Un piano nazionale per la casa costerebbe un centinaio di miliardi. “È uno dei temi più urgenti di cui la politica deve occuparsi, il tema su cui le città stanno chiedendo aiuto e sono in maggiore imbarazzo perché non possono fare molto con le loro risorse”: lo ha detto Giuseppe Sala, sindaco di Milano, aprendo i lavori del convegno “Emergenza casa, verso un piano europeo” a Palazzo Marino. “Ogni divisione che può nascere è superflua e un danno per la comunità”, ha proseguito il sindaco di Milano: “Bisogna trovare una formula sostenibile e concreta per tutte le grandi città perché tutti noi, sindaci e cittadini, stiamo sentendo il tema. L’istituzione, da parte del Parlamento europeo, della commissione casa è la dimostrazione dell’urgenza, e anche il fatto che ci sia un commissario per l’housing e l’energia dà l’idea di cosa dobbiamo cercare”.
Il Sindaco di Milano e il piano nazionale

Sala ha parlato del Piano straordinario casa, per realizzare a Milano 10mila alloggi a prezzi calmierati: circa 80 euro all’anno al metro quadrato di canone di locazione. E ha detto che per realizzarlo servirebbe “investire un paio di miliardi”, ma che “per ragioni di bilancio è impensabile che si possano avere queste risorse”. Ed è per questo che l’apertura ai privati, per Sala, è indispensabile.
Le promesse della commissione europea

Raffaele Fitto, vicepresidente della Commissione europea, intervenendo al convegno ha dichiarato che “l’obiettivo minimo è raddoppiare le attuali risorse”. Per fitto, “Milano, come tutte le grandi aree urbane, vive un fenomeno che in Europa ormai è già molto diffuso, quello del sovrappopolamento delle aree urbane e dello spopolamento delle aree interne: temi sui quali la Commissione europea sta lavorando in modo molto efficace con la predisposizione di un piano per la realizzazione di case a prezzi accessibili”.
Due gli strumenti: il PNRR, con diversi strumenti già operativi, e la revisione della politica di coesione. “Nelle prossime settimane, insieme coi governi, avvieremo la fase di verifica e modifica degli attuali programmi sulla base delle cinque nuove priorità che abbiamo indicato, una delle quali è appunto l’emergenza casa”, ha concluso Fitto.
La situazione a Milano
Si tratta, com’è ben comprensibile, di una questione che riguarda tutti i Paesi e le grandi aree urbane d’Europa e del mondo, un tema da affrontare con urgenza e in maniera congiunta, per offrire soluzioni concrete. Si muovono nella stessa direzione le voci dei relatori del convegno “Emergenza casa. Verso un piano europeo”, organizzato a Palazzo Marino in occasione della visita a Milano della “Commissione speciale sulla crisi degli alloggi nell’Unione Europea del Parlamento Europeo – HOUS” che si è tenuta nei giorni 16 e 17 Settembre scorsi.

Ad aprire il dibattito è stato il Sindaco di Milano Giuseppe Sala che ha sottolineato l’importanza di intervenire senza divisioni: “La questione abitativa è uno dei temi più urgenti della politica – ha dichiarato –. Se si vuole fare l’interesse dei cittadini, dobbiamo affrontarlo insieme, cercando e trovando una formula sostenibile. Vedo un cambio di passo nell’UE rispetto a questo: l’istituzione di una commissione dedicata e la nomina di un commissario sono una chiara dimostrazione della necessità di intervenire in maniera rapida e concreta. Occorrono piani e occorrono risorse per attuarli; serve cooperazione tra grandi aree urbane europee, tra i Paesi e la stessa Unione Europea su questo tema. I sindaci delle grandi città sono già al lavoro e sono disponibili a trovare soluzioni. Usiamo al meglio questa occasione”.
L’intervento del Presidente della Conferenza Episcopale Italiana

L’incontro è proseguito con il videomessaggio del Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Cardinale Matteo Maria Zuppi, cui sono seguiti gli interventi del vicepresidente esecutivo per la Coesione della Commissione Europea Raffaele Fitto e della presidente della Commissione HOUS del Parlamento Europeo Irene Tinagli, nell’ambito del panel “L’Ue alla prova della sfida abitativa” moderato dalla giornalista Rita Querzè, cui ha preso parte anche l’Amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti Dario Scannapieco.
“Il tema è complesso, l’emergenza c’è ma abbiamo messo strumenti, risorse e programmazione per affrontarlo – ha spiegato Fitto –. L’obiettivo minimo è di raddoppiare le attuali risorse destinate alla casa”.
“È la prima volta che a livello europeo ci occupiamo di quella che ormai è un’emergenza globale – ha aggiunto Tinagli –. Se spingiamo con una alleanza dal livello locale, regionale e nazionale perché ci siano più fondi, strumenti e cooperazione forse si potranno dare delle risposte”.
Milano: piano casa: bella idea, ma . . .

Secondo quanto è stato detto in quella sede, in teoria sarebbe possibile raddoppiare i fondi europei destinati al piano casa già dal 2026 con la revisione delle politiche di coesione. “Funziona per le regioni che non spendono. Per noi una sfida difficile in questa legislatura, perché’ noi li stiamo già spendendo”.
Così risponde il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana all’obbiettivo indicato dal vicepresidente e commissario europeo alla coesione Raffaele Fitto a Milano, in occasione del convegno sull’emergenza casa all’avvio della visita della commissione speciale del Parlamento europeo.
Sala e la preoccupazione per Milano

“L’idea è bella – dice Fontana – ma cambiare destinazione per noi sarà difficile”. Anche l’Europa sul tema della casa “deve cercare di essere meno burocratica e vincolante”, ha aggiunto il governatore lombardo. Sottolineando che “sbagliamo a dire che il problema della casa si riduce a Milano” e che “servirebbe uno snellimento burocratico perché’ molte lentezze che affrontiamo le dobbiamo alla burocrazia che ammazza ogni tipo di sviluppo. Ci vogliono più risorse ed è assurdo che le case pubbliche debbano pagare IRES e IMU, non ha senso e poi i soldi che mancano ce li deve dare lo Stato”.
Il mio parere

Riprendo un vecchio adagio che dice più o meno così: “la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni”!
Iniziative lodevoli come questa, purtroppo, ne abbiamo già viste e, bene o male, sono tutte naufragate, portando con sé uno spreco enorme di denaro pubblico (quindi, di denaro di proprietà di ciascuno di noi), quando addirittura, non si siano configurati reati più gravi, quali la corruzione e la concussione. Le possibilità di fare un ottimo lavoro, anche in questo caso, ci sono tutte, ma non vorrei che, una volta ancora, “el tacon fusse peso de el sbrego!”.







































































