All’M9 – Museo del ‘900, Mestre, è stata inaugurata una nuova mostra legata al progetto M9 Contemporaneo. Si tratta di una personale di Pietro Finelli, artista, curatore e teorico la cui ricerca indaga il rapporto tra pittura, cinema e costruzione dell’immagine, intitolata “Noir Time”. Realizzata in collaborazione con la Fabbrica del Vapore di Milano e curata da Maria Fratelli, espone dipinti, video e installazioni nella sala multimediale Orizzonti al primo piano e sarà aperta fino al 15 novembre prossimo. Introdotti da Michelangela Di Giacomo erano presenti, oltre all’artista e alla curatrice, gli storici dell’arte Massimo Scaringella e Greta Alberta Tironi.


Il progetto “Noir Time”

“Noir Time” è un progetto espositivo aperto in costante evoluzione che accompagna da anni la ricerca dell’artista e che, in ogni nuova sede, si riorganizza entrando in dialogo con l’architettura e l’identità dell’istituzione ospitante. Nello spazio del Museo, la dislocazione delle opere e delle installazioni costruisce una vera e propria mappa urbana da attraversare: una topografia visiva che invita il visitatore a muoversi come un flâneur nella città contemporanea, esplorando connessioni, rimandi e cortocircuiti percettivi tra le strutture del museo e le forme della pittura che incontra e si fonda con lo spazio e con il tempo.
Il periodo d’oro di Finelli

Il percorso è la quarta tappa del progetto nato nel 2018, si sviluppa in una suggestiva penombra e riunisce le opere del “periodo d’oro” di Finelli, realizzate negli anni ’90 — caratterizzate da olii su tela e foglia d’oro — e la produzione più recente focalizzata sul tema del noir. Il titolo dell’esposizione allude infatti a una struttura di significati in cui il dubbio e l’ambiguità diventano chiavi di lettura della finzione e dell’artificio che dominano l’esistenza contemporanea. Da diversi anni Finelli indaga il cinema classico noir, interessandosi alla sua capacità di elaborare i conflitti sul piano visivo prima che tematico. I suoi dipinti si configurano come fotogrammi di opere cinematografiche mai girate, dando corpo al concetto di “film senza film”: una pittura che non riproduce il cinema, ma ne ricodifica il linguaggio attraverso un’analisi rigorosa dei meccanismi con cui la realtà viene filtrata e percepita.
L’arazzo di Finelli

L’allestimento in M9 è arricchito da un arazzo dal titolo Two, Noir LXXXVII, realizzato appositamente per questa tappa in collaborazione con Building Gallery di Milano, oltre che da installazioni al neon e arredi che dialogano con i grandi formati pittorici. La sezione video della mostra ospita la proiezione a rotazione di quattro pellicole di riferimento della cinematografia internazionale: La donna del ritratto (Fritz Lang, 1944), Vertigine (Otto Preminger, 1944), La donna che visse due volte (Alfred Hitchcock, 1958) e Sono Yo No Tsuma (Yasujiro Ozu, 1930).
Bertolucci e la mostra di Finelli

«Con “Noir Time” il Museo prosegue la sua indagine sui linguaggi visivi del presente, sotto l’insegna di M9 Contemporaneo, offrendo al pubblico una mostra in cui la pittura si fa strumento analitico di decodifica della realtà,» ha dichiarato Serena Bertolucci, Direttrice di M9 – Museo del ’900. «Il lavoro di Pietro Finelli si inserisce con naturalezza in questo percorso: nell’epoca della riproducibilità digitale e della stratificazione delle immagini, accogliere un progetto che scompone e ricodifica la grammatica del cinema attraverso la pittura significa invitare i visitatori a esercitare uno sguardo critico e consapevole sulle finzioni e le narrazioni che attraversano la nostra quotidianità.».
Parla l’artista

«“Noir Time” è come un Bildungsroman, un romanzo di formazione, nel senso goethiano del termine. In questa quarta e differente tappa in M9, si arricchisce e si caratterizza, rimanendo nel cuore identico alle altre tappe, cioè conoscenza e apprendimento nel corso del tempo attraverso l’arte», ha commentato l’artista Pietro Finelli.
Maria Fratelli e il lavoro di Finelli

«Quella di Finelli è una pittura colta, coltissima, nei riferimenti e nelle intenzioni, una pittura visiva che apre finestre immaginarie sul passato e conduce per mano al centro della scena, per lasciare poi soli nel flusso delle impressioni pronti a commuoversi, a partecipare, per quanto ignari alla sfida che ogni artista ingaggia per conto di tutti alla morte, come insegna Bergman ne “Il Settimo sigillo”», dichiara la curatrice della mostra Maria Fratelli.
Le iniziative collaterali alla mostra

L’esperienza espositiva sarà accompagnata da un ricca proposta di iniziative collaterali pensate per approfondire le tematiche della mostra attraverso sguardi multidisciplinari. Il “Public Program” vedrà alternarsi visite guidate condotte direttamente dall’artista Pietro Finelli, incontri dedicati ai grandi fatti di cronaca nera con Maurizio Dianese e al rapporto tra arte e cinema con Tommaso Strinati, appuntamenti speciali di divulgazione coordinati dalla Direttrice Serena Bertolucci e format esperienziali creati per coinvolgere i più giovani nei linguaggi e nelle suggestive atmosfere del noir.
Questo il programma degli appuntamenti:

- 30 settembre, ore 17.00 – Visita guidata con l’artista Pietro Finelli
- 15 ottobre, ore 17.00 – Nera una volta, storie (e non favole) di cronaca vera, incontro con Maurizio Dianese
- 29 ottobre, ore 17.00 – Visita guidata con l’artista Pietro Finelli
- 31 ottobre – Una notte al museo, dal tramonto all’alba, attività per bambini dagli 8 ai 12 anni
- 6 novembre, ore 16.30 – Arte e cinema, un rapporto d’amore, incontro con Tommaso Strinati, curatore e docente al Centro Sperimentale di Cinematografia
- 13 novembre, ore 17.00 – Sfumature di Nero: dalla pagina di cronaca al pennello di Antonello da Messina, conferenza con Serena Bertolucci
Chi è Finelli

Pietro Finelli, (1957), ha studiato architettura all’università Federico II di Napoli. Artista, curatore, teorico, vive e lavora a Milano. Ha esposto il suo lavoro in gallerie, musei e istituzioni internazionali. MC Gallery in New York, Trevi Flash Art Museum, Trevi, Il Ponte Contemporanea Roma, galleria Pack Milano, Museo Castel Nuovo Napoli. Musée d’art moderne et Contemporain (Mamco) Geneva,Fundation F.J.Klemm Buenos Aires, Galerie Jacques Cerami Charleroi. VELAN Centro per l’arte Contemporanea di Torino, Arcos Museo d’arte contemporanea, Benevento, Galleria Pietro Monopoli, Milano.
Poi Università di comunicazione e lingue IULM, Milano, Chateau Gilson, La Louvière, Belgique, Pio Monte della Misericordia, Napoli, Muzeul Național de Artă al Moldovei. Chișinău, KCCC (Klaipéda Culture Communication Center), Lithuania, Galleria Nazionale di Cosenza, Fabbrica del Vapore, Milano, Kunstsäule Frankfurt. Ha curato progetti espositivi a Padova, Pavia, Parigi, New York, Milano. Ha scritto La Pittura. Il corpo infinito (Eng Edition Painting. The Infinite Body). Mimesis Milano 2014 (con Francesco Correggia); Œil, Stockmans, Antwerp, 2021; Di certa Idea, Pittura rimozioni cinema, Volcanos Press Milano, Galleria Nazionale di Cosenza, 2022.
Maria Fratelli è Direttrice e Dirigente Unità Progetti Speciali e Fabbrica del Vapore, Casa della Memoria, CASVA Centro di Alti Studi sulle Arti Visive, Milano.











































































