È un dato politico e istituzionale preciso. Lo Statuto della Città Metropolitana di Venezia, voluto e approvato dall’amministrazione Brugnaro, impedisce l’elezione diretta del Sindaco metropolitano e del Consiglio metropolitano. Lo Statuto stabilisce infatti che l’elezione a suffragio universale degli organi della Città Metropolitana sia possibile solo a condizione che il territorio del Comune di Venezia venga preventivamente articolato in più Comuni, come previsto dalla normativa nazionale. In assenza di questa condizione, l’elezione diretta viene di fatto esclusa.
Il patto firmato da Brugnaro nel 2015

Da qui discende una responsabilità politica inequivocabile. Il Sindaco Brugnaro, pur avendo sottoscritto in passato un patto elettorale che prevedeva la separazione amministrativa tra Venezia e Mestre, non solo ha disatteso quell’impegno, ma ha promosso e fatto approvare uno Statuto che rende strutturalmente impossibile l’elezione popolare degli organi della Città Metropolitana.
Cosa stabilisce il patto

Non solo. Parallelamente, l’amministrazione comunale ha ostacolato il percorso di una proposta di legge regionale di iniziativa popolare che mirava proprio alla divisione del Comune di Venezia, bloccando di fatto l’unica strada che avrebbe potuto consentire l’elezione diretta degli organi metropolitani.
Brugnaro e il referendum di separazione tra Venezia e Mestre
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una Città Metropolitana priva di piena legittimazione democratica, governata da organi eletti in forma indiretta. Non per un vincolo normativo insuperabile, ma per una scelta politica precisa. Non si tratta di un errore tecnico né di un’imposizione esterna. È una decisione consapevole, assunta dall’attuale Sindaco, che ha preferito mantenere l’assetto attuale del Comune di Venezia anche al prezzo di comprimere la democrazia metropolitana.
L’informazione ai cittadini

I cittadini hanno il diritto di sapere che l’assenza di elezione diretta non è una fatalità, ma la conseguenza di scelte politiche ben definite. Ed è su queste scelte che deve aprirsi un confronto pubblico, trasparente e responsabile. Alla luce di questi fatti, le recenti dichiarazioni del Sindaco sulla necessità di eleggere direttamente dal popolo gli organi della Città Metropolitana appaiono contraddittorie e prive di credibilità, se non accompagnate da una chiara assunzione di responsabilità per le decisioni assunte negli anni e da atti concreti, coerenti con quanto oggi affermato sulle pagine del Gazzettino.
















































































