Per quanto a noi “animali urbani” possa sembrare quantomeno strano, scegliere di vivere sull’acqua in una casa galleggiante è, oggi, una scelta di molti, magari anche solo per una vacanza. Questa scelta potrebbe anche diventare definitiva e rappresenterebbe senz’altro un modo di abitare più sostenibile e, com’è di moda dire oggi, più “ecofriendly”. Le case galleggianti permettono di viaggiare e di vivere dolcemente cullati dalle onde di tranquilli fiumi, in tutte le stagioni, lontani dalla folla delle grandi città, pur avendole sottomano e in condizioni assolutamente compatibili con l’ambiente che sta intorno. Oggi parliamo proprio di houseboat-mania: da Amsterdam agli USA, questo modo di abitare così atipico si sta affermando anche da noi, perché l’idea di avere una “casa galleggiante” piace tanto. Addentriamoci un po’ nell’argomento.
Futuro sostenibile anche sull’acqua con le case galleggianti

La congestione delle città e il consumo di suolo e di risorse da parte delle abitazioni è un problema che ormai non conosce confini. La cementificazione, dovuta alle grandi infrastrutture ma anche a uno sviluppo incontrollato dei centri urbani, ha conseguenze pesanti. Il terreno cementificato, infatti, diventa impermeabile e amplifica le conseguenze negative dei cambiamenti climatici e gli eventi estremi (ne ho scritto già abbondantemente in occasioni passate). E proprio qui, diventa importante l’aspetto più “green” di quella che può sembrare una scelta quantomeno singolare: andare a vivere su una houseboat.
Per ovvia definizione, parliamo di una casa che non consuma suolo, perché utilizza spazi liberi di fiumi e lagune; le case galleggianti possono essere vere imbarcazioni al cui interno sono stati ricavati tutti gli ambienti di un’abitazione, oppure una vera e propria “casa” prefabbricata, montata su una piattaforma navigante. La tipologia costruttiva rientra tra quelle della cosiddetta edilizia off-site che, cioè, viene realizzata in azienda e montata solo alla fine nel cantiere, con notevoli vantaggi in fatto di costi, sia economici sia ambientali.
Case galleggianti: tutte le caratteristiche che la rendono eco-friendly

L’houseboat è un tipo di abitazione autosufficiente dal punto di vista energetico e a zero emissioni perché per luce, riscaldamento e raffrescamento estivo non vengono usati combustili fossili ma pannelli solari di piccole dimensioni. In questo senso è una tipologia abitativa che sia, pure in maniera diversa, realizza perfettamente gli obiettivi della casa green e sostenibile dell’Agenda 2030. Se l’houseboat è fissa, poi, non inquina neanche per spostarsi. Le houseboat “di riciclo”, quelle realizzate con barche dismesse, sono anche un ottimo esempio di economia circolare, in cui un oggetto cambia destinazione, adattandosi a nuovi usi e senza sprechi.
Con le case galleggianti a contatto con la natura anche in città

Vivere stabilmente in una houseboat cambia anche il rapporto con l’ambiente. Il contatto con la natura è profondo e si sperimentano i ritmi, i suoni, i colori del fiume lungo il quale si vive. Chi abita (e sono più di quel che si pensa) nelle aree fluviali di grandi città come Berlino o Londra parla di una metropoli diversa da quella che si vede di solito, molto più verde e meno rumorosa. Non si ha vicinato, non ci sono litigi di condominio, tutti gli spazi sono privati e la libertà è assoluta.
Vacanze in case galleggianti

Non solo abitare stabilmente in una casa galleggiante, ma anche utilizzarla per le vacanze è comunque una buona idea. È una forma di turismo sostenibile, che consente di evitare mezzi inquinanti come l’areo o l’automobile e di immergersi nella bellezza di luoghi dai paesaggi unici; qui da noi, per esempio, si naviga lungo il Sile, in Sardegna e lungo la costa Adriatica. Ma le houseboat si possono anche noleggiare (e dall’Italia), per visitare il Portogallo, la Camargue e la Valle della Loira in Francia, i canali di Olanda e Belgio, i fiumi delle Highlands in Scozia e del Norfolk in Inghilterra. Un turismo ecosostenibile, quindi, simile a quello dei camperisti e che è del tutto sicuro e adatto anche alle famiglie.
Come sono fatte e quanto costano le case galleggianti

Le houseboat che non sono ricavate da imbarcazioni già esistenti sono spazi polifunzionali molto belli, spesso di design e possono essere di gran lusso o semplici. Difficile dire in questa sede, quale può essere il prezzo: si va dall’equivalente di un piccolo appartamento a vari milioni di euro. Poi, vanno considerate le tasse di ormeggio e le imposte da pagare laddove si sceglie di abitare. Va detto che le case galleggianti più moderne, essendo tutte prefabbricate e in materiali riciclabili non hanno impatto ambientale neanche quando dovessero essere dismesse: sono smontabili e completamente smaltibili.
Amsterdam – Olanda

Ad Amsterdam le case galleggianti sono una tradizione e sono utilizzate da secoli: se ne contano 2.400 e, spesso, sono vecchi battelli riconvertiti. C’è anche un museo dedicato, l’Hoseboat Museum e, dato il fortissimo il legame con l’acqua, è nato negli ultimi anni anche Jiburg, un avveniristico quartiere galleggiante che sorge nella periferia Est di Amsterdam. Ben 165 ville galleggianti di design con pannelli solari e vetri termici che assicurano il massimo comfort in estate e inverno.
Berlino – Germania

Anche Berlino è una città ricca di corsi d’acqua, parchi, aree verdi attraversate da ruscelli e, per questo ospita molte case galleggianti (alcune addirittura adibite a B&B): si va da quelle hippie-chic nate già negli anni ’70 dalla riconversione di vecchie barche e battelli fino alle houseboat di ultima generazione con interni di raffinato design e in materiali ecosostenibili.
Londra – Gran Bretagna

Uno dei volti meno conosciuti della città è quello delle narrowboat. Le tipiche case galleggianti che solcano il Tamigi e dove molti vivono stabilmente, nonostante i canali che ghiacciano d’Inverno. Esistono perfino comunità come quella di Wenlock, recintate e curate con spazi verdi e tavoli per pranzare. Dove gli abitanti delle narrowboat vivono “open air” tutto l’anno, pagando iscrizione come se fossero in un Country Club e, ovviamente, tasse e imposte comunali.
New York – Stati Uniti

Anche nel Queens, quartiere di New York si può provare l’esperienza di vivere in una houseboat. La cosa più sorprendente è il contrasto fra le case galleggianti, che sembrano quasi fuori dal mondo, e l’inconfondibile skyline della metropoli americana.
Dubai – Emirati Arabi

Gli esempi più spettacolari di houseboat di lusso arrivano, ovviamente, dagli Emirati Arabi, dove la tendenza della casa galleggiante è sempre più popolare. Incredibile la Abu Dhabi Floating Villa, dotata di un sistema a propulsione per gli spostamenti costieri. Autosufficiente per quanto riguarda i sistemi energetici e di smaltimento dei rifiuti. È un edificio di rappresentanza di ben 6.000 metri quadrati che si sviluppa su 3 piani con grandissime vetrate panoramiche. Nel Dubai Water Canal trovano invece spazio ville di lusso galleggianti unifamiliari. Con terrazzo e piscina e interni arredati con costosi mobili e oggetti di design.
Quindi, sia che si tratti di una houseboat (una casa che naviga lungo i fiumi, laghi e canali) oppure di una homeboat (case galleggianti fisse, ormeggiate a un molo o a un pontile), questo è certamente il modo di vivere più “green” che si possa scegliere oggi. Anche in città.







































































