Certi programmi della tv italiana sembrano pensati e, purtroppo, realizzati per addormentare se non addirittura oscurare le coscienze. Sono incrostati di banalità e ovvietà traducibili con la formula “aria fritta”. Non sono il solo a pensarla così. Ecco infatti un’altra voce.
“Caro anonimo” scrive una lettrice da Rovigo” in questi giorni, se ce ne fosse stato bisogno, ho scoperto che certi miei sentimenti sono condivisi da tante persone con le quali ho avuto occasione di scambiare esperienze quotidiane e, in particolare ho raccolto giudizi sui palinsesti che ci vengono propinati non solo durante l’anno ma con un certo sadismo durante i mesi estivi, replicando programmi con la muffa alta una spanna e volgarissimi show che offendono e disgustano. Non so quanti siano i consumatori dei programmi kitch, per quanto mi riguarda, so di essere in numerosa compagnia.
Aria fritta in televisione

Motivi per rendere inaccettabili queste televisioni non mancano: personaggi vuoti e volgari che, purtroppo, trovano imitatori tra un certo pubblico. Ciò che provoca ribellione e stanchezza negli spettatori più sensibili è il fatto inequivocabile che tutta la programmazione è deficitaria, compresi certi TG, che aprono con le molte tragedie e crudeltà del mondo e vanno a finire …in musica. Tutto ciò concorre all’impoverimento dell’offerta e all’eclissi delle menti.
Ho il sospetto che quel torpore da video faccia parte della filosofia aziendale. Non mi riferisco a un Grande Fratello ma a tanti mini soggetti telecomandati.
E pensare che certa merce scadente la dobbiamo pure pagare.
Un giallo in musica

Buona parte dei nostri incontri con l’altro non sempre avviene di persona ma per interposti oggetti o soggetti che annullano gli spazi e riducono i tempi del contatto. Un facilitatore di incontri è da sempre il libro, così è avvenuto di recente, quando un’amica veneziana, Giusy Moretti, mi ha suggerito di leggere “Un giallo veneziano”, opera curiosa in prosa, poesia e musica contenente anche un CD, del multiforme artista Puccio Migliaccio.

L’autore è un personaggio complesso legato alla musica a cominciare dal suo stato primitivo di suono della materia, che, nel caso specifico è il vetro antico di Murano. Migliaccio ha avuto il dono di “ascoltare” le vibrazioni segrete dei capolavori usciti dalle fornaci veneziane. Ma è tutta la musica che domina la sua ricerca fino all’opera lirica da dove siamo partiti, per l’appunto, un Giallo veneziano i cui i cui testi sono stati pubblicati da Edizioni Marca Print, Quinto di Treviso.

La vicenda umana e artistica di Migliaccio è, come si dice, essa stessa un romanzo proprio come il”giallo”che ha la città di Venezia co-protagonista. L’incontro con l’autore è avvenuto nel libretto dell’opera scritto in parte nel dialetto veneziano, parte in italiano confidente. Negli Approfondimenti di Camillo Jogicini leggiamo queste parole :”Il testo musicale si fa antiscenico, richiede allo spettatore-ascoltatore l’orecchio totale e l’occhio interiore”. Nella sua Presentazione, Renzo Secco scrive che la poesia di Puccio è un anelito alla musica.
P.S. L’anonimo ha incontrato tra le righe del giallo di Migliaccio il mini ritratto dell’amico e grande critico musicale del Gazzettino Mario Messinis adombrato nella figura di “il Greco”.
Come una magia

(poesia)
Gocce come lucciole sui prati,
evaporano nella luce radente
in questa mattinata che nasce
da una notte ricca di sogni.
Nuvole bianche in agguato
Dietro le oscure montagne:
il loro assedio sarà breve
e a metà del giorno
la vittoria sarà della pioggia.
Tutt’intorno si spande
il profumo dell’erba falciata,
ondeggiano fiori farfalla,
arriva il vento e illude
il loro desiderio di volare.
Il grande azzurro s’innamora
di questa e si scioglie tutto
in un piccolo giardino d’acqua.
La magia di questa visione
Lega cielo e terra in un solo respiro.
Anonimo








































































Commentavo proprio questa mattina, con un mio nipote abruzzese, proprio il torpore ormai si sente a naso . È come se l’umanità si fosse svegliata muta , sorda e cieca ,in un mondo incantato, dove non esistono grida di bambini , né note musicali, né urla di malati, niente di niente. Ci sveglieremo , poi , da questo incubo ?
Come sempre, tutto dipende da noi !
E, dunque, diamo fiato ai nostri polmoni ! Facciamo chiasso ! Urliamo il nostro dissenso , gridiamo la nostra gioia , facciamo sentire le nostre contrarietà.
Ringraziamo Dio che ci ha testimoniato , con la morte in croce, la sofferenza di tutta l’ umanità.
ARIA FRITTA A PAGAMENTO – altrocché! Il titolo odierno è accattivante! Ma oltre ad aria fritta che fa addormentare, un gigantesco antagonista nei programmi TV è la violenza. Botte, pistole, sangue, crudeltà, morti ammazzati – senza fine e ovunque. Che cosa insegnamo ai nostri “cuccioli”? Lo leggiamo poi negli articoli dei giornali e lo rivediamo in TV – bande di minori che compiono atti indescrivibili e incredibili. Ma i responsabili della scelta e della programmazione, si rendono conto, che effetto provochino questi programmi su chi capita di guardarli? Magari su minori o comunque persone fragili? Ma risposte non si trovano perché i responsabili sono sempre introvabili, sono sempre altrove …