di quella squadra che conquistò lo scudetto 55 anni fa. Come calciatore non c’è discussione. Sapevi che con lui iniziavi le partite già in vantaggio di un gol. Dovevi giocare per lui. Carattere chiuso poi l’ho avuto da dirigente. Di parole non ne sprecava tante, però prima di entrare in campo sapeva incoraggiarti”.
Piras, che effetto le ha fatto giocare a 17 anni con certi “nomi” diciamo pure tra i migliori dell’epoca?

“Facevo le partite del giovedì con loro, mi pareva di sognare. Vorrei raccontarvi questa. Ricky Albertosi un giorno a pranzo mi chiede se bevo vino a tavola. Io rispondo “signor Albertosi no”. Mi fece seder vicino a lui e versare del vino nel mio bicchiere. Poi se lo beveva lui”.
Dopo Riva lei ha giocato con altri due attaccanti niente male. Pietro Paolo Virdis campione d’Europa con la maglia del Milan e Franco Selvaggi che fece parte della rosa dei 22 giocatori che vinsero il campionato del mondo in Spagna nel 1982.

“Con Virdis siamo nati assieme e dormivamo assieme. Pietro sembrava svogliato ma aveva colpi da campione, controllava bene la palla e vedeva la porta. Selvaggi? Fortissimo tecnicamente rapido e quando ti puntava ti saltava sempre. Se è stato convocato con gli azzurri per il mondiale vuol dire che lo meritava”.
Piras, e tra quelli che hai affrontato? Chi sono stati i migliori tra stranieri e italiani.


“Diego Maradona, Michel Platini e Paulo Roberto Falcao fra gli stranieri. Il migliore degli italiani contro cui ha giocato è senza dubbio Gaetano Scirea un signore in campo mai una parolaccia. Odiavo Collovati che mi faceva cadere all’indietro, ma era forte. Mauro Bellugi un giorno mi fece un tunnel e se andò, se l’avesse fatto a Francesco Casagrande….Come attaccante dico Bruno Giordano calciare come lui ho visto poca gente”.
E stranieri che hanno giocato con lei?

“Il peruviano Julio Cesar Uribe gran giocatore peccato con difficoltà caratteriali. Nel calcio c’è gente che va accarezzata altra che va presa a calci in c….Uribe andava accarezzato”.
Piras, il ricordo più bello?
“L’esordio in serie A. Battemmo la Fiorentina con un mio gol a Cagliari. Avevo 19 anni. Tutti mi volevano intervistare. Bobo Gori mi diede un passaggio in piazza Repubblica dove c’era il pullman e me ne tornai a Selargiu a casa”.
Altri ricordi? Lei è uno specialista nei diciamo “dispetti” alle grandi
Il gol alla Juve in coppa Italia nel 1987 a Torino che ne decretò l’eliminazione. E dire che eravamo retrocessi in C1. All’andata fini 1-1. Al ritorno ero arrabbiato in panchina. Il mister mi dice di scaldarmi per entrare. Il massaggiatore Domenico Duri mi carica: “dai fagli vedere cosa sai fare”. Esplode la curva dei nostri tifosi al mio ingresso e segnai poco dopo, minuto 83. Quel gol salvò il Cagliari dal fallimento. Poi incontrammo il Napoli di Maradona che ci eliminò”.
Piras, anche quel San Valentino del 1982 non fu un bel pomeriggio per i tifosi interisti. Inter Cagliari 1-3 con doppietta di Piras…..
Ride “Li ricordo bene . Vengo da una famiglia di interisti. Lunedì dopo la partita vado a trovare mia mamma e mio zio Gianni interista che mi dice “non potevi aspettare di segnarli alla Juve quei due gol”
Oggi in giro c’è un Gigi Piras?

“Ho visto la semifinale dell’Italia femminile agli Europei contro l’Inghilterra. Mi sono visto nella centravanti delle donne, Girelli. L’ho guardata attentamente che faceva il semi cerchio. Forse nei maschi mi vedo in Rategui, barcolla un po’ come me, spostavo la testa da una parte all’altra ingannando gli avversari”
Piras, qualche ricordo dei suoi Allenatori?

“Mario Tiddia di poche parole. Poteva fare molto di più, intuiva ed era concreto. Gustavo Giagnoni per personalità aveva allenato anche fuori della Sardegna. Aveva allenato calciatori del calibro di Paolo Pulici, Ciccio Graziani e Gianni Rivera e ben sapeva rapportarsi con la stampa”

Il libro su Piras “Una vita in rossoblu’” uscito l’anno scorso per i suoi 70 anni è stato scritto da Pietro Marongiu e verrà presentato a Udine da un circolo di sardi.
Oggi Piras ha un’azienda di stampe e serigrafie con i fratelli e si occupa della contabilità
Quando un’intervista su www.enordest.it fa il giro d’Italia
Grazie alla bravura dell’autore e del redattore esperto in SEO e SEM di http://www.enordest.it un articolo su un giornale letto da 350.000 persone al mese fa il suo “Giro d’Italia”. Ecco un esempio
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L’ex attaccante del Cagliari, Luigi Piras, ha voluto onorare la memoria del grande Gigi Riva in un’intervista rilasciata a www.enordest.it. Piras, che ha avuto il privilegio di condividere il campo e lo spogliatoio con Rombo di Tuono, ha offerto un ritratto intimo e toccante, che va oltre la semplice ammirazione sportiva per abbracciare la figura dell’uomo e del leader silenzioso.
Intervistato da www.enordest.it , Gigi Piras ha ripercorso la sua carriera, ricordando compagni di squadra e avversari. Così, l’ex bandiera del Cagliari: “Con Virdis siamo nati assieme e dormivamo assieme. Pietro sembrava svogliato ma aveva colpi da campione, controllava bene la palla e vedeva la porta. Selvaggi? Fortissimo tecnicamente rapido e quando ti puntava ti saltava sempre. Se è stato convocato con gli azzurri per il mondiale vuol dire che lo meritava”.







































































