Quali sono le coordinate della felicità? Le possiamo trovare nel titolo di un romanzo di Gianluca Gotto preludio di una serie infinita di successi. Da sempre protagonista del panorama editoriale è ancora sul podio. Nel mese delle vacanze per eccellenza noi decidiamo di passarle in libreria perché come ha scritto Emily Dickinson “Non esiste un vascello veloce come un libro per portarci in terre lontane”.
Con Emily dentro la Lovat

Ecco la classifica dei libri più venduti questa settimana elaborata come sempre da Lovat con le sue fantastiche sedi a Villorba (Treviso) e Trieste. La libreria di Villorba è la più grande del nordest.
Leggiamo insieme i dieci titoli più amati dal pubblico:
- Gotto – Verrà l’alba, starai bene – Mondadori
- Imogen – La felicità nei giorni di pioggia – Libreria Pienogiorno
- Malvaldi – Piomba libera tutti – Sellerio
- Bajani – L’anniversario – Feltrinelli
- Cau – La levatrice – Nord
- Palminteri – Come l’arancio amaro – Bompiani
- Saviano – L’amore mio non muore – Einaudi
- Allende – Il mio nome è Emilia Valle – Feltrinelli
- De Gregorio – Di madre in figlia – Feltrinelli
- Umrigar – Canto dei cuori ribelli – Libreria Pienogiorno
Un titolo taumaturgico che attrae come il canto delle sirene

Torna al primo posto del medagliere lo scrittore torinese, nomade digitale, Gianluca Gotto: Verrà l‘alba, starai bene (Mondadori). Evoca orizzonti di serenità questo romanzo anche se l’incipit è pervaso dalla grande sofferenza della protagonista, Veronica, che decide di chiudere le porte al dolore cambiando completamente la sua vita. Apparentemente ci riesce, diventa una donna di successo, ma il passato riemerge. Una crisi autodistruttiva potrebbe travolgerla ma il destino le porterà qualcosa di inaspettato, forse un caso di serendipity? Gianluca Gotto rappresenta da tempo un caso editoriale, con più di un milione di copie vendute. Ha uno suo stile narrativo impreziosito dall’importante percorso spirituale legato al buddismo, Ha vissuto molto in Australia e Canada, scrive i suoi reportage mentre gira per il mondo, con il suo blog “Mangia Vivi Viaggia” condivide insegnamenti zen ed esperienze personali. Anche Gianluca ha sofferto, lo racconta in Profondo come il mare, leggero come il cielo. La sua vita cambia radicalmente a Bali a causa di una puntura di zanzara che gli trasmette la malattia tropicale dengue. Si ritrova in ospedale a Bangkok. Guarisce, ma la sua mente è travolta psichicamente. Un monaco buddista lo aiuterà ad affrontare le difficoltà e a seguire un nuovo percorso dell’anima.
La bellezza è una promessa di felicità

La frase attribuita a Stendhal è forse una delle più belle dedicate al tema. In questa classifica la felicità è una conquista che vola al secondo posto grazie ad una scrittrice laureata in legge che ha lasciato la carriera legale per dedicarsi completamente alla scrittura. Imogen Clark: La felicità nei giorni di pioggia (Libreria Pienogiorno). Il suo romanzo è stato definito: avvincente, intenso, dolcemente commovente un’opera d’arte a più livelli. La scrittrice ha quattro figli e vive nello Yorkshire. Questo bestseller ha ormai superato il milione di copie.
Quando il BarLume colpisce ancora

La serie televisiva i delitti del BarLume ha trionfato alla grande, è tratta dagli strepitosi romanzi di Marco Malvaldi che ha creato la cittadina di Pineta corroborata dallo spirito investigativo di quattro anziani amici che frequentano il bar di Massimo Viviani. In questo luogo immaginario della Toscana c’è molto da indagare, il delitto è dietro l’angolo. Lo scrittore pisano, laureato in chimica, torna in libreria con Piomba libera tutti (Sellerio). Al centro della nuova indagine un’impiegata delle poste strangolata nel parcheggio del suo condominio in pieno centro a Pisa. Si racconta che fosse detestata da tutti perché incline al ricatto. Solo dicerie, false piste o dubbi concreti?
Un libro scandalosamente calmo…

Lo scrive Emmanuel Carrère citando il romanzo di Andrea Bajani vincitore del Premio Strega 2025. Lo scrittore romano è sempre ai vertici delle classifiche con: L’anniversario (Feltrinelli). Un argomento molto complesso e di grande attualità. C’è la violenza di un padre-padrone, una madre sottomessa, un figlio che decide di lasciare una vita domestica insostenibile: “ho cambiato numero di telefono, casa, continente, ho tirato su un muro inespugnabile, ho messo un oceano di mezzo”.
La scrittrice sarda che ha studiato Ostetricia e ha fatto nascere tante vite

Una professione importante quella di Bibbiana Cau, valore aggiunto per la realizzazione di un romanzo avvincente e pieno di emozioni. È stata la tesi di laurea in Storia sociale a ispirare il suo amore per la scrittura. Ora è in vetta alle classifiche da settimane con le vicende di una donna indomita e caparbia: La levatrice (Nord).
Il fiore bianco dell’arancio amaro ha il profumo della libertà

Torna nel medagliere un romanzo d’esordio blasonato da oltre 200.000 copie vendute, Premio Bancarella 2025: Come l’arancio amaro (Bompiani) di Milena Palminteri. L’autrice siciliana ha lavorato come conservatore negli archivi notarili. Luoghi che custodiscono la memoria economica di paesi e città ma anche storie individuali e collettive. La protagonista del romanzo lavora proprio in un Archivio notarile. In questo posto apparentemente tranquillo e sicuro scopre un documento che contiene una terribile accusa fatta dalla nonna paterna a sua madre: quella di non averla partorita, ma comprata.
Rossella, vittima della ‘ndrangheta, una giovane donna piena d’amore

Sempre nel palmarès lo scrittore Roberto Saviano con una vicenda struggente che lui ha definito una storia impossibile, una storia vera: L’amore mio non muore (Einaudi). La protagonista si chiama Rossella Casini, una giovane ragazza vittima di ‘ndrangheta. Siamo nell’Italia del 1977, Rossella ha circa vent’anni, un’esistenza tranquilla, ma tutto porterà molto presto alla tragedia.
Isabel scrisse in esilio il suo primo romanzo e fu subito un grande successo

Stiamo parlando del libro La casa degli spiriti di Isabel Allende adattato in seguito al grande schermo. La scrittrice continua da tempo a dominare le classifiche grazie all’ultimo romanzo: Il mio nome è Emilia del Valle (Feltrinelli). La protagonista è una donna coraggiosa con la passione per la scrittura che diventerà editorialista al San Francisco Examiner. Sua madre, Molly Walsh, è una suora irlandese sedotta da un aristocratico cileno. Isabel Allende è nata in Perù nel 1942. Nipote di Salvador Allende, si stabilisce in Cile con la madre. Il golpe di Pinochet del 1973 la porta a vivere in esilio sino alla caduta del regime nel 1988.
Le pagine dei libri sono piene di donne che hanno costruito la storia

Sembra questo il messaggio della prima classifica di agosto. Torna tra i primi dieci titoli il romanzo di Concita De Gregorio: Di madre in figlia (Feltrinelli). Al centro della narrazione tre generazioni, tre età della vita, dall’affascinante rivoluzionaria nonna Marilù alla nipote Adelaide influenzata dal suo insegnamento coraggioso. Un romanzo che trae ispirazione anche dalla sua vita familiare. Giornalista e scrittrice e firma storica del quotidiano la Repubblica, Concita De Gregorio è Ideatrice e conduttrice di programmi televisivi e radiofonici. Per molti anni si è occupata di cronaca politica, dal processo Andreotti al G8 di Genova, seguendo tutte le più importanti vicende internazionali.
Non ha mai abbandonato le classifiche internazionali il romanzo che chiude questa speciale carrellata quasi tutta al femminile

Il canto dei cuori ribelli (Libreria Pienogiorno) della scrittrice di Mumbai Thrity Umrigar, giornalista e critica indiana-americana. Ha collaborato con i più titolati giornali internazionali come il Washington Post. Ci racconta una storia piena di contraddizioni immersa in un paese straordinario avvolto da modernità e oscurantismo, dove le donne ancora una volta sono vere protagoniste.
Buona lettura!








































































Dott.ssa Elisabetta, grazie a Lei e alle librerie Lovat anche questa settimana abbiamo argomenti e motivazioni per leggere. In questi giorni sto leggendo un libro che appartiene a una cultura e a una nazione che ammiro molto, l’India. Io credo molto in questa civiltà, anche gli Indiani che sono in Italia e in particolare nella mia zona, dimostrano di volersi integrare nel lavoro. Il racconto di Thrity Umrigar ci presenta una popolazione ancora fortemente legata alla tradizione e le donne sono impossibilitate a scegliere la loro strada senza il consenso della famiglia. Questo corposo racconto, di quasi quattrocento pagine, appartiene ad un percorso di affermazione delle donne indiane, simile a quello compiuto da tante popolazioni del sud del mondo. Il romanzo è molto vicino alla realtà e sono sicuro che aiuterà a diffondere il laicismo contro queste tradizioni che ancora oggi rendono infelici molte ragazze in cerca di libertà, senza essere costrette dalla famiglia o dalla società a scelte di appartenenza.