“Tutti, immobili, più commossi che non si potrebbe credere, guardavano il globo che, movendosi obliquamente sull’orizzonte, scese ancora e rimase come sospeso un istante sull’abisso” Jules Verne, (Il raggio verde). Adoro questo scrittore e approfitto per festeggiare il suo imminente compleanno nella pagina dedicata ai libri. Nasce a Nantes l’8 febbraio 1828 a mezzogiorno.
Entriamo alla Lovat con Verne

Con lui entriamo nel nostro luogo dei sogni la Libreria Lovat che come sempre ci tiene informati sulle ultime novità editoriali realizzando il medagliere con i dieci titoli protagonisti della settimana. Due belle sedi a Villorba (Treviso) e Trieste. Cuore letterario del nordest grazie anche agli incontri con gli autori e le autrici, sempre stimolanti e di grande spessore.
Ecco la classifica che inaugura un consistente febbraio, orgoglioso dei suoi 29 giorni.
- Murgia – Dare la vita – Rizzoli
- Giannone – La portalettere – Nord
- Kawaguchi – Quando il caffè è pronto – Garzanti
- Vialli – Le cose importanti – Mondadori
- Avallone – Cuore nero – Rizzoli
- Cameron – Un giorno questo dolore ti sarà utile – Adelphi
- Kingsolver – Demon Copperhead – Neri Pozza
- Travaglio – Israele e i Palestinesi in poche parole – Paperfirst
- Robecchi – Pesci piccoli – Sellerio
- Greene – Fine di una storia – Sellerio
In testa sempre la Murgia

Un podio che conosciamo molto bene dove in vetta ritroviamo Michela Murgia: Dare la vita (Rizzoli). Si può dare la vita anche senza generare biologicamente ha rivelato la scrittrice sarda e spesso i legami dell’anima si fondono con i legami di sangue. Esce postumo un pamphlet che racchiude pensieri e sentimenti delle sue ultime di vita e nel quale descrive un modello di maternità diverso, partendo dalla sua esperienza personale.
Novità assoluta, entra in classifica una scrittrice dal talento multiforme come Silvia Avallone

Vince nel 2010 il “Premio Campiello Opera Prima” con il suo romanzo d’esordio Acciaio, proprio lo stesso anno in cui Michela Murgia si aggiudica il Campiello per Accabadora. Due donne di talento che trionfano, entrambe ispiratrici per il grande schermo. Da Acciaio è stato tratto infatti l’omonimo film diretto da Stefano Mordini con Michele Riondino e Vittoria Puccini presentato nel 2012 alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. In libreria in questi giorni: Cuore nero (Rizzoli), il romanzo più maturo di Silvia Avallone che racconta una storia di condanna e salvezza scavando nei lati oscuri e profondi dell’anima dei suoi personaggi alla ricerca di luce, vita e compassione. La scrittrice vive a Bologna dove si è laureata in Filosofia e specializzata in Filologia moderna con una tesi su La Storia di Elsa Morante.
Leggiamo un frammento da Cuore nero: “Sassaia contava quell’anno, in tutto, due abitanti…Entrambi ignoravamo che una terza persona stesse per aggiungersi al nostro silenzio. Una donna, ancora piuttosto giovane, con le lentiggini e i capelli rossi. Se lo avessimo saputo, non so cosa avremmo potuto inventarci per difenderci da questa intrusione”.
La Giannone sempre nelle prime posizioni

Sempre ai vertici del medagliere la scrittrice pugliese Francesca Giannone: La portalettere (Nord). Opera prima che rappresenta l’esordio più venduto in Italia quest’anno, Premio Bancarella 2023. La storia ha catturato subito pubblico e critica forse perché ha un sapore romanzesco ma è assolutamente reale. Così l’autrice racconta: “La portalettere nasce da un biglietto da visita di cent’anni fa, che ho trovato in un cassetto e su cui c’era scritto: Anna Allavena. Portalettere. Anna era la mia bisnonna e io mi sono messa sulle sue tracce, scoprendo così una donna straordinaria”.
La terza posizione

Splende in terza posizione uno scrittore che viene dal Sol Levante ma sembra uno di casa, Toshikazu Kawaguchi. Con il suo realismo magico è stato il protagonista di tutte le classifiche mondiali utilizzando un rito molto italiano come il caffè trasformandolo in messaggero di mondi paralleli e incantati. Una tazza di caffè, sorseggiata osservando certe regole importanti, può farti viaggiare a ritroso nel tempo. Il suo romanzo d’esordio Finché il caffè è caldo è diventato subito un successo editoriale. Per questo 2024 ci invita a sorseggiare la sua ultima creazione: Quando il caffè è pronto (Garzanti). Lo scrittore è nato nel 1971 a Osaka dove lavora come sceneggiatore e regista. Ecco l’incipit in campo rosa della copertina: “Una tazza, una sedia, un desiderio. Solo così puoi trovare la serenità”.
Vialli ai piedi del podio

Ci sono personaggi noti che lasciano un vuoto quando scompaiono, non solo per il successo che hanno avuto nella loro carriera professionale, ma per il carattere e l’impegno nella vita di tutti i giorni. È così per l’indimenticabile Gigi Riva, lo è stato anche per Gianluca Vialli che si è spento il 5 gennaio dell’anno scorso. Esce postumo un libro a cura di Pier Domenico Baccalario e Marco Ponti: Gianluca Vialli Le cose importanti (Mondadori), una raccolta di pensieri e riflessioni del grande campione durante la realizzazione del docufilm La bella stagione. Leggiamo: “Ci sono un po’ di cose in più che vorrei raccontarvi. Cose importanti, per me, che voglio che voi ascoltiate e che restino. Ci tengo molto”. Dopo la sua luminosa carriera Vialli ha intrapreso tante avventure, da commentatore televisivo a capo delegazione della Nazionale italiana di calcio, sino alla condivisione della sua esperienza personale legata alla malattia.
La new entry

Entra in classifica lo scrittore statunitense Peter Cameron: Un giorno questo dolore ti sarà utile (Adelphi). Nato nel 1959 nel New Jersey e laureato in letteratura inglese, Cameron attrae sempre il lettore con storie sorprendenti e titoli invitanti, ne citiamo alcuni: Cose che succedono la notte, Anno bisestile, Che cosa fa la gente tutto il giorno? Sarebbe un vero delitto raccontarvi cosa accade in questo romanzo perché la sorpresa è prioritaria. Solo un accenno, James lavora a New York nella galleria d’arte della madre. Per ingannare il tempo un giorno entra in una chat di cuori solitari e sotto falso nome propone un appuntamento al buio a John, il gestore della galleria. Una scrittura ironica e piacevolissima quella di Peter Cameron, tra l’inquieto e il malinconico.
Torna in classifica un premio Pulitzer

“È inutile ricordare il passato, a meno che non possa influire in qualche modo sul presente”. Citazione da Charles Dickens riportata da Barbara Kingsolver nelle prime pagine di Demon Copperhead (Neri Pozza). Torna in classifica il Premio Pulitzer 2023, scrittrice nata nel Maryland e laureata in biologia, una delle autrici più importanti nel panorama letterario americano. Nel suo romanzo getta nuova luce sull’epidemia di oppioidi negli Stati Uniti che ha causato quasi 100 mila morti per overdose nel 2020. Uno scandalo che ha coinvolto le case farmaceutiche per le notevoli prescrizioni di queste sostanze, in particolare il fentanyl. Gli oppioidi da prescrizione sono gli antidolorifici più efficaci e potenti. Farmaci che possono dare assuefazione e dipendenza. L’eventuale overdose può provocare una depressione respiratoria potenzialmente mortale. Un viaggio tra le vite marginali e invisibili nel Sud degli States, molto simile a quello di Copperfield nella sua Londra. Demon è un sopravvissuto, sua madre lo partorisce a diciotto anni da sola con una bottiglia di gin, anfetamine e oppioidi in una casa mobile sperduta negli Appalachi meridionali. Barbara Kingsolver vive proprio in questo angolo d’America, in una fattoria con la sua famiglia.
Travaglio

Il dramma della guerra in Medio Oriente continua a sconvolgere il mondo mentre la proposta dei mediatori viene vagliata dalle parti. Argomento affrontato quotidianamente dai media. Per fare luce su queste vicende è uscito il saggio di Marco Travaglio da molte settimane ai primi posti della classifica: Israele e i palestinesi in poche parole (PaperFIRST). “Una cronaca di cent’anni di guerra per capire il presente lontano dal tifo”. Il giornalista, direttore de il Fatto Quotidiano, racconta la Guerra dei cent’anni israelo-palestinese. Molti i temi storici e contemporanei affrontati: la diaspora degli ebrei dispersi nel mondo per 18 secoli, le infinite dominazioni, il sionismo che teorizza il ritorno a casa, la Shoah con lo sterminio di 6 milioni di ebrei, la spartizione della Palestina nel 1947, l’esodo forzato dei palestinesi, le rinnovate speranze con l’avvento di Rabin, assassinato da un ebreo fanatico. In tempi recenti il ritiro israeliano di Sharon che però un ictus mette fuori gioco inaugurando la lunga e buia stagione di Netanyahu che appoggerà addirittura Hamas per indebolire il moderato Abu Mazen.
Alessandro Robecchi

Ed ora spazio ad un personaggio dalla doppia vita, Carlo Monterossi, ideato dallo scrittore milanese Alessandro Robecchi, autore molto noto che lavora per carta stampata come Il Fatto Quotidiano, Il Manifesto, per la televisione e il teatro. Una delle firme di Cuore, critico musicale per L’Unità, autore dei testi di Maurizio Crozza. È in classifica questa settimana con: Pesci piccoli (Sellerio). I suoi romanzi gialli sono diventati anche una fortunata serie tv dove il protagonista, Carlo Monterossi è un autore televisivo che si arricchisce grazie a programmi dalla lacrima facile come Crazy Love, ma dato che li detesta, per espiare si adopera per risolvere casi umano-criminali assieme agli amici detective, in una Milano faticosa e ostile. Rubiamo un frammento del suo romanzo perché troviamo splendida la sua descrizione della città: “Se non avete mai visto la luce delle cinque e mezza, a Milano, in primavera, non potete dire niente di questa città, e forse nemmeno di questo mondo. C’è un intervallo minuscolo, tra quando se ne va il buio e quando ricompaiono i colori, pochi secondi di cambio turno che rendono tutto sagomato a mano, un modellino sgranato come una foto antica. Dura poco, però, dovete stare attenti”.
Strepitosa descrizione, magica quanto il raggio verde! Non credo riuscirò mai a vedere il fenomeno soprattutto per l’orario azzardato.
Chiudiamo in bellezza

Chiudiamo in bellezza, nel medagliere entra un classico di Graham Greene: Fine di una storia (Sellerio). William Faulkner lo descrisse come uno fra i romanzi migliori, sinceri e commoventi del nostro tempo. Una storia d’amore clandestina durante la Seconda Guerra Mondiale, pervasa da sospetti, amore carnale, conversioni religiose. Nel 1999 il regista Neil Jordan realizzò un film tratto dal romanzo che ebbe molte candidature, con Julianne Moore e Ralph Fiennes.
Il libro uscì nel 1951 e Graham Green lo definì il suo “Great Sex Novel”
Salutiamoci con una citazione che ne caratterizza l’atmosfera: “Era strano che durante la guerra potessimo sentirci così in pace”.
Buona lettura!








































































Dott.ssa Elisabetta, la sua classifica letteraria e le sue note sono sempre interessanti e ci danno il metro dell’interesse dei lettori. In questa settimana vedo dei volti noti nei primi tre posti del podio, forse il più sorprendente è Toshikazu Kawaguchi che pur abitando agli antipodi riesce a coinvolgerci nelle sue riflessioni prendendo come mezzo la pausa di un caffè. Forse la nuova pubblicazione di Silvia Avallone, con un titolo che è già un programma, potrebbe rivelarsi interessante perchè tocca l’intimità di persone, dell’amore e forse di un futuro migliore. Infine, leggendo le poche note, credo che Alessandro Robecchi sia da scoprire, solo per il fatto di lavorare con Maurizio Crozza mi suscita una certa simpatia. Grazie per questa rubrica settimanale.
Grazie per i tuoi frizzanti aggiornamenti!