Le foto di Alexandra Mitakidis, attualmente esposte alla libreria Coop di Mestre, rappresentano un salto mortale, un incredibile corto circuito tra visione espressionista e pop art. Sono immagini di città, angoli veneziani rivisitati, acque triestine, lacerti di archeologia industriale, di cui si mette a nudo la griglia cromatica. Profumano di competenza, ma sono anche imprevedibili; stravolgono l’unità di misura della percezione che si fa componente seriale. Il processo di postproduzione a cui Alexandra sottopone i suoi scatti, dilavando o accentuando le tinte, facendole brillare di uno scoppiettio ardente, mi ricorda assai da vicino la concreta sostanza sonora dei Klavierstücke I-XI di Karlheinz Stockhausen, di cui condivide un artigianale, fascinoso empirismo.
La maestria di Mitakidis

Ci vuole maestria e competenza nello sperimentare: infatti Mitakidis – classe 1964, triestina – ha alle spalle una lunga esperienza con l’obiettivo fotografico. Fin dall’adolescenza, infatti, incoraggiata e seguita dal padre, prende confidenza con le tecniche e le inquadrature. Con il tempo, la passione si trasforma in autentica esigenza espressiva: partecipa a concorsi internazionali, fino ad essere segnalata nel 2016 dal prestigioso “LensCulture Magazine”. Un’attività poliedrica: copertine di libri, video, splendidi haiku illustrati, documentazione di eventi culturali. Sempre gentile, introspettiva, discreta.
Un mondo di colori




I suoi caleidoscopi sovraesposti posseggono un’esistenza intersoggettiva: esistono in relazione con la potente vibrazione che suscitano nel fruitore. Credo sia per questo che i lavori di Alexandra portano con sé le contraddizioni del mondo, non ne sono semplicemente specchio. L’aspetto estetico e l’aspetto sociologico della raffigurazione sono indissolubilmente intrecciati, e questa doppia implicazione è reale solo se considerata dialetticamente. Non visualizzazione piatta, quindi, né identificazione concettuale; piuttosto una sorta di cristallizzazione interpretativa a posteriori.
Un ponte tra l’artista e la natura




È lì che Mitakidis appone la sua firma più sincera: questione di timbro, di fantasia e creazione. Questione di radici ideali, perché la familiarità ventosa della sua Trieste, l’adesione emotiva ai luoghi rendono riconoscibili gli scenari anche se trasfigurati. Le foto di questa artista a tutto tondo sono edifici sinestetici, oltre a possedere una valenza storica. Tuttavia, non si può parlare di pura tecnica: il viraggio, la trasformazione costituiscono piuttosto un ponte tra Alexandra e la natura, tra l’Io e il mondo.
Mitakidis e il suo delicato equilibrio

Esiste un equilibrio delicato (e talvolta precario, da difendere ad ogni costo) tra il riconoscimento delle convenzioni, delle reminiscenze stilistiche da un lato e, dall’altro, l’indipendenza che l’autore deve garantirsi. Alexandra mette in atto una sorta di trasmutazione alchemica, in cui i testi che compongono il suo universo ideativo vengono sublimati in prodotto esclusivo. È un processo continuo di selezione e revisione, ma anche un invito ad oltrepassare la soglia del conosciuto. Perché ogni visione ha bisogno di consapevolezza, ma anche di oblio.
Informazioni
Alexandra Mitakidis
Realtà in ricordi e visioni
Foto di luoghi fisici e mentali
Libreria Coop, piazza Ferretto 66
Mestre- Venezia
Fino al 4 dicembre 2025
Orario continuato.
©Foto Alexandra Mitakidis


















































































Alexandra è un forza incredibile