C’erano tutti. Trentasei candidati, trentasei storie, trentasei volti uniti sotto il simbolo della lista civica Venezia è Tua, stretti attorno al candidato sindaco Andrea Martella in una serata carica di emozione, entusiasmo e speranza. Un momento autentico, intenso, quasi solenne, aperto proprio da Andrea Martella, visibilmente commosso mentre riceveva un’opera unica donata dalla lista.
L’intervento di Martella

“Ringrazio tutti voi per l’impegno che avete già dimostrato e per quello che continuerete a mettere in campo quando governeremo il Comune. Ringrazio Ugo per la straordinaria capacità di avervi uniti tutti. Questa lista è fatta di esperienze immense, di competenze vere, ma soprattutto di persone che hanno scelto volontariamente di mettere energie, passione e professionalità al servizio di Venezia e Mestre. Venezia è Tua non nasce nei palazzi della politica, non nasce da accordi di corrente o da strategie di partito. Nasce dall’amore autentico per questa città. Nasce dalle sue ferite, dalle sue speranze, dalla voglia di rialzarsi.
È una lista libera, indipendente, fatta di cittadini che hanno deciso di non restare più a guardare mentre Venezia e Mestre venivano impoverite, svuotate, lasciate sole. Qui non contano le appartenenze. Conta soltanto il futuro della nostra comunità. Ed è per questo che ammiro profondamente il lavoro di Venezia è Tua. Questo Leone, simbolo immortale di Venezia, volerà sopra di noi nei prossimi cinque anni e ci guiderà nel compito più difficile e più bello: restituire futuro alla nostra città. Grazie Ugo. Grazie Venezia è Tua. Perché avete dimostrato che i fatti valgono più di mille parole e più di mille simboli di partito.”
Un commosso Bergamo risponde a nome di Venezia è Tua

Parole accolte da un lungo applauso e dall’emozione palpabile di Ugo Bergamo, che ha risposto con voce ferma ma profondamente coinvolta: “Esiste un momento esatto in cui una città smette di essere solo una mappa geografica e torna a essere una comunità. Quel momento è adesso. Dopo undici anni di amministrazione Brugnaro-Venturini che ha confuso la gestione pubblica con un bilancio aziendale e la complessità di un ecosistema unico al mondo con un parco a tema, Venezia e Mestre si scoprono nude, in affanno, sfinite. Non è solo una questione di numeri, sebbene i dati sulla fuga dei residenti, sul turismo cannibalistico, sull’insicurezza percepita e reale e sul deserto lavorativo gridino vendetta.
È una questione di anima. Ci consegnano due città sorelle diverse, eppure indissolubili bloccate in un’apnea creativa e sociale. Per questo, oggi, non serve l’ennesimo cartello elettorale. Non serve una coalizione nata nei corridoi romani dei partiti, fatta di veti incrociati e geometrie polverose. Serve qualcosa di mai visto: una coalizione di volenterosi. La vera discontinuità non si fa cambiando i nomi sulle poltrone, ma cambiando il vocabolario, cambiando totalmente la narrazione.
Come è nata Venezia è Tua

Questa alleanza non chiede a chi vi aderisce da dove viene, ma dove vuole andare. Riunisce l’artigiano di Castello e l’operaio di Marghera, il ricercatore universitario e il commerciante di Mestre, uniti da un’unica e assoluta urgenza: la difesa e lo sviluppo del nostro territorio. Non contano le appartenenze. Conta Venezia, conta Mestre. Conta l’idea che la politica debba smettere di essere “proprietaria” della città e tornare a esserne la custode. Laddove la giunta uscente ha fallito per mancanza di visione, riducendo tutto a una gestione dell’ordinario (e spesso nemmeno di quello), la coalizione dei volenterosi propone scelte coraggiose per un ribaltamento radicale.
Dalla monocultura turistica alla “Città della Conoscenza” (Venezia non può essere un museo a cielo aperto a pagamento. Deve diventare la capitale mondiale della transizione ecologica e marina, attirando università, start up, centri di ricerca e offrendo sgravi fiscali per chi decide di aprire attività ad alto valore tecnologico e artigianale); Dallo spopolamento al “Diritto all’Abitare” (Politiche d’urgenza per il lavoro e la residenzialità, bloccando la proliferazione selvaggia di affitti turistici e riconvertendo il patrimonio immobiliare pubblico per le giovani coppie, gli studenti e i lavoratori. Venezia torna a essere viva se si sentono di nuovo i passi dei bambini nelle callette, non solo il rumore dei trolley);
Mestre come cuore pulsante, non come dormitorio (Mestre deve smettere di essere il “retrobottega” di Venezia o una terra di nessuno preda del degrado e della microcriminalità. Serve un piano shock per la sicurezza che parta dal basso: illuminazione, presidio del territorio, ma soprattutto cultura, trasporti efficienti h24 e la rigenerazione dei quartieri attraverso lo sport e l’associazionismo); I trasporti e i servizi come legante sociale (Una rete di trasporti pubblici che non penalizzi chi vive e lavora qui per fare cassa sui turisti. I servizi socio-sanitari e comunali devono tornare vicini al cittadino, digitalizzati ma umani).
Cosa vuol fare Venezia è Tua

Oggi non si vota contro qualcuno, si sceglie per qualcosa. La parabola di Brugnaro e Venturini si chiude lasciando una città stanca, ma non vinta. “Venezia e Mestre non hanno bisogno di un amministratore delegato. Hanno bisogno di visionari pragmatici. Di persone che abbiano il coraggio di guardare oltre la prossima stagione turistica e di piantare alberi all’ombra dei quali siederanno i nostri figli.” La coalizione dei volenterosi è aperta. Non chiede tessere di partito, chiede competenza, amore viscerale per questa terra e il coraggio di dire che un altro futuro è possibile. È tempo di scrivere una storia nuova. E la penna, finalmente, è nelle mani dei cittadini”.































