Essere lievi, ma non banali; essere aria del primo mattino, ancora pura: questa la sfida che Vasco Mirandola lancia con la sua ultima silloge poetica C’è urgenza di azzurro, da poco uscita per i tipi di Lietocolle–Ronzani.
Difficile definire questa raccolta una semplice opera poetica: si tratta piuttosto di una meditazione sulla scelta del bene ad ogni costo, un attimo di consapevolezza. Non c’è vita / migliore di questa /più profumata di questa …
Perché anche le piume, come le nuvole, hanno un peso, che è fatto di abbracci, sorrisi, accettazione del limite. Perché la poesia, come la vita, non è, non deve essere perfetta; sta tutta in quell’imperfezione, che è sintomo dell’umano, la sua bellezza intrinseca e, a tratti, incomprensibile.
La bravura di Vasco Mirandola

Forse solo un uomo di teatro come Vasco Mirandola, un personaggio che conosce la fatica del trasmutare, il sortilegio dei linguaggi, poteva fare il miracolo: riconoscere il dolore e, allo stesso tempo, illuminarlo.
Difficile, del resto, etichettare Vasco: dal 1974, le sue esperienze artistiche abbracciano il teatro di strada, la danza e il mimo. È tra i fondatori del gruppo sperimentale Teatrocontinuo di Padova; è del 1983 il duo Punto e virgola con Roberto Citran. Nel 1995 fa nascere la compagnia I Peli superflui, con cui lavora ancora oggi. È one man show sul palcoscenico e attore da Oscar per Mediterraneo di Gabriele Salvatores; recita in diversi film di Carlo Mazzacurati, da Notte italiana a Il toro; lo ritroviamo tra i protagonisti del cult Finché c’è Prosecco c’è speranza, regia di Antonio Padovan. Ad un certo punto della sua multiforme carriera, Mirandola approccia il mondo dell’handicap, facendo nascere il MUK (Teatro del silenzio) dedicato alla disabilità uditiva, e creando poi, nel 1997, l’associazione onlus OTTAVO GIORNO, per concepire progetti di teatro e danza specifici.
L’artista Vasco Mirandola



Ballerino, attore, cantante, musicista e … anche poeta, Vasco Mirandola. L’artista, finora ha pubblicato sette libri di aforismi e poesie, di cui questo, C’è urgenza di azzurro è l’ultimo nato.
Vasco scrive come se raccontasse una storia, con la modulazione di un teatro poetico. Leggero, ma pesante di esperienza umana; apparentemente semplice, ma con un’attenzione capillare ai termini, alla pluralità dei significati. Con l’urgenza, appunto, di ribadire la volontà del bene, l’importanza degli affetti, il valore della quotidianità. Non c’è nulla di banale nelle invocazioni laiche di Mirandola. Tra tutti, un verso fulminante: nascici ancora.
Influenzato da Eugenio Barba e dal suo lavoro sul corpo, Vasco manifesta da subito la curiosità di sperimentare

Lascia l’università a tre esami dalla laurea per fare l’attore e, da allora, può permettersi di costruire il suo particolarissimo vademecum di felicità: sarà il diavolo nell’Histoire du Soldat di Stravinskij, parlerà di Paul Klee e dei suoi dipinti nello spettacolo Il segno segreto, conoscerà il teatro-danza e la fantastica compagnia Sosta Palmizi. Certo, sembra dirci l’autore con la parola che abbraccia, si cammina in un tempo difficile e cupo, in cui tutto potrebbe raccontarci la paura. Tuttavia, proprio per l’urgenza di assaporare la vita, Mirandola è deciso a cercare la luce nel buio: tornate / tornate / anime sante / non si può stare / morti per sempre / tornate belle. Oppure: Ci sono mondi che ci dobbiamo. La forza iterante dei versi crea un tessuto sonoro dalle svariate sfumature: versi da recitare, ancor prima che leggere; testi da tenere con sé per farsi coraggio lungo la via. Piccoli, domestici riti apotropaici, e Vasco apre allo scenario del possibile, che è contemporaneamente sofferenza e meraviglia. Finché, continuando a ballare, non ci usciranno piume dai capelli. Allora, in quel momento preciso, nasceremo ancora, nuovi, felici.
La silloge C’è urgenza d’azzurro verrà presentata oggi pomeriggio alle ore 17:00 presso il Museo M9 di Mestre, nell’ambito della rassegna Incontri d’autore in M9.








































































Che bella recensione, Francesca. Non vedo l’ora di sentirvi dialogare, oggi pomeriggio. Un appuntamento da non mancare!