Un libro ha riaperto il dibattito: “Cento idee per Venezia”, un’analisi della realtà di Venezia e Mestre, ma anche in fondo della stessa Città Metropolitana, condotta dalla Fondazione Pellicani per capire cosa è accaduto adesso che il Duemila ha già 25 anni. Soprattutto per chiedersi cosa succederà? Cosa sarà della Venezia col centro storico intasato dall’over tourism e per contro la Mestre con i negozi chiusi in centro, Porto Marghera ridimensionato persino brutalmente rispetto al recente passato, la salvezza della città appesa al Mose che reggerà ancora qualche decennio.
Il calo di abitanti a Venezia e Mestre

E poi? Gli abitanti sono sempre di meno, ma pur sempre abbastanza per fare di Venezia e Mestre la città più grande del Veneto con una popolazione di oltre 250 mila persone. Un abitante su quattro ha più di 65 anni, uno su quattro è immigrato e lavora soprattutto nel turismo o a Porto Marghera. Ma devono vedersela con 30 milioni di visitatori, con 150 mila pendolari giornalieri. Numeri che fanno della sola Mestre la seconda città per presenze turistiche nella regione dopo Venezia!
Il dibattito su Venezia e Mestre

Ce n’è a sufficienza per aprire un dibattito sul futuro di Venezia e Mestre, per cercare di capire come diventerà la città e cosa ne sarà dei suoi abitanti. Dopo l’intervento di Nicola Pellicani, presidente della Fondazione che ha promosso il libro che ha dato il via al dibattito, è toccato ad Antonio Trampus e Maurizio Crovato e Marco Mestriner. Senza dimenticare Pierluigi Rizziato, giornalista al Gazzettino per oltre trent’anni che attualmente fa parte del direttivo del Centro studi storici Mestre
E’ stata poi la volta di Matteo Montagner, di Tommaso Santini, Annalisa Bruni, Roberto Stevanato, di Silvia Nalin, e di Corrado Secchi, Vicepresidente Confapi Venezia. Ora è il turno di Deborah Onisto, Capogruppo FI comune di Venezia, Consigliera Metropolitana, Componente Anci Veneto.
Residenza, la parola chiave per il rilancio di Venezia e Mestre

Il futuro di Venezia e di Mestre parla di due realtà diverse ma profondamente complementari. È proprio questa complementarità, all’interno di un territorio unitario e unico al mondo, a costituire la forza della città. Anche in vista di una auspicabile autonomia normativa per una città unica e speciale, riconoscerne la doppia anima — Venezia, la più antica città del futuro (termine non mio, ma che sposo per quanto descrittivo e preciso), e Mestre contemporanea — permette di costruire una visione credibile e sostenibile, capace di valorizzarne le specificità senza forzate omologazioni. I temi in campo sono molti e complessi, e nessuno di essi può essere affrontato in modo isolato. In questo intervento scelgo però di concentrarmi su alcuni nodi che ritengo, per diversi aspetti, ancora prioritari o sui quali è forse necessario individuare con maggiore chiarezza le soluzioni più efficaci. A partire dalla residenza.
Il futuro dell’area Venezia e Mestre

In questo quadro, il futuro dell’area Venezia e Mestre passa innanzitutto da una scelta netta: rimettere la residenza al centro. La residenzialità a Venezia è un cruccio condiviso e rappresenta da tempo la vera sfida . Venezia deve essere riconosciuta come città dotata di una specificità irriducibile, che richiede un livello adeguato di autonomia urbanistica, amministrativa e normativa, sul modello dei principi già riconosciuti a Roma Capitale, ma declinati in modo coerente con la sua unicità territoriale, ambientale e sociale.
L’obiettivo prioritario deve essere l’ampliamento della platea dei residenti; da questo discende, in modo coerente, l’organizzazione dei servizi, che devono tornare a essere principalmente di supporto alla vita quotidiana di chi abita la città. Abitare Venezia deve tornare a essere possibile, conveniente e stabile, anche attraverso leve fiscali dedicate, agevolazioni nell’accesso ai servizi e una tassazione più favorevole per chi sceglie una permanenza pluriennale in città.
Cosa intendo per residenza

Residenza significa certamente studenti e lavoratori, ma significa soprattutto garantire un tessuto stabile di famiglie. È quindi necessario assicurare una reale disponibilità di alloggi e introdurre strumenti di tutela sulla morosità e sui danni, così da ridare fiducia ai proprietari e rimettere sul mercato abitazioni oggi inutilizzate. In questo quadro va affrontato con chiarezza anche il tema della mobilità. Vivere a Venezia oggi, pur nella straordinaria bellezza delle sue caratteristiche uniche, significa confrontarsi con le esigenze della vita moderna, che richiede — o quantomeno deve garantire — la possibilità di una mobilità facile, efficiente e accessibile. Per i residenti veneziani deve quindi essere prevista la possibilità di parcheggi dedicati e facilmente accessibili.

Laddove le dotazioni di Piazzale Roma e dell’area portuale non risultassero sufficienti a rispondere alle esigenze dei residenti, occorre guardare con decisione alla cintura cittadina, individuando parcheggi dedicati in prossimità degli interscambi. Da questi punti deve essere garantita una mobilità veloce ed efficiente, tramite sistemi di navetta o collegamenti rapidi, pensati specificamente per chi vive a Venezia e si muove quotidianamente per lavoro, studio e servizi.
Se Venezia deve agire sul fronte trasporti, Mestre deve avere un ruolo strategico

Mestre è chiamata a svolgere un ruolo complementare ma strategico di città contemporanea. Qui va tutelato e rafforzato il tessuto commerciale di prossimità, garantendo accessi agevolati alla città non solo per i residenti, ma anche per chi gestisce esercizi commerciali e attività economiche, insieme a una sosta dedicata e a soluzioni di mobilità pensate per sostenere la vita urbana quotidiana. In questo contesto, la cultura, attraverso “il meglio della cultura” — così come lo definisco, che va dalla Provvederia, De Amicis, Candiani ,Toniolo, Emeroteca, M9, Vez, sale cinematografiche per i tanti atelier e laboratori degli artisti già organizzati in rete sul territorio — sta dando di sé un nuovo apporto sinergico a tutte le attività presenti, migliorandone immagine, fruizione e capacità di attrazione, contribuendo a costruire una centralità diffusa e riconoscibile.
Le criticità

Accanto a questa vocazione, Mestre deve affrontare alcune criticità urbane, di cui lo sforzo rimane immane e comune alle grandi città, il sovraffollamento abitativo, l’abbandono dei rifiuti e la percezione di una minore sicurezza. Le risposte devono essere integrate e proporzionate, combinando presenza sul territorio, controlli efficaci e azioni di formazione e conoscenza delle regole, affiancate da un uso sperimentale e responsabile delle nuove tecnologie. In questo senso, droni e meccanoidi possono diventare strumenti di supporto alla città: per il monitoraggio ambientale, la prevenzione del degrado, l’assistenza in situazioni di emergenza e l’accompagnamento delle persone più fragili, in una logica di tutela, prossimità e servizio al cittadino.
Venezia e Mestre devono partire da questo riequilibrio

È a partire da questo riequilibrio — residenza come priorità, servizi come conseguenza, turismo ricondotto entro un rapporto sostenibile , mobilità, sicurezza, — che può costruirsi una visione credibile della città del futuro tra Venezia e Mestre, capace di rispettarne le differenze e rafforzarne le rispettive vocazioni.















































































