Seguendo questi 10 consigli per utilizzare al meglio i riscaldamenti è possibile risparmiare fino al 40% sui consumi. Due gli obiettivi principali: sostenere le famiglie nell’ottimizzazione dei costi energetici e contribuire alla riduzione delle emissioni climalteranti nel settore residenziale, che rappresenta una delle principali fonti di CO₂ in Italia.
L’App per la caldaia

Tra le novità più rilevanti, c’è una app che valuta in pochi minuti la convenienza economica e la fattibilità tecnica della sostituzione della caldaia a combustibile con una pompa di calore elettrica. La sostituzione di un generatore a metano con una pompa di calore può consentire risparmi annui da 150,00 a oltre 400,00 euro, a seconda della zona climatica e del tipo di impianto. Le pompe di calore rappresentano infatti una delle soluzioni più evolute per la climatizzazione invernale ed estiva, oltre che per la produzione di acqua calda sanitaria. Consentono di cedere all’impianto più energia di quella consumata, con costi di esercizio contenuti e un impatto ambientale ridotto. Considerato che quasi la metà delle famiglie italiane continua a utilizzare più sistemi in modo disordinato, accoppiando ad esempio un impianto centralizzato con dispositivi autonomi, stufe o caminetti, questo si traduce in scarsa efficienza e costi di manutenzione maggiori. La raccomandazione è quella di progettare un percorso di efficientamento integrato, basato su una diagnosi energetica completa e sulla razionalizzazione dell’impianto, tenendo conto sia dell’involucro edilizio sia del sistema di riscaldamento.
Vademecum per ottimizzare consumi e massimizzare risparmi

Prima cosa da fare è sostituire il vecchio impianto con una pompa di calore ad alta efficienza, oltre all’installazione di cronotermostati o sensori di presenza per una gestione automatica della temperatura.
Altro passo importante è la richiesta di consulenza a un tecnico qualificato, che può valutare l’efficienza dell’impianto e l’isolamento di pareti e infissi, permettendo di ridurre i consumi fino al 40%.
Poi, è importante abbinare la caldaia a un sistema di regolazione climatica, perché la termoregolazione scorrevole adatta la temperatura dell’acqua alle condizioni esterne, riducendo i consumi fino al 25% ogni 10 °C in meno.
Alcuni consigli sull’uso. Ad esempio il controllo della temperatura e l’uso di persiane e tapparelle

Installare sistemi di monitoraggio e controllo dei consumi, per individuare rapidamente perdite o inefficienze.
Eseguire la manutenzione periodica degli impianti, oltre che per avere un impianto pulito e correttamente tarato, anche perché il D.P.R. n. 74/2013 prevede sanzioni da 500,00 euro per chi non effettua i controlli obbligatori.
Controllare la temperatura e le ore di accensione; 19 °C sono sufficienti a garantire comfort e risparmiare fino al 10% per ogni grado in meno.
L’utilizzo di persiane, tapparelle e tende pesanti limitano le dispersioni termiche e migliorano il rendimento del sistema di riscaldamento.
Piccoli trucchetti

Non coprire i radiatori con mobili o tende, perché così facendo si ostacola la diffusione del calore. Altro piccolo “trucco”: usare pannelli riflettenti dietro i radiatori (anche la semplice carta stagnola) riduce le dispersioni verso l’esterno.
Arieggiare quanto basta, anche per pochi minuti, ed evitare di tenere le finestre aperte a lungo: così si riducono inutili perdite di calore.
Installare valvole termostatiche permette una regolazione puntuale e la riduzione dei consumi energetici fino al 20%.
Altri consigli, questa volta sul condizionatore

Nella stagione estiva c’é anche l’esigenza di rinfrescare la propria casa. Gli impianti di climatizzazione rappresentano una soluzione efficace, ma è comunque necessario cercare di ottimizzarne i consumi e uno dei grandi paradossi del cambiamento climatico è che, quando il pianeta si riscalda, la tecnologia che le persone utilizzano per stare al fresco contribuisce ulteriormente a riscaldarlo. Alcune ricerche precedono che, entro il 2050, il numero di condizionatori d’aria sulla Terra raggiungerà i 4,5 miliardi, diventando tanti quanti i cellulari!
Ma quanto consuma un condizionatore? I consumi dipendono da diversi fattori, tra cui la classe energetica e la potenza dell’apparecchio. Inoltre, vanno considerate le caratteristiche dell’abitazione, come il livello di isolamento termico e le dimensioni dell’ambiente da climatizzare. In media, il consumo di energia elettrica di un condizionatore può andare da 160 a 430 kWh l’anno, tenendo conto un fabbisogno di aria fresca di 1300 kWh annuali e apparecchi di classe energetica A, C e G.
Piccoli consigli per risparmiare
Il condizionatore consuma meno in modalità “deumidificazione” e, spesso, per ridurre il caldo, basta attivare questa funzione, perché l’umidità fa percepire una temperatura più elevata rispetto a quella reale.
Chiudere porte e finestre. L’ingresso continuo di aria calda proveniente dall’esterno costringe il condizionatore a lavorare continuamente per riportare temperatura l’umidità a livelli accettabili, con conseguente grande dispendio di energia; bisogna quindi usare il condizionatore con porte e finestre chiuse.
Risparmiare energia con il timer. Grazie al timer, è possibile ridurre al minimo il tempo di funzionamento del climatizzatore, con la possibilità di accenderlo e spegnerlo anche a distanza. In tal modo, il condizionatore funziona solo per il tempo effettivamente necessario, per poi spegnersi quando non è più indispensabile.
La giusta temperatura. Regolando il condizionatore a 26-28°C, si risparmia fino al 25% sul consumo perché, spesso, basta una temperatura di 2 o 3°C in meno rispetto a quella esterna, per usufruire di un comfort ottimale.
Pulizia e manutenzione. Per il corretto funzionamento del condizionatore e per ridurre i consumi, è fondamentale pulire regolarmente i filtri dell’aria e le ventole. Questo va fatto alla prima accensione stagionale e almeno ogni due settimane, perché è lì dove si annidano muffe e batteri nocivi per la salute.
La classe energetica del condizionatore

Vanno ovviamente preferiti modelli di classe energetica superiore, perché consumano meno e fanno risparmiare in bolletta; non solo: producono anche meno emissioni di CO2 nell’atmosfera.
Scegliere gli inverter. Un condizionatore con sistema di controllo inverter è in grado di modificare la potenza erogata in base alla temperatura impostata e a quella presente in un determinato ambiente. Questi modelli sono particolarmente indicati quando si prevede di tenere accesa l’aria condizionata per molte ore di seguito. Il consumo energetico e la rumorosità di questi condizionatori sono inferiori rispetto a quelli tradizionali.
Corretto posizionamento del condizionatore. Il climatizzatore va installato nella parte alta della parete. L’aria fredda, infatti, andando verso il basso, si miscela con l’aria calda che invece tende a salire. Bisogna fare attenzione a non posizionare il climatizzatore dietro mobili o tendaggi, perché l’effetto barriera blocca la diffusione dell’aria fresca.
Un climatizzatore per ogni stanza consente di risparmiare elettricità. Un solo condizionatore messo in corridoio non riesce a raffrescare l’intera casa, con il risultato che si avrà un corridoio molto freddo e il resto della casa comunque calda.
Coibentare i tubi del circuito refrigerante esterni all’abitazione serve a evitare dispersioni. Inoltre, è bene assicurarsi che la componente esterna del climatizzatore non sia esposta alle intemperie e agli agenti atmosferici.

















































































