Fabrizio De Andrè non è mai morto. Le sue parole, i suoi pensieri, la sua poetica, vivono ancora nelle note delle sue canzoni che ieri sera sono echeggiate davanti a un folto pubblico al Vapore grazie alla maestria dei Fab Ensemble, gruppo musicale nato dall’amore per Faber più di 20 anni fa e che ieri notte ha fatto cantare e battere le mani a un centinaio di spettatori. Un viaggio attraverso la vita del grande cantautore genovese, poi adottato dalla Sardegna con omaggi a tutti gli artisti che hanno collaborato con lui come Ivano Fossati o De Gregori o ai quali si è ispirato come Bob Dylan.
Chi sono i Fab Ensemble

è un gruppo musicale nato alla fine del 2002 e dedicato soprattutto alla reinterpretazione delle canzoni di Fabrizio De André. Ha iniziato l’attività concertistica nel 2003 con lo spettacolo Come una specie di sorriso. La formazione attuale comprende:
- Marino Brasi – chitarra elettrica e voce
- Luciano Marini – basso, contrabbasso elettrico e voce
- Giorgio Baldan – batteria e percussioni
- Martino Tosetto – filarmonica
- Valerio Bonotto – voce.
I Fab Ensemble e il rapporto con De André


Il Fab Ensemble non si limita a eseguire le canzoni di De André come una semplice cover band: il progetto nasce dalla volontà di reinterpretarne testi, atmosfere e musiche attraverso nuovi arrangiamenti. Nel 2006 ha affrontato integralmente Storia di un impiegato, uno degli album più complessi e narrativi di Faber. Il primo vero concept album della storia della musica italiana. Nel 2008 ne è stato pubblicato il CD StoriE di un impiegato. Nel 2013 il gruppo ha inoltre ricevuto il Premio della Critica al II Festival Risonando De André, manifestazione diretta da Pier Michelatti, storico bassista di De André. Il loro percorso comprende anche concerti all’estero, tra cui una tournée in Danimarca, e partecipazioni a importanti rassegne dedicate a De André. Un aspetto interessante, soprattutto per la realtà veneziana, è la presenza di Luciano Marini, bassista del gruppo e anche vignettista con lo pseudonimo ElMe. Nel 2025 https://www.enordest.it di cui è ormai collaboratore fisso lo presenta proprio come musicista del Fab Ensemble e autore di vignette di satira sociale e politica, con una sua personale rubrica.
Proprio con Luciano Marini inizia la nostra chiacchierata

Luciano con i Fab Ensemble portate in giro per l’Italia e all’estero il pensiero di Fabrizio De Andrè. Quanto è ancora attuale?
“Moltissimo. Soprattutto nel periodo così difficile e complicato che stiamo vivendo. Lui, anarchico, lontano dalla politica, anche nell’albume che per molti è un album politico come Storia di un impiegato, lui si tira da parte e continua a cantare i deboli, gli indifesi, gli ultimi, quei “reietti” che la società anche moderna considera un fastidio. Se si leggono i suoi testi si può ben capire quale sia stato il suo rapporto con i potenti (mai esistito), con la chiesa, o meglio, con la sua personale visione della chiesa. Credo che se fosse ancora vivo e potesse tenere un concerto le sue parole smuoverebbero molte coscienze”
Luciano, con i Fab Ensemble, state allestendo uno spettacolo per portare sul palco tutte le canzoni in cui Faber ha collaborato con altri cantanti, si è ispirato o, addirittura, fatto scrivere testi. Perchè?

“Per far capire non solo quanto questo grandissimo cantautore sia ancora attuale ma anche quanta cultura ci fosse alle sue spalle, dalla musica medievale a quella più moderna, come sapesse cogliere gli spunti per cantare gli ultimi da un autore francese o inglese o italiano o anche prendendo solo spunto dai vangeli apocrifi o guardando all’attualità del suo tempo. Senza mai perdere di vista la sua poetica e la sua voglia di cantare gli “ultimi””.
Luciano, secondo te Fabrizio andrebbe studiato a scuola?
“La risposta è semplice: SI! Perchè non è solo un cantante, è un poeta, un narratore, i suoi testi non hanno nulla da invidiare a un Dylan che ha vinto il Noble per la Letteratura o a un Dario Fo che ha ricevuto lo stesso premio. Basta ascoltare le sue parole e ci possono venire in mente autori come Cesare Pavese, Calvino, Svevo, persino Pirandello. Allora perchè non inserirlo nei programmi di letteratura del triennio superiore?”
Luciano, il tuo album preferito e la tua canzone preferita di De Andrè?

“Oddio…fosse facile scegliere tra tanti capolavori! E’ come chiedermi quale capolavoro preferisco dentro al Louvre, al British Museum, o a Roma. Se proprio devo rispondere allora dico come album “L’indiano” e come canzone “Verranno a chiederti del nostro amore” che, a livello giornalistico odierno, è un ritratto fedele di quanto sta accadendo a questa Italia. Comunque, ripeto, è una domanda alla quale si potrebbe anche non dare risposta”
Il gran finale















































































