Una variabile umana
Il micidiale morbo che ci assedia non è il solo portatore di morte nelle file degli umani in questo secondo anno dell’invasivo Covid 19. Infatti, nel nostro Paese infetto sta purtroppo imperversando un altro tipo di virulenza che possiamo chiamare la variante umana: è l’uxoricidio. Le vittime sono centinaia, una ecatombe al femminile: il virus in questi casi è umano, troppo umano, e maschile. Così l’Italia perde continuamente vite innocenti e il futuro di tanti figli. La nostra pietà e, prima, l’orrore di tanti assassinii replicati quasi eseguendo un rituale, ci interrogano. Cosa fare per fermare questa scia di sangue? Come disarmare quegli ammazzadonne, maschi sanguinari armati di odio contro il bene inestimabile della femminilità, sacra alla vita e alla civiltà? Quale vaccino sociale o psicologico può essere invocato per liberare le donne italiane dalla minaccia letale?
Metamorfosi, una lezione

In questo periodo di tempo sigillato, diciamo addirittura “addomesticato”, i libri ci dischiudono orizzonti di ogni dimensione, sia nuovi sia del passato. Una parola, istinto, che ci collega alla nostra eredità animalesca, mi ha fatto cercare e ri-leggere un classico: Le metamorfosi diOvidio, fascinoso poema della sua maturità – poi venne l’esilio – in cui la legge della trasformazione della materia vivente riguarda tutti, uomini e dèi, civiltà e natura, bestie e cose (la pietrificazione…). Così, avvolti dalla magia di quel poema epico e mitologico, possiamo guardare al coronavirus e alle sue mutazioni con occhio non dico neutro, ma più consapevole dell’immensa varietà della vita e della sua animalità che ci ricorda l’anima mundi. L’istinto, dicevo, ci accorda con la nostra parte più vicina allo stato di natura, cioè all’animalità che il poeta filosofo romano ha cantato in modo mirabile.
Una pandemia verbosa

Fa rima con pandemia, di cui è un calco, e si chiama Infodemia, parola nuova entrata di prepotenza nella narrazione socialvirale. Appena inventata, è già vincolata a noi nel quotidiano, strettamente e inesorabilmente inestricabile come l’edera della canzone. Non la perderemo più, e già la Crusca l’ha registrata a futura memoria. Si tratta del flusso di dosi massicce di informazioni (parole + immagini) riversate nel nostro spazio intellettivo con la forza di una valanga, dunque senza controllo: tutto ciò che sta in quel flusso ha lo stesso valore. Una grandinata universale a cui sembra non esserci riparo. Un virus il cui vaccino, suggerisce qualcuno, è “la razionalità informativa”, oppure “la cura è la conoscenza”. Ma proprio la conoscenza viaggia, e si nutre, con… l’infodemia.
Citazione poetica
“Verranno le gemme, torneranno le foglie: nel frattempo, ogni giorno, il paesaggio avrà un suo colore, una sua luce”. Antonio Prete (2021)








































































Una lucida e appassionata lettura della realtà, che parla con chiarezza di responsabili e responsabilità. Grazie Ivo!