Sparatoria all’Ok Corral? Macchè! Fra i due eterni nemici José Mourinho e Antonio Conte è andata in scena – finalmente – una disfida senza polemiche. Lo stadio Da Luz di Lisbona è stato teatro nell’ultimo turno di Champions del primo confronto in Europa tra i due allenatori che sono fra i più vincenti e carismatici in attività: 26 trofei vinti per il portoghese José e 9 per l’Antonio “nazionale”. I loro duelli – calcistici e verbali – non sono stati mai banali, anzi! Scintille e veleni hanno caratterizzato i primi incroci professionali, ma questa volta si sono limitati a rispettose dichiarazioni di stima. Lo Special One non ha neppure esultato dopo il primo gol del suo Benfica e anche alla fine del match, in gran parte dominato, è stato molto pacato nelle dichiarazioni.
Bilancio e… precedenti tra Josè e Antonio

Prima di mercoledì sera a Lisbona con il “battesimo Champions” si erano già incrociati 7 volte in carrieratra Serie A, Premier e – sempre in Inghilterra – in FA Cup, non si erano però mai sfidati in Europa. La regola del 7 ricorre fra i due: la prima sfida nel 2009, poi 7 anni senza incrociarsi, quindi una raffica di match fino al 2018 e infine altri 7 anni “a distanza” fino appunto a mercoledì sera.
Il bilancio dopo questo netto 2-0 resta comunque a favore di Antonio che ha in carniere 4 vittorie contro le 3 dello Special One. Fra loro c’è stato un solo pareggio molto curioso: esattamente 16 anni fa in serie A a Bergamo si gioca infatti la loro prima sfida.
Josè e Antonio ai ferri corti già nel 2009
E’ il 13 dicembre 2009 ed entrambi, guarda caso, sono squalificati per precedenti intemperanze. Il giovane Conte allena l’Atalanta (terzultima in classifica e in crisi) e Mou è invece nella stagione del Triplete e schiera tutti i titolari. Finisce 1-1, ma con l’Inter sprecona: passa in vantaggio grazie a una perla di Milito nel primo tempo ma si fa raggiungere a pochi minuti dalla fine dopo essere rimasta in 10 per il doppio giallo a Sneijder: il sigillo al pari è di Tiribocchi. Dalla tribuna, dove sono relegati, i due tecnici non si degnano neppure di uno sguardo, figurarsi un saluto.
Josè e Antonio e quel 4 a 0 in Inghilterra
Ma più che i numeri, a rendere unica la rivalità è la storia personale tra i due: un rapporto tormentato segnato da un chiaro odio sportivo fatto anche di insulti. Il primo vero round del duello si combatte appunto 7 anni dopo quel pari bergamasco: è l’ottobre 2016 e si gioca allo Stamford Bridge di Londra. Il Chelsea di Conte, padrone di casa, demolisce il Manchester United di Mourinho 4-0.
Il fattaccio scatenante
Negli ultimi minuti, Antonio aizza i tifosi per chiedere incitazione e applausi. Al fischio finale, durante la fredda stretta di mano, Mou si avvicina e dice qualcosa all’orecchio di Conte in italiano fluente: “Non si esulta così sul 4-0. Puoi farlo sull’1-0, altrimenti è un’umiliazione per noi”. Il nostro in sala stampa replica poi seccamente: “Sono stato un giocatore, so come ci si comporta. Non sbeffeggio nessuno”. E’ solo l’inizio. Nei mesi successivi, la tensione sale alle stelle toccando vette raramente viste nella Perfida Albione. Intanto Mou si prende subito la rivincita con un 2-0 nel girone di ritorno all’Old Trafford.
“Tattica anti-calcio” & calvizie

Nel marzo 2017, dopo un’altra sconfitta del portoghese – in FA Cup e anche quella volta con un espulso sul groppone (rosso a Herrera del suo Manchester) – i due si punzecchiano a varie riprese fino alla lite vera e propria con il quarto uomo che cerca di far da paciere. A fine partita è Josè che attacca accusando Conte di “tattica anti calcio” e Antonio a sua volta risponde piccato: “Dallo United abbiamo preso solo calci”.
Pochi mesi dopo – è il luglio del 2017 – il buon “Martello italiano” dichiara alla stampa sportiva di non voler ripetere la stagione disastrosa di Mourinho ai Blues (“il decimo posto” ndr) e la replica del portoghese è immediata e velenosa: “Non ho intenzione di perdere i miei capelli parlando di Antonio Conte”. Riferimento esplicito alla calvizie del nostro futuro ct azzurro.
Josè e la tattica di rispondere sempre

Il punto più basso della diatriba si raggiunge però nel gennaio successivo con lo scontro prepartita. Mourinho dichiara di non aver bisogno di agitarsi come un “pagliaccio in panchina” per mostrare passione. Conte risponde accusandolo di soffrire di “demenza senile” poi corretto in un più pacato “amnesie”. Lo Special One controreplica sganciando la bomba: “Io non sarò mai squalificato per calcioscommesse”.
La pace dei 7 anni
L’ultimo atto della loro rivalità inglese è comunque di riappacificazione e va sorprendentemente in scena il 19 maggio 2018, nella finale di FA Cup vinta ancora dal Chelsea contiano 1-0 (rigore di Hazard): prima e dopo quella partita, i due si fanno le scuse reciproche per i precedenti insulti con una stretta di mano e addirittura un abbraccio finale. Tornato in Italia il nostro Antonio, intervistato in tv dalla Fagnani a “Belve”, dichiara di stimare Mourinho “perché è un vincente”. E nel prepartita del Da Luiz lo Special One ha detto testualmente: “Impossibile pensare che le squadre di Conte siano scarse, hanno compattezza e livello tattico altissimo (sic!). Lui sul mercato è esigente e costruisce sempre rose di giocatori forti, è uno dei più bravi”.
La trappola del possesso
Mourinho contro Conte aveva ha vinto soltanto lasciandogli l’iniziativa per giocare di rimessa: 38% di possesso nel 2-0 vincente del 2017 ad esempio. I suoi Red Devils avevano colpito I Blues in ripartenza. Il Benfica invece ha subito provato ed è riuscito a comandare il gioco, rischiando di cadere nella trappola tattica preferita da Antonio, ma portando invece a casa un successo limpido e meritato.
Alla prossima.


















































































