Diventare docenti? Un sogno per molti, un percorso a ostacoli spesso insuperabili per molti. Tra concorsi che non guardano al merito, percorsi (a pagamento) per l’abilitazione, graduatorie legate a un algoritmo e non al merito, quesiti che spesso confondono gli stessi aspiranti docenti. Senza contare i vari ricorsi, i ritardi del Ministero e la mancata considerazione del curriculum vitae dell’aspirante insegnante. Come muoversi in questo labirinto? Lo abbiamo chiesto in esclusiva per www.enordest.it al segretario provinciale SNALS di Venezia, il Prof. Libero Savastano, appena rieletto per il prossimo quinquennio
Savastano ci spiega brevemente in cosa consistono i percorsi abilitanti da 60, 30 e 36 CFU per l’insegnamento?

«Metto l’accento su alcune criticità che potrebbero complicare l’approccio dei docenti rispetto alla partecipazione. È importante sottolineare che i bandi pubblicati e prorogati fino al 19 gennaio riguarderanno le seguenti categorie di corsi: percorso da 60 CFU/CFA, destinato a tutti i laureati o diplomati nelle classi di concorso ITP; Percorso da 30 CFU/CFA – Riservato ai partecipanti del concorso straordinario bis; percorso da 30 CFU/CFA – destinato a insegnanti con almeno 3 anni di servizio negli ultimi cinque (incluso 1 anno specifico), nelle scuole pubbliche o paritarie; percorso da 30 CFU/CFA – riservato agli insegnanti di tre anni di servizio che sono risultati vincitori di concorso per neoassunti; percorso da 36 CFU/CFA – Riservato a insegnanti vincitori di concorso con 24 CFU/CFA ottenuti entro il 31 ottobre 2022 o per ITP vincitori non abilitati. I bandi stabiliranno un numero limitato di posti, quindi si tratta di un accesso a numero chiuso. Questo implica che gli interessati dovranno presentare le loro domande e verrà stilata una graduatoria basata sui posti disponibili e sui titoli presentati».
Ma i percorsi abilitanti non dovrebbero essere alla portata di tutti i docenti e, soprattutto, essere in linea con le esigenze della scuola e delle iscrizioni alle GPS?

«A fronte di quanto evidenziato dal segretario, sottolino la gestione ed i troppi ritardi nell’attivazione dei percorsi».
Savastano hanno qualche importanza anche l’insufficienza dell’offerta formativa rispetto ai veri bisogni, in particolare nelle regioni del Nord e per le attività di sostegno?

«L’incertezza per gli abilitanti e sul come questi potranno inserirsi nelle graduatorie e per l’intersezione tra i nuovi percorsi, i 24 CFU e i concorsi e la mancanza di chiarezza sulla selezione dei tutor e sulla gestione dei tempi, onde evitare il rischio di ostacolare gli abilitanti nell’usufruire immediatamente dei titoli per le graduatorie, sono solo alcuni esempi delle criticità che i percorsi abilitanti hanno. Le segnalazioni menzionate, sono solo una parte dei problemi che se non affrontati con oculatezza, potrebbero rallentare il processo ed il normale percorso dei corsi. La nostra posizione è in sintonia con la linea nazionale dello SNALS, con una particolare attenzione ai nostri iscritti e tutto il personale docente della provincia di Venezia».
Dunque, si evidenziano criticità, disparità e ritardi, rigettando accuse che indicano i sindacati di responsabilità che sono proprie delle disfunzioni ministeriali?

«Ribadisco la mia disponibilità e impegno dell’intero apparato sindacale SNALS Venezia a sostenere e agevolare il personale scolastico iscritto e non iscritto che avesse incertezze in merito».
Accenniamo al fatto che ancora non sono uscite le soglie di sbarramento per chi ha partecipato e passato lo scritto dell’ultimo concorso PNRR?

«Questo grave ritardo sta mettendo in difficoltà tutti gli insegnanti che ne hanno preso parte, soprattutto in vista del rinnovo a maggio delle graduatorie GPS. Una soluzione? Al momento armarsi solo di sana pazienza».

















































































