Nel cuore più nobile di Venezia, là dove storia, mito e arte si intrecciano in un dialogo senza tempo, va in scena un evento che unisce musica, memoria e seduzione. È il concerto dal titolo suggestivo “O Venezia, Venaga, Venusia”, un omaggio sonoro e narrativo a Giacomo Casanova nel trecentesimo anniversario della sua nascita.
Il titolo, che echeggia il celebre Casanova di Federico Fellini e la struggente colonna sonora firmata da Nino Rota, è già un manifesto poetico: un inno alla città che Casanova non smise mai di amare, pur tra fughe rocambolesche, esili e scandali. Venezia, come il suo figlio più controverso e brillante, continua a stupire, mutare volto e rimanere sempre sé stessa, sospesa tra ombra e luce.
Organizzato da I Solisti Veneti in coproduzione con il Teatro La Fenice, il concerto si inserisce nel prestigioso 55° Veneto Festival e si celebra in concomitanza con la tradizionale Festa del Redentore, in un ideale ponte tra il passato glorioso della Serenissima e il fervore artistico contemporaneo.
Casanova: molto più di un seduttore

Figura poliedrica e controversa, Giacomo Casanova fu ben più di un libertino leggendario. Seduttore, sì, ma anche scrittore, viaggiatore instancabile, intellettuale cosmopolita e acuto osservatore del suo tempo. Il suo Settecento fu un secolo di maschere e lumi, di inquietudini e di nuove libertà, specchio perfetto per un uomo che seppe incarnarne le contraddizioni e le aspirazioni.
A raccoglierne l’eredità culturale ed emozionale sono I Solisti Veneti, diretti da Giuliano Carella, con un programma che attraversa tre secoli di musica italiana: dal barocco veneziano al Novecento, tra echi di grande cinema e omaggi alla musica d’autore contemporanea.
Le Sale Apollinee: un salotto per la musica

La cornice non potrebbe essere più affascinante: le Sale Apollinee del Teatro La Fenice, raffinati salotti neoclassici ornati di affreschi, stucchi e specchiere dorate, un tempo ritrovo dell’élite culturale veneziana, oggi palcoscenico ideale per un concerto che è anche un viaggio nell’anima della città.
Il programma di O Venezia, Venaga, Venusia: un ponte tra epoche

La serata si apre con Baldassare Galuppi, detto “il Buranello”, maestro di cappella a San Marco e innovatore dell’opera buffa. Il Concerto a quattro in sol minore per archi e basso continuo esprime tutta la leggerezza e l’eleganza del classicismo nascente, un mondo sonoro che Casanova conobbe bene e frequentò negli anni veneziani.
Segue Antonio Vivaldi con il Concerto in re maggiore RV 93, originariamente per liuto e qui affidato alla chitarra di Filomena Moretti, stella di fama internazionale. La sua interpretazione, calda e virtuosistica, restituisce tutta la cantabilità e il lirismo di uno dei gioielli cameristici del prete rosso.
Il viaggio prosegue con il raffinato Giovanni Benedetto Platti, lombardo di nascita ma europeo nello spirito. Il suo Concerto in do minore I.21 per violoncello e archi, intriso di intensità espressiva e virtuosismo, sarà interpretato da Giuseppe Barutti, violoncellista veneziano definito da Lorin Maazel “uno dei più grandi talenti italiani”, già primo violoncello al Teatro La Fenice e alla Filarmonica della Scala.
La prima assoluta di Pino Donaggio a O Venezia, Venaga, Venusia

Momento clou della serata sarà la prima esecuzione assoluta del Concerto per chitarra e archi di Pino Donaggio, veneziano celebre per le sue colonne sonore (da Don’t Look Now di Nicolas Roeg a Carrie di Brian De Palma) e oggi acclamato anche per opere sinfoniche di grande intensità emotiva. Dedicato a I Solisti Veneti, il brano è un dialogo poetico tra tradizione e modernità, tra melodia italiana e atmosfere cinematografiche che evocano una Venezia notturna, struggente e sensuale.
Finale con Nino Rota
A chiudere, il Concerto per archi di Nino Rota, omaggio al Novecento italiano e al genio che rese immortali le immagini di Fellini, Visconti e Zeffirelli. Qui, libero dalle immagini, Rota offre un’opera cameristica pura, ma intrisa della sua inconfondibile vena melodica, dolce e nostalgica.
Un dialogo tra epoche sotto la guida di Carella

Sul podio, Giuliano Carella, interprete sensibile e raffinato, guiderà I Solisti Veneti in questo percorso musicale attraverso tre secoli di stile italiano. Accanto a lui, Filomena Moretti, chitarrista sarda di fama mondiale, la cui presenza impreziosisce ulteriormente un programma che promette di essere un’esperienza sonora intensa e avvolgente.
Un concerto che non è solo un evento musicale, ma un atto d’amore verso Venezia e la sua anima mutevole: colta e sensuale, malinconica e ironica, proprio come Casanova.







































































