Bloccato a Marina di Carrara dalla Guardia di Finanza, mentre stava salpando per Dubai negli Emirati Arabi, lo “Sherazade”, un mega yacht di 140 metri del valore di 700 milioni di dollari e immatricolato nelle Isole Cayman, che sembra appartenere a Putin. Se gli appartiene davvero il provvedimento è giusto. Meno giuste mi sembrano le sanzioni cui la Svizzera intende sottoporre la Signora Alina Kabaeva, 38 anni, ex ginnasta olimpionica russa, con i suoi due figli, perché legata sentimentalmente (sembra) a Putin. Credo che il provvedimento provenga dalla stessa corrente di stupidità che mette all’indice Puskin, Cechov e Dostoevsky perché russi anche loro. Insomma, Occidente contro Oriente?
Una donna potrebbe salvare l’Occidente

Al contrario, la fidanzata – così la chiamano saggiamente, non amante – potrebbe avere un ruolo determinante, essendo madre di due adolescenti, in un’eventuale conversione di Putin o perlomeno sollecitare un accordo di pace. Una donna di un certo livello come la Kabaeva – non una delle tante sciacquette che scodinzolano attorno ai potenti – può intervenire meglio della diplomazia, del resto inesistente, e convincere Putin che per il suo prestigio e la serenità dei suoi figli, oltre che quella del popolo russo, è più onorevole la pace.
I falsi amici

È attorniato da gente che gli dà sempre ragione perché non osa contraddirlo. Per non dovere cambiare idea, quel tavolo enorme che frappone tra sé e chi viene dall’Occidente per tentare di convincerlo a cessare il fuoco è come un ponte levatoio che allontana qualsiasi contatto. Neppure col Papa vuole incontrarsi perché lo rispetta e non può riceverlo con la freddezza che usa per chiunque. E poi, perché capirebbe che i suggerimenti di Kirill sono falsi come quelli di tutti i suoi consiglieri.
Guerra non all’Ucraina

Fare la guerra all’Occidente – sembra, infatti, che l’Ucraina non c’entri – è inutile, quindi stupido. La fidanzata, che ci vive, lo sa. Come pure contestare la supremazia agli Stati Uniti, paese democratico, che l’ha conquistata grazie ai successi scientifici, economici, culturali e sociali. La concessione dei diritti umani da parte delle democrazie sono un baluardo, non una debolezza. Persino l’URSS, che ne era spietata antagonista, lo riconosceva. Cercava di superarla nello spazio, nell’armamento, nella valorizzazione dei prodotti naturali.
Il primato dell’Occidente non è in discussione

La guerra appartiene a un passato remoto – non ne faccio una questione umana, ma di convenienza politica e di potere – e crea più problemi e disastri che vantaggi, oltre ai lutti. Anche in caso di vittoria. Per di più l’Occidente sarà sempre il contro del mondo conosciuto, se non altro come opulento mercato di consumo. Il giorno in cui sarà distrutto o impoverito, a chi la Russia venderà gas e petrolio? Dove esporteranno e commerceranno i propri prodotti Cina e India? L’Europa – assieme al Nord America e l’Australia – è la gallina dalle uova d’oro che la Russia e tutti gli altri paesi che adesso la boicottano dovrebbero allevare con cura e proteggere.
Se cade l’Occidente cade Putin. Ma forse una donna potrebbe salvare tutto

Questo Putin non può capirlo – come pure l’apparato dirigente cinese – perché è cresciuto in una dittatura, che è il solo sistema di cui ha fatto parte e che conosce. Ad aprirgli la visione di un orizzonte più vasto e a fargli capire che la considerazione del mondo è più gratificante che incutere timore può essere l’ex ginnasta che, vivendo in Svizzera, apprezza certamente la grandezza dell’Occidente. Noi, altrettanto stupidi, anziché valorizzarla, progettiamo sanzioni inutili a una donna e ai suoi figli, che possono essere l’atout della pace e dell’armonia con l’Oriente.








































































Israele Imperialista e nemica dei Soviet non potendo attaccare la Grande Russia cerca di imporsi su nazioni piccole e povere del mondo arabo. L’Invasione del Sinai da parte di GB, Francia, e Israele con il beneplacito Americano per appropiarsi del Canale di Suez e inaccettabile; e nei diritti di Gamal Nasser esercitare la propria politica nel proprio paese. Il ministro Dmitrij Shepilov ha informato i paesi NATO che l’Unione Sovietica e disposta a trattare la questione in sede dell’ONU come del resto chiedono anche l’India, il Canada e tutte le altre nazioni rispettabili e pacifiche sbalordite dalla cattiveria delle potenze imperialiste dell’Occidente.