Bioeconomia per lo spazio, anzi per la Luna perché ormai siamo vicini alla realizzazione di stazioni permanenti sul nostro satellite con presenza di astronauti per lunghi periodi. Tra le tante sfide anche quella di rendere le stazioni lunari il più possibile autosufficienti per trattamento di rifiuti e reflui e recupero di energia, grazie a ciclo di bioeconomia circolare.
Un progetto mirato alla Luna

Il tema del progetto BioMOON, chesi inserisce nel settore d’interesse C–Sistemi biorigenerativi e di riciclo rifiuti per la Luna nell’ambito dei finanziamenti promossi dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), è stato al centro del terzo webinar, promosso da Gruppo Veritas e Dipartimento di Scienze Ambientali Università Ca’ Foscari di Venezia in occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti.
Assessora Mar (Venezia): “siamo laboratorio d’eccellenza”

Per l’assessora del Comune di Venezia, con delega all’Università, Paola Mar, si tratta di un progetto che vede Venezia all’avanguardia: “Iniziative di ricerca avanzata che creano anche un modello di sinergie tra il Green Propulsion Laboratory (GPLab) di Veritas e le università di Venezia e di Padova insieme ad enti internazionali come l’Agenzia spaziale italiana (ASI). Va sottolineato però che gli studi per il recupero delle risorse nelle stazioni spaziali producono risultati spendibili anche per la rigenerazione di simili processi di bioeconomia qui sulla terra.
Venezia può dirsi quindi sempre all’avanguardia anche nella storia per la ricerca e l’applicazione di soluzioni innovative. Siamo l’11esima città italiana per popolazione e la 16esima per estensione, ma restiamo ai primi posti per raccolta differenziata e abbiamo in centro storico un sistema di raccolta rifiuti porta a porta di elevata qualità. Fin dai tempi della Serenissima, Venezia ha sempre affrontato sfide enormi come alla fine del 1500 la deviazione di 4 fiumi al di fuori della laguna per evitarne l’interramento. Proprio quest’anno abbiamo inaugurato la Piattaforma Microlife al GPLab Veritas in collaborazione con l’azienda EIE leader nel settore dell’aerospazio. Questi sono elementi che dimostrano il processo di autentica riconversione del polo industriale di Porto Marghera e la capacità di sviluppare nuove visioni anche a partire dalle attività della Fondazione Venezia Capitale della Sostenibilità”.
Selezionati i progetti di educazione ambientale Veritas


L’iniziativa “Acqua e rifiuti, le sfide della sostenibilità da Venezia alla luna”, giunta quest’anno alla sesta edizione, dall’avvio nel 2020, è stata realizzata, grazie alla collaborazione tra Riccardo Seccarello, responsabile Comunicazione Veritas, e Cristina Cavinato, delegata terza missione Dipartimento di Scienze Ambientali di Ca’ Foscari. L’area Comunicazione Veritas promuove molteplici attività di educazione Ambientale realizzate da Veritas che coinvolgono ogni anno oltre 10mila studenti di scuole del territorio di ogni ordine e grado. I progetti di Veritas sono stati selezionati da Alleanza per la Sviluppo Sostenibile (ASVIS), tra i 224 presentati e faranno parte del “Rapporto buone pratiche del territorio 2025-2026”: “Salta a Bordo” camion della raccolta rifiuti nelle piazze per la gioia di bambine e bambini; “Eduché, Differenzié, Riutilisé”, spettacolo gratuito commissionato al duo di cabaret Carlo&Giorgio; “A scuola con gli Ecoeroi”, lezioni in classe con i supereroi ideati dai formatori della multiutility veneziana.
All’incontro, tenutosi il 18 novembre scorso, hanno partecipato oltre una settantina di studentesse e studenti dell’istituto industriale Pacinotti di Mestre (con le professoresse Elena Scattolin, Lara Collodel e Francesca Mancini), dei licei Stefanini di Mestre (con la professoressa Chiara Serra), del liceo Berto di Mogliano (con il professor Francesco Paloschi) e del liceo Majorana di Mirano (con la professoressa Alessandra Scarpa), insieme a rappresentanti di enti e associazioni del territorio sugli obiettivi dell’Agenda Onu 2030.
Tassinato (GPLab veritas): “allo studio una bioraffineria nello spazio con sguardo alla Luna”

“Le tecnologie di economia circolare a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) riescono a riciclare fino al 90% dell’acqua e a recuperare il 42% dell’ossigeno dall’anidride carbonica prodotta dagli astronauti, ma non sono ancora in grado di produrre cibo autonomamente, richiedendo l’adozione di processi biologici. Per questo progetti come BioMOON sono importanti – ha spiegato Graziano Tassinato, responsabile del Green Propulsion Laboratory (GPLab) di Veritas (finanziato dal Ministero dell’Ambiente in collaborazione con Regione e Comune)-.
Il nostro centro è capofila e responsabile scientifico del progetto BioMOON, che vede la partecipazione dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e dell’Università di Padova. La ricerca, della durata di tre anni e avviata nell’estate del 2024, si concentra sulla progettazione e realizzazione di una bioraffineria per il recupero e la valorizzazione degli scarti delle comunità spaziali. L’obiettivo finale è la creazione di una piattaforma di bioraffineria spaziale capace di gestire autonomamente risorse e scarti, garantendo energia, ossigeno e cibo per le comunità spaziali e offrendo al contempo soluzioni innovative per la sostenibilità ambientale anche sulla Terra.”
Cavinato (Ca’ Foscari): “prodotti alimentari derivati dalla biomassa delle microalghe”

“In BioMOON, un’attenzione particolare è data allo studio di processi sostenibili per produrre biomassa formata da microalghe – ha affermato Cristina Cavinato, professoressa associata di chimica Università Ca’ Foscari di Venezia, che ha collaborato all’iniziativa promossa con Veritas, fin dal 2020. – Le microalghe (ed i cianobatteri) sono da sempre conosciute ed utilizzate in ambito alimentare per le loro note proprietà nutrizionali: contenuto proteico, presenza degli amminoacidi essenziali e di grassi buoni come omega 6 e omega 3. All’interno di BioMOON stiamo sperimentando ed ottimizzando la crescita di due tipi di microalga (la più nota Arthropsira platensis, conosciuta comeSpirulina e già commercializzata, e Chlorella) all’interno di matrici commestibili. L’obiettivo è ridurre al massimo l’utilizzo di acqua ed ottimizzare il processo, utilizzando l’anidride carbonica proveniente dai gas di scarto generati nella base, tra cui anche la CO2 degli altri processi biologici che stiamo studiando.”
Stoppato (Università Padova): “la sfida produzione e stoccaggio di energia sulla Luna”

“Nell’ambito del progetto BioMOON si studia un aspetto molto importante, nella prospettiva di future missioni di lunga o lunghissima durata sulla luna – ha sottolineato Anna Stoppato, professoressa di ingegneria dell’energia Dipartimento Ingegneria Industriale Università di Padova -. Non sarà, infatti, più pensabile trasportare dalla terra sulla luna tutta l’energia necessaria per le attività sulla luna stessa, ma sarà necessario produrre energia direttamente in loco, sfruttando le fonti lì presenti.
La possibilità di utilizzare i rifiuti per produrre energia elettrica diventa di particolare interesse, perché permette di risolvere contemporaneamente due problemi: il soddisfacimento della richiesta di energia elettrica e lo smaltimento dei rifiuti. Nelle missioni spaziali gli obiettivi sono: soddisfacimento della richiesta di energia elettrica e smaltimento dei rifiuti. Come sappiamo, anche sulla terra i concetti di recupero di energia e di economia circolare stanno diventando sempre più diffusi, ma a maggior ragione lo sarà sulla luna. Uno degli obiettivi di BioMOON è che anche sulla luna i processi siano fatti con alta efficienza, cioè con nessuno spreco di energia e materiali.”
Biliotti (Mestre Mia): “la città al centro della ricerca internazionale con il campus scientifico di Ca’ Foscari”

“Negli ultimi dieci anni, grazie alle attività di ricerca all’interno del campus scientifico di Ca’ Foscari, Mestre è diventata un centro di sperimentazioni di livello internazionale. – Ha concluso Andrea Biliotti, coordinatore dei Caffé delle Scienze, rassegna di iniziative sullo stato della ricerca promossi dall’associazione culturale Mestre Mia -. Le nostre attività vogliono far tenere un faro puntato sulla rivoluzione dei saperi in corso su diverse frontiere. Ogni anno realizziamo inoltre una iniziativa sulla Scienza del 900, in collaborazione con Museo M9. Rivolta alle scuole superiori in cui ospitiamo anche le presentazioni di studenti delle scuole del territorio sulle nuove frontiere della ricerca”.

















































































